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Cinque modi strani di stoccare energia

 By Jim McClelland

Può sembrare strano ma lo stoccaggio dell’energia sta rapidamente diventando un grande business. Riempie le prime pagine dei giornali e viene associato con i nomi di celebri imprenditori, a cominciare da Mister Tesla, Elon Musk, e le sue celebri batterie. Jim McClelland in questo articolo racconta invece come si può immagazzinare energia, e poi usarla, in un pallone, nel sale, nelle grotte, sui treni e nei limoni. Proprio così, nei limoni…

(Cover foto tratta da www.fundable.com)

Può sembrare strano ma lo stoccaggio dell’energia sta rapidamente diventando un grande business e, per associazione, sorprendentemente glamour. Il mercato dello stoccaggio dell’energia collegata alla rete, ritenuto “sul punto di esplodere”, dovrebbe vedere, secondo previsioni, installazioni annuali che raggiungono oltre i 6GW nel 2017, per poi accelerare ed arrivare fin oltre 40GW entro il 2022.

L’energy storage riempie le prime pagine dei giornali e viene associato con i nomi di celebri imprenditori. Il glamour del brand Tesla per auto elettriche premium di Elon Musk ha promosso il profilo della sua batteria domestica per i consumatori in tutto il mondo. Inoltre, lo stoccaggio è uno degli investimenti primari e delle priorità di innovazione della nuova Breakthrough Energy Coalition. Guidata da Bill Gates, la “coalizione dei miliardari” vanta una lista di sostenitori di alto profilo, tra cui Mark Zuckerberg di Facebook, Jeff Bezos di Amazon e Sir Richard Branson della Virgin.

Il pallone da calcio che diventa una lampada per leggere...

Nuove modalità di stoccaggio appaiono dovunque: dal muro di casa ai dispositivi da polso. Anche se esiste tutto un altro mondo dove questa sfida diventa ancor più interessante. Ad esempio, come suggerisce il nome, Soccket combina il “soccer”, il gioco del calcio, con l’energia cinetica immagazzinata in una vera e propria palla da football.

Inventata dagli studenti di Harvard e sviluppata da Uncharted Play, la palla usa un giroscopio per catturare e immagazzinare in una batteria energia sufficiente ad illuminare una lampada a spina a LED per tre ore con soli 30 minuti di gioco. Commercializzata per le comunità rurali dell’Africa, Soccket fornisce energia pulita e verde e non proveniente dalla rete, alternativa al kerosene e al diesel che possono a loro volta impattare sull’inquinamento. Lo stesso presidente Obama ha sponsorizzato questa palla speciale.

Su scala completamente diversa è lo stoccaggio dell’energia nelle grotte. Sulla Antrim coast nell’Irlanda del nord, Gaelectric ha ottenuto 6,5 milioni di euro in fondi dell’Unione europea per raccogliere l’energia in eccesso generata dal solare e dal vento nei momenti di picco per poi convertirla in aria compressa da immagazzinare in grotte di sale a quasi 1,5km sotto la superficie. Il CAES (Compressed Air Energy Storage) a Larne sarà così in grado di fornire 330MW di energia per periodi fino a 6 ore ed aiutare ad ottimizzare l’uso delle rinnovabili.

(Come funziona il processo Rail Energy Storage)

Sempre considerando il sale, i ricercatori della University of South Australia hanno sviluppato una soluzione a basso costo per lo stoccaggio dell’energia a variazione di fase che ha vinto nel 2015 l’Eureka Prize ANSTO per l’uso innovativo della tecnologia. In questo caso l’energia in eccesso proveniente dalle rinnovabili viene usata per congelare il sale e immagazzinarvi energia per il successivo scioglimento e rilascio della stessa. Ad un decimo del costo dello stoccaggio di energia in batterie tradizionali, la tecnologia del sale sciolto viene attualmente sviluppata per applicazioni commerciali in collaborazione con Glaciem Cooling Technologies.

Un’altra alternativa di stoccaggio del surplus di vento o di energia solare dalla rete significa letteralmente metterla su un treno. Il processo ARES (Advanced Rail Energy Storage (ARES) muove infatti in salita milioni di chili di massa contro la gravità in veicoli su rotaia, immagazzinando migliaia di megawatt/ora (MWh) di energia potenziale: abbastanza da dare al rilascio energia ad una città di medie dimensioni per diverse ore. In altre parole, il treno sale, l’energia viene accantonata, il treno scende l’energia viene recuperata. Dopo un programma pilota positivo in Tehachapi, California, ARES ora intende creare un impianto con una capacità di 50MW ad un costo di 55 milioni di dollari nel deserto del Nevada.

Ebbene sì, anche un limone può produrre energia elettrica...

Infine, avendo immagazzinato energia in un pallone da calcio, una grotta, nel sale e su un treno, perché non in un limone? Un esperimento condotto da Steve Spangler Science, ha dimostrato come convertire l’energia chimica proveniente dall’acido di un limone in energia elettrica. Mettere a frutto un po’ di conoscenze sugli elettrodi zinco-rame significa riuscire a far funzionare una lampada a LED con questa batteria “a frutta”.

Così ora, grazie allo strano mondo dello stoccaggio dell’energia, anche quando la vita è, per così dire, aspra…. ci si può fare luce!

 

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