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Pink about tomorrow

 By Eniday Staff

Che cosa fa di preciso un geologo in Eni? Che cos’è una raffineria, e che cosa si prova a passare diversi mesi su una piattaforma offshore? Di solito a questo domande rispondono i maschi, stavolta no. Le abbiamo fatte a due ragazze che da qualche anno lavorano nel settore dell’oil & gas e le risposte sono state tutt’altro che scontate. Con noi ad ascoltarle c’era anche una platea di giovani studentesse milanesi decise a rompere gli schemi e a indossare, chissà, un caschetto giallo in futuro…

Qualche settimana fa Eni ha aperto le porte alle ragazze di alcuni istituti superiori di Roma e Milano, per raccontare cosa fanno le donne occupate in azienda e che cosa vuol dire lavorare in ambiti tradizionalmente riservati agli uomini. L’iniziativa si chiama Pink About Tomorrow, e aderisce al progetto Le studentesse vogliono contare! Il Mese delle Stem, promosso dal Miur in collaborazione con il Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio. I due eventi hanno uno scopo comune: promuovere gli studi tecnico-scientifici tra le ragazze, che solitamente preferiscono percorsi scolastici e lavorativi in ambito umanistico.

Il tema è più che mai attuale e i dati parlano chiaro: in Italia le ragazze sono posizionate peggio dei maschi nel mercato del lavoro, e hanno un tasso di inoccupazione sensibilmente più alto. Le aziende spesso chiedono lavoratori con competenze tecniche e con una formazione scientifica, caratteristiche che trovano più facilmente negli uomini che nelle donne.

Ma chi ha detto che queste qualità sono appannaggio esclusivo del genere maschile? Con Pink About Tomorrow Eni ha voluto smentire tutti quegli stereotipi consolidati nella nostra cultura, e per farlo ha messo a confronto le giovani studentesse con due professioniste del mondo Oil&Gas che attualmente lavorano in azienda.

Valentina Cellilli faceva il liceo classico ma aveva voglia di cambiare, e al momento di scegliere la facoltà universitaria si è iscritta a Ingegneria: un cambio di rotta difficile, ma ricco di soddisfazioni. Nel 2011 è stata assunta nella raffineria Eni di Sannazzaro de’Burgondi, dove si occupa di tenere sotto controllo le prestazioni degli impianti di competenza e di fornire assistenza nella loro gestione.

Elisa Brussich invece fa la geologa, e si occupa di petrofisica nella sede Eni di San Donato: il suo lavoro è individuare, attraverso vari rilevamenti, a che profondità dei pozzi perforati si trovano olio, acqua e gas nel sottosuolo.

 

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Nonostante si occupino di ambiti molto diverse tra loro, Elisa e Valentina hanno almeno due cose in comune: la prima è che entrambe lavorano in ambienti in cui le donne sono ancora la minoranza.

La seconda è l’entusiasmo con cui svolgono il loro lavoro, che hanno trasmesso anche alle studentesse presenti all’incontro.  Lavorare in una raffineria o andare in missione nel Deserto del Sinai non è di certo semplice: è frequente scontrarsi con culture lontane dalla nostra ed essere vittime di pregiudizi. A volte le condizioni di lavoro sono dure, ma si scoprono nuovi mondi e si impara che lavorare in un ambiente maschile non è per forza impossibile. Certo, una frotta di blatte che esce dalla doccia del tuo alloggio non è facile da mandar giù, ed è strano confrontarsi con colleghi che non possono guardarti negli occhi, come accade in certe zone del Medio Oriente. Magari capita anche che la gente del luogo, poco abituata a vedere una chioma bionda, scatti una foto insieme a te come si fa con le celebrità.

Le testimonianze di Elisa e Valentina per ora sono l’eccezione, ma chissà che tra qualche anno non diventino la regola: un futuro in cui le ragazze si iscrivono a facoltà scientifiche con la stessa facilità con cui le scelgono i colleghi maschi non è poi lontano. Intraprendere una carriera da geologa o da ingegnere non significa, come molti pensano, rinunciare alla propria vita privata o alla possibilità di avere una famiglia o di coltivare qualche hobby: si può persino analizzare il terreno e al contempo tenere corsi di cucina, come fa Elisa non appena ha un attimo libero.

Ne sono convinte anche le studentesse, che hanno ascoltato con grande partecipazione i racconti delle due ragazze.

Magari, un domani...

E chissà che un aiuto non arrivi anche dal Cane a sei zampe: Eni infatti promuove una serie di percorsi formativi, in collaborazione con rinomate università nazionali e internazionali, per incoraggiare l’accesso dei giovani ai settori chiave dell’azienda.

Elisa Brussich ha voluto concludere il racconto della sua esperienza con una citazione di Francesco Bacone: “Se l’uomo vuole cominciare con certezze, allora finirà con dei dubbi; ma se sarà contento di cominciare con dei dubbi, allora finirà con certezze.”

E se vale per gli uomini, sarà sicuramente vero anche per le donne!

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