Education

Il futuro al femminile

 By Veronica Guin

“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” una singola frase che raccoglie in sé tutte le differenze dell’universo maschile e quello femminile..

A malincuore, tocca ammettere che esiste ancora una mentalità assai radicata, anche tra i giovanissimi, che esistano ruoli da donne e ruoli da uomini, come se il futuro di una persona non dipendesse realmente dalle capacità individuali, dall’impegno, dal talento e dalle ambizioni personali, ma dal proprio sesso. Di sport “non da donne”, femminilità e passioni ne abbiamo già parlato ampiamente qui.

Cosa farò da grande?

Dalla recente ricerca Ipsos “Cosa farò da grande?” promossa da Valore D evidenzia come i sogni degli studenti delle scuole medie siano ancora fortemente influenzati dagli stereotipi di genere: mentre i ragazzi si immaginano un futuro da ingegnere, tecnici IT o medici, le ragazze, in maggioranza, sognano di fare l’insegnante, il veterinario o l’avvocato.

GirlPower

Stereotipi e pregiudizi di genere sono ancora molto presenti nella nostra società. Un’idea, molto spesso, influenzata prevalentemente dalla famiglia, con la mamma come principale role model per le figlie (47%) e il papà per i figli (44%). Anche i genitori esprimono ancora una concezione tradizionale dei ruoli: pur riconoscendo le doti delle proprie figlie un genitore su due ritiene che sia più facile per un ragazzo fare carriera e che tocchi alle figlie occuparsi della famiglia (quasi 80%), dall’altro lo stesso campione (40%) riconosce che le ragazze abbiano più facilità nello studio, sono più sicure di sé e più ambiziose. La maggioranza dei genitori, inoltre, considera a priori i maschi più bravi nelle materie scientifiche (in particolare l’informatica), mentre vede le femmine più brave in italiano, storia, geografia e lingue straniere.
Niente di più sbagliato, e il progetto InspirinGirls, portato avanti da ValoreD, è qui proprio per dimostrarlo: portare la testimonianza di donne che svolgono mestieri e ruoli tradizionalmente maschili, agli studenti delle scuole medie, in particolare nelle classi seconde e terze. Perché è a quest’età che ragazzi e ragazze decidono il loro futuro percorso di studi che influenzerà poi la loro vita professionale. InspirinGirls è un progetto internazionale fondato da Miriam Gonzalez e ad oggi attivo in 6 Paesi (Spagna, Serbia, Italia, Cile, Brasile e Messico). Promosso in Italia da Valore D in partnership con Eni e Intesa Sanpaolo e con il patrocinio del MIUR, si sta espandendo su tutto il territorio nazionale: ad oggi hanno aderito al progetto oltre 400 role model e 100 scuole da Milano a Caltanissetta, da Succivo (CE) a Mestre.

InspirinGirls è un progetto internazionale fondato da Miriam Gonzalez, promosso in Italia da Valore D in partnership con Eni e Intesa Sanpaolo e con il patrocinio del MIUR

La scelta di Eni di sostenere questo progetto si sposa perfettamente con l’impegno che l’azienda ha riservato, in questi anni, alla valorizzazione delle competenze tecniche e del talento professionale quale leva del successo del business. Eni è da sempre impegnata nello sviluppo delle capacità e del contributo delle donne e degli uomini che lavorano in azienda, anche attraverso la valorizzazione e l’inclusione delle differenze, per affrontare al meglio sfide tecnologiche e di mercato sempre più difficili. Come commenta Grazia Fimiani, Direttore Risorse Umane di Eni: “Siamo molto orgogliosi di essere partner di Valore D nell’iniziativa Inspiring Girls Italia; questo progetto testimonia e rafforza ulteriormente l’impegno della nostra azienda nell’ambito dell’orientamento scolastico e della collaborazione con il mondo dell’education finalizzato a creare sinergie di valore tra mondo aziendale e mercato del lavoro. In questo primo anno di collaborazione ci siamo concretamente impegnati nella realizzazione di incontri tra le nostre role model e le ragazze e i ragazzi delle scuole medie presenti sui territori ove opera Eni in tutto il territorio italiano. Abbiamo potuto farlo contando sulla generosa disponibilità delle nostre colleghe, circa 100 professioniste e manager individuate all’interno dei diversi ambiti di attività, e sulle nostre attive relazioni con il mondo scolastico. L’esempio delle colleghe che lavorano nella nostra organizzazione costituisce la migliore testimonianza della valorizzazione della competenza e dell’eccellenza professionale al di là di qualsiasi stereotipo e pregiudizio e pone l’impegno della nostra azienda a servizio della cultura del lavoro e dello sviluppo sociale del nostro Paese”.

