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Il giorno della “Colletta”

 By Paola Arpino

Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune. Permette a persone comuni di raggiungere risultati non comuni” è un pensiero a firma di Andrew Carnegie, noto imprenditore britannico dell’800, ancora decisamente attuale…

Il lavoro di squadra è parte centrale del modello operativo di Eni e che si estende anche nei territori in cui opera, attraverso la creazione di un dialogo diretto con le comunità locali, rispondendo alle loro necessità: è attraverso la condivisione che si può generare valore e rendere sempre più sostenibile le attività quotidiane.

La giornata nazionale della colletta alimentare

È su questi principi che Eni, dal 2016, sostiene La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (comunemente chiamata “la Colletta”), iniziativa che affronta due dei problemi che affliggono maggiormente i nostri tempi: la povertà alimentare e, in paradossale contrasto, lo spreco alimentare.
Organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, ”la Colletta”, è uno degli “eventi di piazza” più noti a livello  nazionale ed europeo, portatore di un valore quanto mai attuale: recuperare le eccedenze alimentari ridistribuendole alle fasce vulnerabili della nostra popolazione. Ma è soprattutto un momento importante, capace di coinvolgere e sensibilizzare la nostra società con un gesto semplice e concreto: donare la propria spesa a chi ne ha bisogno.
Istituita nel 1997, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare conta sull’attiva partecipazione di volontari che si dedicano all’organizzazione di questo evento anche durante l’anno che la precede, ma non sono soli: ai volontari si uniscono tutte le associazioni che collaborano regolarmente con il Banco Alimentare, le persone che facendo la spesa offrono in dono parte dei loro acquisti, i supermercati e infine gli sponsor, che sostengono l’iniziativa consolidandone il valore culturale e sociale.

Una edizione speciale

Nell’edizione di quest’anno, Eni è main partner della “Colletta” e, per la prima volta, supporterà il Banco Alimentare nelle attività del “post colletta”. Lo farà grazie al primo progetto di Volontariato d’Impresa che vede coinvolte le persone di Eni gas e luce. La scelta effettuata sul Banco Alimentare è coerente con la nuova strategia di Eni, nel promuovere l’economia circolare, i cui principi cardine si basano sulla reinterpretazione dei processi di produzione e di consumo, mirati alla minimizzazione degli scarti e al successivo smaltimento degli stessi.

Il Banco Alimentare è esempio di economia circolare offrendo seconda vita agli alimenti ancora commestibili, impedendo loro di diventare rifiuti; è esempio di innovazione anche nel campo delle politiche contro lo spreco alimentare: con il recupero degli alimenti, impedisce che questi diventino rifiuti permettendo oltre al risparmio in risorse energetiche, l’abbattimento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera; è esempio di capacità di lavorare in partnership attraverso le collaborazioni locali con le associazioni caritative tra loro collegate che distribuiscono i prodotti alle fasce più vulnerabili, con attenzione all’impatto sull’ambiente.

Il “Voluntary Day”, apripista del Volontariato d’Impresa in Eni

Sono circa 200 le Persone di Eni gas e luce che hanno aderito all’iniziativa. 7 le città coinvolte impegnate (San Donato Milanese, Roma, Pisa, La Spezia, Napoli, Torino e Mestre).
In una giornata lavorativa retribuita tra il 26 novembre e il 7 dicembre, le persone di Eni gas e luce utilizzeranno tutta la loro “energia” a supporto del Banco Alimentare in attività pratiche di stoccaggio, impacchettamento e distribuzione dei prodotti alimentari che, dopo essere confluiti nei magazzini, verranno distribuiti alle associazioni caritative.
Gli esempi di partecipazione attiva al tema della fame e dello spreco raccontati, ci invitano a fare una riflessione: ogni giorno troppi uomini e donne in Italia e in tutto il mondo faticano a sfamare i propri figli con un pasto nutriente e, ridurre lo spreco alimentare, può essere una delle azioni più facilmente applicabili e in grado di contrastare questa realtà. Non a caso “Fame Zero” costituisce il secondo obiettivo nell’elenco dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabilito dal World Food Programme da raggiungere entro il 2030.
Per questo motivo, già dal 2005 Eni è partner del Siticibo, per il recupero delle eccedenze alimentari dalle mense Eni di San Donato Milanese e di Roma.
Insieme, anche con piccoli gesti quotidiani, diventiamo protagonisti responsabili di grandi cambiamenti.

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informazioni sull'autore
Paola Arpino
In viaggio con me stessa, attraverso Roma, Londra e Milano, nasco e mi riciclo accarezzando sempre un sogno…quello di scrivere.