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Gela, le radici del futuro

 By Gabriella Galloro

Come diceva Jean Leon Jaurès del passato dovremmo riprendere i fuochi, e non le sue ceneri…

Perché è dal calore che cova sotto la cenere, che può rinascere un fuoco inaspettato. In questo caso un fuoco che con il suo calore possa far rinascere la speranza per un territorio a lungo dimenticato e che, a tratti, ha visto partire le sue menti migliori. Guardare al passato, in questo caso, significa riprendere una storia lunga 2700 anni per rilanciare il territorio dal punto di vista turistico e culturale. È nato così, da un’idea di Eni e con la collaborazione dell’attore Jacopo Fo, il progetto “Gela, le radici del futuro” che, da oggi fino al 2020, vedrà la collaborazione di Enti del territorio, scuole e associazioni e si concretizzerà, anno dopo anno, nella selezione e realizzazione di iniziative artistiche e culturali per dare un’immagine positiva della città.
Le prime selezioni sono partite e in città sono già arrivati gli esperti del gruppo guidato da Fo che selezioneranno un gruppo di professionisti locali chiamati a vario titolo e con diverse iniziative con il preciso compito di attrarre i turisti.

Un incarico non facile, certo, ma una storia lunga 2700 anni può certo aiutare. In programma iniziative artistiche e culturali in senso più ampio, che avranno lo scopo di far rivivere gli antichi fasti di una delle più antiche città della Sicilia, seconda solo a Siracusa. Una città di cui troviamo tracce anche nell’Eneide di Virgilio e negli scritti di Cicerone, Strabone e Plinio. Anche i musulmani, quando la conquistarono, la chiamarono la “Città delle colonne” per i resti delle antiche colonne sparse in tutto il territorio.
Tanto da raccontare e tre anni per imparare a farlo, con occhi nuovi. Ma sarà questa la vera sfida che si troverà ad affrontare il progetto “Gela, le radici del futuro”, che vedrà i giovani gelesi sfidarsi nell’apprendere le tecniche dei professionisti del gruppo di Fo, declinandoli sul proprio territorio.

Incontro con Jacopo Fo presso il Museo Archeologico di Gela

Una riqualificazione a tutto tondo quella di Gela, che parte dalla riconversione industriale della raffineria che entro pochi mesi diventerà una bioraffineria, seconda in Italia dopo quella di Venezia, che passa dai giovani con programmi di alternanza scuola-lavoro e progetti contro l’abbandono scolastico, per arrivare alle iniziative interculturali che hanno visto ragazzi provenienti da diverse parti del mondo impegnati in lavori di riqualificazione urbana.
Perché solo da una visione d’insieme e con un progetto integrato si può pensare davvero di dare nuovo slancio a un territorio.

“Non assorbiremo settanta persone, ma tutti coloro che potrete darmi, tutti, e sarà necessario che tornino molti di quelli che sono andati all’estero perché a Gagliano avremo bisogno anche di loro. Noi non vi porremo dei limiti. Noi vogliamo solo stabilire una collaborazione che duri sempre”

(dall’ultimo discorso di Enrico Mattei, primo presidente dell’Eni a Gela)

informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.