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Dalla fusione, l’energia fai da te

 By Gabriella Galloro

La luce, una piacevole sensazione di calore sulla nostra pelle, intensa e accecante, richiama lo sguardo di tutti verso la nostra stella. Impiega circa 8,33 minuti a raggiungere i nostri occhi ed è il risultato di impressionanti fenomeni…

A una distanza di 149.600.000 km dal nostro pianeta, nel cuore del Sole avviene un processo intensivo di produzione di energia. Forze gravitazionali e temperature elevatissime permettono la formazione di un plasma energetico. Così l’idrogeno, la componente principale della materia stellare, si converte in elio ed è questo processo che permette di rilasciare una quantità enorme di energia termica, radiazioni elettromagnetiche e vento solare. Quest’ultima è una corrente continua che investe lo spazio interplanetario composto da protoni ed elettroni, con tracce di nuclei di elio.
L’uomo, osservando e comprendendo sempre di più questi fenomeni, ha deciso ora di riuscire a riprodurre un processo virtuoso. Per potersi replicare sulla Terra, però, è necessario un diverso approccio, basandosi sull’uso di due isotopi di idrogeno: il deuterio (D, nucleo costituito da un protone e 1 neutrone) e il trizio (T, nucleo formato da 1 protone e 2 neutroni).

sole fusione deuterio-trizio
Diagramma della reazione esotermica deuterio-trizio con la produzione di elio e l'emissione di energia (Wykis, Wikimedia)

Tra i tanti che stanno già studiando questo tipo di processo, anche la Commonwealth Fusion Systems (CFS), società nata come spin-out del Massachusetts Institute of Technology, che da anni è impegnato nelle ricerche sulla fisica del plasma.
Per Eni, che vanta un rapporto ormai decennale con il MIT e che da anni ormai ha iniziato un percorso verso un futuro low carbon, è un’occasione per entrare nel capitale di CFS e, dando il proprio contribuito in termini di risorse e know how industriale, realizzare il primo reattore commerciale.

Quello che ancora una volta la natura ci insegna è che è possibile produrre energia utilizzando una fonte sicura, sostenibile, virtualmente inesauribile e senza alcune emissioni di inquinanti e gas serra.

Oggi è un giorno davvero importante per noi poiché, grazie a questo accordo, Eni compie un notevole passo avanti verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative con un sempre minor impatto ambientale. La fusione è la vera fonte energetica del futuro, poiché completamente sostenibile, non rilascia né emissioni né scarti, ed è potenzialmente inesauribile. Un traguardo che noi di Eni siamo sempre più determinati a raggiungere in tempi brevi

Claudio Descalzi, AD Eni

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informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.