Eni e InspirinGirls

Nella cornice del suo impegno con InspirinGirls, Eni ha organizzato, lo scorso 22 marzo presso la sua sede di Roma, una mattinata interamente dedicata ai ragazzi e ragazze delle scuole medie che hanno avuto la possibilità di ascoltare in prima persona le testimonianze delle role model presenti, venute da tutta Italia per far capire alle nuove generazioni che non esistono discriminazioni, o quantomeno che si possono combattere, se alla base ci sono impegno, dedizione e ambizione. E che non è vero che le ragazze sono “meno brave dei maschi” in alcuni settori.

Il progetto InspirinGirls porta la testimonianza di donne che svolgono mestieri e ruoli tradizionalmente maschili, agli studenti delle scuole medie

Dopo i saluti iniziali delle rappresentanti, tutte al femminile, di Valore D e dei partner Eni e Intesa Sanpaolo, la parola passa alle role model. Il fine ultimo del progetto InspirinGirls è già intriso nel suo nome: ispirare le giovani ragazze a credere di più in se stesse, a credere di più nei propri sogni, a non accettare che qualcun altro decida per loro cosa possono o non possono fare.
A portare la loro testimonianza ci sono Gabriella Teresa Capolupo, Chirurgo Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico che, come ama descriversi lei: “una sorta di Meredith Grey, ma senza Dottor Stranamore”. Tiziana Catarci, Professoressa Ordinaria di Ingegneria Informatica della Sapienza di Roma e Direttore del Centro Interuniversitario ECONA, che ha rapito la platea raccontando la storia di Hedy Lamarr, diva di Hollywood trasgressiva e considerata una delle donne più belle del mondo, appassionata di ingegneria e i cui studi, negli anni ’40, hanno posto le basi per i futuri calcoli che hanno portato all’invenzione del wi-fi.
Seguono Alexia Giugni, Rallysta di Porsche ed esperta di Finanza, Managing Director di banche d’investimento internazionali. E poi Ania Lopez, arrivata in Italia da Cuba, Ingegnere e Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Alessandra Losito, Responsabile della sede di Roma Pictet Wealth Management, Chiara Petrioli, Direttore del Sensor Networks and Embedded System Laboratory del centro di Cyber Intelligence e Information Security della Sapienza di Roma. Chiudono la carrellata le giovanissime Diva Tommei, Startupper Founder & CEO @ Solenica e inventrice di Caia, una lampada-robot che porta la luce dove non c’è, e Adriana Santanocito, co-founder Orange Fiber, fibra organica 100% ecosostenibile realizzata con gli scarti delle arance e che ha debuttato in una capsule collection primavera-estate 2017 per Salvatore Ferragamo, uno dei marchi simbolo della moda made in Italy.

InspirinGirls by Valore D - Indovina chi è!

Sogni nel cassetto

Le role model raccontano la loro storia e i ragazzi e le ragazze in platea ascoltano rapiti. Durante la sessione di speed mentoring, ho la possibilità di ascoltare i ragazzi che, a gruppi, si confrontano con le role model. Da quello che ho la possibilità di ascoltare, i ragazzi mi sembrano avere le idee molto più chiare delle loro coetanee: vorrebbero fare il barbiere, il calciatore oppure come Emanuel che ha le idee chiarissime: lui farà il pilota militare perché sin da piccolo ha la passione degli aerei. Parlo con Sofia e Marta che ancora non sanno cosa faranno da grandi, ma di una cosa sono certe, prima il Liceo Classico e poi Lingue. Alcune ragazze, con timidezza, ammettono di essere appassionate di matematica e di voler fare ingegneria. Tra tutti, rimango colpita dalla storia di Gabriel, trasferitosi a Roma dalla Puglia per studiare danza classica al Teatro dell’Opera. Mi racconta che il suo idolo è Roberto Bolle e che ha iniziato a ballare da piccolo vedendo i video di Michael Jackson. Anche lui è stato vittima di stereotipi: un ragazzo che vuole fare il ballerino è visto come una ragazza che vuole fare l’ingegnere. È infatti qui che servono i progetti come InspirinGirls: a sradicare gli stereotipi di genere, non solo femminili, per fare in modo che le nuove generazioni crescano libere di sognare libere senza costrizioni e senza doversi vergognare. L’importanza di lavorare insieme per un mondo migliore.

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Veronica Guin
Dalla mamma ho ereditato la passione per i viaggi e le lingue straniere, da papà quella per la montagna e la musica rock. Mi piace leggere