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La bioenergia del futuro in 3 piante

 By Livia Formisani

Considerati da alcuni come “oro verde”, da altri come un peso, le coltivazioni agricole dedicate alla bioenergia sono un soggetto polarizzante. Considerando la minore quantità di gas serra che emettono, biocarburante, biogas e biomasse sono un’ottima alternativa ai carburanti fossili; tuttavia sono oggetto di numerose controversie..

La ragione è semplice: i biocarburanti di prima generazione sono fabbricati partendo da zucchero e olio, come quelli estratti da grano, canna da zucchero e soia, con un impatto sui prezzi e sulla disponibilità del cibo. Nel corso dell’ultimo decennio, tuttavia, i ricercatori hanno dedicato la propria attenzione ai cosiddetti biocarburanti e biomasse di seconda generazione, basati su cellulosa da raccolti non alimentari e addirittura che prosperano sui terreni degradati.
Di recente progetti di ricerca in tutto il mondo stanno testando la fattibilità di almeno tre “piante meravigliose” per la produzione di bioenergia, con risultati molto promettenti.

1. Jatropha curcas (Africa)

Jatropha curcas (Noce delle Barbados) è un arbusto originario del Messico in grado di crescere in ambienti molto secchi e su terreni poco adatti alle coltivazioni. L’olio estratto dai suoi semi può essere utilizzato — come infatti avviene — come biocarburante. I residui della lavorazione sono utilizzati per produrre biogas o come fertilizzanti, e altre parti della pianta sono utilizzate nella medicina tradizionale o per la produzione di sapone. Dato che la Jatropha è un vegetale non alimentare che cresce perfino nel deserto, non entra in competizione con la produzione di alimenti e non incoraggia il taglio delle foreste pluviali.
Diffusa principalmente nell’Africa meridionale e in India, ha attirato investimenti consistenti negli anni 2000, quando è stata salutata come il nuovo oro verde. Quando tali progetti, però, non hanno generato i risultati attesi (per una serie di ragioni) la pianta si è rapidamente guadagnata una cattiva reputazione.
“Non è fallita la pianta Jatropha, è fallito il business model Jatropha.” Ha dichiarato Kirk Haney, Presidente e Amministratore Delegato di SG Biofuels
Di recente però l’azienda di bioenergie di Singapore JOil ha prodotto nuovi ibridi di Jatropha caratterizzati da un maggiore rendimento. Più o meno contemporaneamente gli scienziati del Centro Nazionale delle Ricerche egiziano hanno prodotto con successo biocarburante avio dalla Jatropha, mentre attualmente vengono esaminati diversi business model per assicurare condizioni di coltivazione sostenibili. Il futuro può davvero riservare molte sorprese per questo arbusto.

Pianta meravigliosa n.1: Jatropha curcas (Ton Rulkens, Wikimedia)

2. Bambù (Asia)

Resistente, flessibile, veloce: il bambù è una pianta meravigliosa in quanto tale ed è usatissimo in tutta l’Asia per una serie di impieghi, comprese le impalcature e la produzione di rayon. Si può sostenere, però, che il bambù dà il meglio di sé come biomassa: cresce rapidamente a grandi altezze e consente una resa per acro molto maggiore rispetto ad altre colture. In effetti molte varietà di bambù compaiono nel Guinness dei Primati come Pianta che cresce più rapidamente” con un record di 91 centimetri al giorno, mentre altre varietà possono raggiungere un’altezza di 30 metri. Uno dei suoi numerosi vantaggi è che il raccolto avviene tagliando i fusti per cui lo stesso gambo continua a crescere senza necessità di essere ripiantato.
In aggiunta la biomassa da bambù ha un valore calorico maggiore rispetto ad altre biomasse, compreso il grano, nonché livelli minori di umidità — caratteristiche che la rendono particolarmente adatta per l’utilizzo negli impianti termoelettrici. Ma c’è di più: il bambù può essere usato anche per produrre biocarburante, grazie ai sui minori contenuto di ceneri e indice alcalino, e biogas — facendone un grande tuttofare nel mondo della bioenergia.
Il bambù, una vera pianta miracolosa, è anche una delle migliori coltivazioni per rigenerare i terreni degradati a causa di attività come quella mineraria o della deforestazione.

Pianta meravigliosa n.2: Bambù

3. Arundo donax (Europa)

Arundo donax (canna comune / canna domestica) è un tipo di canna originaria del bacino del Mediterraneo, dove cresce in terreni umidi, lungo i corsi d’acqua e anche in presenza di acqua salmastra. La canna è un’erba molto resistente, dotata di un robusto sistema radicolare che aiuta a prevenire l’erosione del suolo, di un’elevata velocità di crescita (anche nei suoli degradati); le canne possono raggiungere l’altezza di 6-9 metri.
Come il bambù, la Arundo donax viene utilizzata per la produzione di biomassa, biocarburante e biogas. Cresce rapidamente fino ad altezze considerevoli, garantendo quindi una elevata resa per acro, con l’ulteriore vantaggio di diffondersi autonomamente e quindi di richiedere meno lavoro. Per questa stessa ragione, tuttavia, nel clima adatto la pianta può diventare infestante, un aspetto che ha portato diversi stati degli USA ad esprimere preoccupazione per la sua coltivazione come fonte di bioenergia. In Europa, tuttavia, luogo di origine della pianta, i progetti di ricerca hanno dimostrato la sua utilità.
Un’altra importante proprietà della Arundo donax, che può potenzialmente essere combinata con le sue potenzialità bioenergetiche, è la capacità di trattare in maniera efficace le acque reflue e addirittura migliorare la qualità del suolo nelle aree dove viene coltivata.
In ciascun caso la produzione di massa non è più l’obiettivo principale. Per minimizzare l’impatto sull’ambiente e sulla società, gli scienziati si stanno ora concentrando sulla progettazione di piantagioni sostenibili. Alcune delle modalità attualmente in via di studio prevedono la coltivazione di queste specie a fianco di altre (per proteggere le economie locali), privilegiando le specie native e la coltivazione su terreni degradati. Per questo è possibile che in futuro raccoglieremo energia da queste piante, ciascuna coltivata in modo sostenibile nel suo particolare ambiente locale.

Pianta meravigliosa n.3: Arundo donax

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Livia Formisani