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Biffis e Agipgas, il gatto a tre zampe

 By Daniela Scamuzzi

Un servizio fotografico, scoperto in una cantina e donato all’archivio storico, apre lo scenario sui primi anni ‘50, quando il gas scoperto da Mattei cominciava a circolare in tutta Italia e la “bombola” dell’Agipgas faceva il suo esordio nelle cucine del Sud…

Aveva lo stesso carattere forte e determinato di Enrico Mattei. Si somigliavano molto. Non a caso il fondatore di Eni, nei primi anni Cinquanta, gli diede l’incarico di realizzare uno studio con l’Istat per individuare il miglior sistema di trasporto del gas in tutta Italia. Alberto Biffis, veronese, ingegnere chimico, classe 1917, studiò i vantaggi della distribuzione in bombole, rispetto ai metanodotti. L’analisi si concluse con la scelta a favore della prima. A testimonianza del successo di questo tipo di diffusione, in particolare al Sud, ci sono un centinaio di straordinarie immagini. Sono state trovate nella sua cantina dal nipote Federico che, continuando la tradizione di famiglia, lavora in Eni. L’ampio servizio fotografico racconta vita e impianti della stazione di imbottigliamento dell’Agipgas a Messina, scatti realizzati in occasione della sua inaugurazione alla presenza di Enrico Mattei, il 1° aprile 1953.
Nelle immagini c’è il presidente Eni sorridente che visita gli impianti insieme ai responsabili della stazione e alle autorità locali, brindando con loro all’importanza dell’evento. C’è anche Biffis, in disparte ma attento, con il doppio petto elegante e gli occhiali, che segue il discorso di Mattei. E poi ci sono loro, le bombole Agipgas agganciate ai nastri per il trasporto, rifornite e controllate dagli addetti, con i cartelloni che evidenziano la convenienza in lire del loro acquisto negli anni, i serbatoi al porto, i camion per il trasporto.

Donare queste immagini all’archivio storico fotografico, come ha fatto Federico Biffis, è un modo per ricordare le capacità di un nonno eccezionale, ma anche di restituire pieno valore e rispetto al lavoro svolto da ciascuno di noi. Ogni carta, ogni foto, lascia tracce più o meno importanti, di noi e del tempo dedicato alla nostra attività. Di tanto impegno e ingegno, l’archivio è testimonianza oggettiva e fonte storica primaria. Come in questo caso, gli scatti rappresentano un contributo importante, messo a disposizione della comunità. Un gesto che aggiunge un tassello luminoso all’ampio mosaico di immagini sugli anni della fondazione della più importante industria petrolifera italiana.

Ognuno di noi può diventare un attivo e importante produttore di memoria, rendendo concreti e tangibili quei “passaggi di tempo” che costruiscono la nostra identità

Dopo la realizzazione dello studio, Alberto Biffis continuò a lavorare sullo sviluppo e sull’applicazione del progetto. Il sistema di distribuzione al consumo del gas liquido in bombole era semplice: ogni società Eni riempiva i propri “contenitori” presso le stazioni di imbottigliamento dislocate nelle zone di maggiore consumo. Veniva quindi rifornita una rete di concessionari e distributori che trasportavano il gas liquido nei più piccoli e isolati villaggi, anche a dorso di mulo.
La produzione di ingenti quantità di Gpl (Gas petrolio liquefatto) era cominciata con la realizzazione di un impianto di degasolinaggio a Cortemaggiore, vicino ai giacimenti di metano. Nel 1951 venivano prodotte 120 tonnellate di propano e butano ad “altissimo grado di purezza”. Questi gas, che potevano essere liquefatti con facilità e tenuti sotto pressione per il trasporto e l’imbottigliamento, venivano riportati al loro stato naturale quando si riapriva la valvola delle bombole per il loro utilizzo. L’attività di imbombolamento fu lanciata sul mercato come Agipgas, con il marchio di un gatto a tre zampe, con la fiammella che usciva dalla coda. L’impegno di Mattei nel favorire lo sviluppo dell’Italia centro meridionale, fornendola di risorse energetiche, era in quel momento molto forte e lo sviluppo di Agipgas fu un primo passo in quella direzione.

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Agipgas! Il gas liquido del sottosuolo italiano

«La convenienza di usare gas liquidi nelle case ha raggiunto finalmente anche la povera gente, tanto che le quantità annuali vendute in Italia sono quadruplicate dal 1952 fino ad oggi» scriveva Mattei su “Il Giornale d’Italia”, nel 1957. Seguirono i programmi di ricerca di idrocarburi nell’Italia meridionale, che portarono più tardi, nel 1958, alla scoperta del metano a Ferrandina, in Basilicata.
I nuovi prodotti vennero venduti sul mercato migliorando in maniera decisiva le condizioni di vita degli italiani. Il riscaldamento veniva convogliato attraverso i tubi nelle case e grazie al gas fornito dalle bombole si poteva finalmente cucinare senza fatica e con meno danni alla salute rispetto al carbone.

Grande il beneficio apportato da questi “fuochi in bottiglia”, in particolare per le donne, liberate dalle impegnative cotture sulla carbonella e dalla gestione di pentole annerite dai fumi della cottura

Il mercato italiano del Gpl, in quegli anni, era infatti essenzialmente domestico. Su 400 mila tonnellate circa di gas liquidi immessi nel consumo nel 1956, meno del 10 per cento veniva assorbito in campo industriale, oltre il 90 per cento era utilizzato dal settore domestico che contava quasi 9 milioni di utenti, il 20 per cento della popolazione italiana di allora. A questi risultati si era giunti in pochissimo tempo. Nel 1948 si consumavano solo 1.500 tonnellate di gas liquidi, un percentuale molto bassa rispetto al consumo del 1956, anno in cui le stazioni di imbottigliamento diventarono 18 in tutta Italia.
Alberto Biffis, dopo aver concluso il suo lavoro in Eni, fondò due aziende. Avevano lo stesso spirito imprenditoriale, Mattei lo aveva intuito perfettamente.

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informazioni sull'autore
Daniela Scamuzzi
Curiosa di tutto, si nutre di viaggi, scrittura, musica e street photography. Giornalista professionista con esperienze tv, agenzia e carta stampata, oggi lavora nella cineteca Eni, dove finalmente si può occupare delle sue grandi passioni: film e comunicazione.