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Datafrica, cosa raccontano i numeri

 By Gloria Denti

Una mostra che parla di futuro e di Africa e nessuna immagine che la accompagni…

“Hanno detto che le cifre governano il mondo. Può darsi.
Ma sono certo che le cifre ci mostrano se è governato bene o male.”

Johann Wolfgang von Goethe

Rappresentare senza mostrare. Far comprendere in modo immediato senza semplificare, senza mediazioni emotive. Dritti al punto.
Se, come diceva Hemingway, la scrittura è architettura e non decorazione di interni, i numeri sono le fondamenta di un racconto. Il nostro racconto parte da qui, dati alla mano, dalla concretezza dei fatti, di ciò che sta accadendo nel nostro mondo e nel continente africano, delle leve esistenti e di quelle possibili per dare sviluppo e crescita.
I fenomeni che stanno trasformando il nostro pianeta hanno radici lontane e al tempo stesso conseguenze immediate, destinate a durare nel tempo. Bisogna indossare le lenti che consentono la visione di lungo periodo per comprendere cosa sta succedendo e cosa succederà nei prossimi anni.
Bisogna entrare nel merito, capire bene, valutare nella sostanza.
Da queste premesse nasce un’idea: il nostro racconto sul continente Africano fatto di numeri e dati, i più significativi, quelli che aiutano a capire: sintesi di scenari futuri, istantanee di punti di forza, potenzialità e paradossi.


Perché raccontare l’Africa attraverso le grandezze e le misure che la connotano?
L’Africa è il continente con la maggiore crescita di popolazione, nel 2030 la popolazione mondiale sarà 8,6 miliardi di persone, di cui 1,7 in Africa; approssimativamente nel 2100, 2 persone su 5 saranno africane. Nello stesso anno, la maggior parte dei giovani sotto i 20 anni sarà nata nel continente nero.
In Africa subsahariana 89 milioni di bambini, però, ancora non vanno a scuola e circa 60 persone su 100 non hanno a disposizione acqua potabile.
Nel mondo, oltre un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’elettricità, la maggior parte delle quali in Africa. Una famiglia in Sierra Leone impiega fino a 5 ore al giorno a cercare la legna con rischi persino per l’incolumità personale.
Al tempo stesso, parliamo di un continente dalle grandi prospettive: l’economia sta crescendo velocemente. Nel 2040 sarà la più grande forza-lavoro giovanile. Le donne rappresentano già oggi il motore dell’economia in Africa subsahariana. Nel 2020 il numero di abitanti nelle città dell’Africa supererà quello degli abitanti delle città d’Europa. Gli africani con accesso regolare a internet si sono più che triplicati tra 2010 e 2017 (dal 7 al 22%), con il tasso di crescita più rapido del mondo.


Numeri. Numeri che parlano. In grado di disegnare rapidamente uno scenario.
Raccontare dunque questo continente in modo originale, utilizzando la nostra lingua: i dati. Analisi di scenari e di fenomeni che mai più di oggi sono chiari agli addetti ai lavori e la cui conoscenza e comprensione è però necessaria a tutti. Un viaggio che il visitatore si accinge a compiere toccando la realtà con mano: grandezze fisiche con cui misurarsi per comprendere in modo immediato fenomeni che altrimenti sono inafferrabili.
Al servizio di questa impostazione un’attenta ricerca nell’ambito dell’arte della data visualization volta a combinare elementi fisici appartenenti al mondo del design a componenti tecnologiche interattive per raccontare e rendere immediati e comprensibili a pubblici differenti i trend globali.
Attraverso le istallazioni verranno rappresentati fenomeni quali: l’aumento demografico e la scolarizzazione. I numeri dell’accesso all’energia, all’acqua potabile e i dati dell’inquinamento atmosferico. Tutti elementi che disegnano con precisione i contorni dell’Africa.

L’Africa è un continente che Eni conosce bene; la prima impronta il cane a sei zampe l’ha lasciata nel deserto egiziano nel 1954. Oggi l’Africa fornisce oltre la metà della produzione totale di greggio e gas naturale di Eni, che si conferma primo produttore internazionale nel continente.  Una storia che parte con un’idea, all’inizio dagli anni Cinquanta: cambiare le regole contrattuali applicate da tutto il mondo petrolifero coinvolgendo direttamente i paesi produttori nell’estrazione. Quell’intuizione, certamente visionaria, oggi si è trasformata nell’impegno verso un modello “Africa per l’Africa” in cui la chiave è l’accesso all’energia. Energia significa sviluppo e stabilità e significa rendere disponibile uno straordinario potenziale di crescita.
Con questa mostra vogliamo parlarvi di una sfida e di un’opportunità. Un cambiamento culturale, un paradigma nuovo compatibile con il futuro del pianeta. Una cultura costruita sulla consapevolezza acquisita con l’esperienza e rafforzata con l’innovazione tecnica e tecnologica. Un futuro inclusivo.
La prima tappa della mostra sarà visitabile presso il Corner del MAXXI dal 4 ottobre al 4 novembre nell’ambito della più ampia esposizione “African metropolis. Una città immaginaria”, panoramica approfondita sulla scena artistica e culturale del continente africano.

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informazioni sull'autore
Gloria Denti
In ordine sparso: siciliana per nascita. Romana di adozione. Africana per scelta. Madre. Appassionata viaggiatrice. Curiosa osservatrice. Ingorda lettrice. Fotografa di professione e ultimo ma non ultimo lavoro in Eni da quasi un decennio, con un passato in sostenibilità e un presente negli eventi culturali.