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La partita più importante

 By Gabriella Galloro

Alle 17 tutti in cortile si gioca a palla! Ma a calcio, maschi contro femmine? O a palla prigioniera? Questo, più o meno, l’appuntamento fisso di tutti i pomeriggi dell’infanzia di chi ha già quasi raggiunto gli “–anta”, aspettando che trascorressero le ore in cui era “assolutamente vietato fare rumore in cortile” e poter finalmente giocare all’aria aperta. E la palla metteva sempre d’accordo tutti… bisognava solo capire come usarla, ma tanto alla fine un compromesso si trovava sempre…

Eni, già top sponsor delle squadre nazionali FIGC, dal 2016 ha deciso di sostenere anche il Settore Giovanile e Scolastico della Federazione nel progetto dei Centri Federali Territoriali.
Un progetto importante che riguarda tutta l’Italia, da Nord a Sud, e che prevede la costituzione di circa 200 centri entro il 2020. Poli d’eccellenza per la formazione di giovani calciatori e calciatrici di età compresa tra i 12 e i 14 anni, tesserati per i club dilettantistici e giovanili, i centri federali hanno un preciso intento formativo ed educativo. È proprio a questa età, infatti, in cui si formano le basi per essere dei buoni cittadini di domani e i valori dello sport come la non violenza, il gioco di squadra e l’integrazione sono gli elementi chiave. Anche i numeri sono di quelli che non possono lasciare indifferenti. 100, infatti, sono gli atleti (tra ragazzi e ragazze) che ogni centro territoriale federale coinvolgerà e gestirà direttamente in ogni stagione sportiva e 40 le società per cui il centro sarà un punto di riferimento. Sono previste poi le giornate di allenamento (prevalentemente il lunedì), la possibilità di creare giornate di formazione e informazione su temi importanti per i più giovani (il sabato) e il coinvolgimento diretto con le Squadre Nazionali giovanili completano il pacchetto.

Il gioco di squadra

L’obiettivo è quello di avere dei giovani responsabili e di limitare il crescente abbandono delle attività sportive che caratterizza le giovani generazioni, sempre più coinvolti in interazioni digitali.
Sono questi i motivi per cui Eni ha deciso di sostenere i centri territoriali federali, per la scelta che accompagna l’azienda di promuovere e sostenere progetti educativi e formativi che dimostrino che i ragazzi possono essere parte attiva in un processo di crescita per essere responsabili e consapevoli, malgrado la giovane età. Senza contare poi che nello sport, come nella vita di tutti i giorni, quello che si consuma è l’energia! È l’energia che permette di correre, di superare l’avversario e andare a rete. Per questo motivo gli atleti devono sapere come si forma l’energia necessaria al proprio corpo per affrontare la prestazione sportiva senza sprecarla. Un concetto, ma soprattutto un tassello importante per la formazione del pensiero critico. Perché la vita quotidiana è come una grande partita di calcio: è importante sapere da dove proviene l’energia che stiamo consumando, ma altrettanto importante è usarla in modo responsabile e capire come gestirla. Da anni, infatti, Eni sostiene sul territorio progetti educativi e formativi per le scuole e per i giovani a sostegno della sostenibilità ambientale rivolta alla formazione e all’informazione sulle tematiche dell’ambiente e dell’energia, e la sostenibilità sociale per le esigenze di approfondimento e multidisciplinarietà della scuola. E lo sport, con la sua capacità di aggregazione, è una palestra di vita.

L'assist

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informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.