Education

Le cucine salvavita

 By RP Siegel

 Nei paesi in via di sviluppo milioni di persone cucinano ancora su fuochi da campo alimentati a legna o a carbone. I costi sono altissimi. Tra questi l’impatto negativo sulla salute dovuto alle inalazioni di fumo, che sono la causa di 4 milioni di morti l’anno. E poi la deforestazione, le emissioni di anidride carbonica e le difficoltà per le donne che cucinano di avventurarsi in posti pericolosi per raccogliere la legna. In questo contesto RP Siegel racconta la storia di Project Gaia che sta fornendo cucine alimentate ad alcol ad Haiti, in Etiopia e Nigeria; finora ne ha distribuite quasi 58mila. L’alcol non è solo una fonte energetica pulita con proprietà infiammabili simili al carbone, ma è anche più facile da accendere, spegnere e calibrare. Inoltre, sia la cucina che il combustibile possono essere prodotti localmente, dando opportunità economiche significative in aree diffusamente povere… 

(Immagine tratta da www.qz.com)

Nei paesi in via di sviluppo milioni di persone cucinano ancora su fuochi da campo alimentati a legna o a carbone. Anche se questo modo di cucinare funziona ancora, esso comporta numerosi costi imprevisti. Tra questi, non ultimo è l’impatto negativo sulla salute dovuto alle inalazioni di fumo, che sono la causa di 4 milioni di morti l’anno. Ne conseguono anche una massiccia deforestazione, emissioni di anidride carbonica e difficoltà per le donne che spesso si avventurano in posti pericolosi per raccogliere la legna.

Ovviamente le nostre cucine moderne, a gas o elettriche, hanno bisogno di una vasta rete di distribuzione di energia che non può essere facilmente riprodotta. In mancanza di una tale infrastruttura, la possibilità di fornire soluzioni pulite, economiche e facili da attuare con una solida rete di fornitura si è rivelata difficile. Un’organizzazione che ha lavorato silenziosamente ma efficacemente a questo fine dal 2005 è Project Gaia, guidata da Harry Stokes e vincitrice del World Bioenergy Award nel 2012 e del Eisenhower Humanitarian Award nel 2013. Attualmente Gaia riesce a fornire cucine alimentate ad alcol in modo capillare in Haiti, Etiopia e Nigeria; finora ne ha distribuite quasi 58mila. Secondo Stokes, le tre chiavi del loro successo sono: tecnologia, sviluppo economico e finanziamenti.

I costi di una cucina pericolosa/1

Project Gaia si impegna infatti all’uso di cucine ad alcool quale miglior soluzione per le aree in cui l’organizzazione lavora: non solo l’alcol è una fonte energetica pulita con proprietà infiammabili simili al carbone, ma è anche più facile da accendere, spegnere e calibrare. Inoltre, sia la cucina che il combustibile possono essere prodotti localmente, dando opportunità economiche significative in aree diffusamente povere. La cucina preferita è prodotta da CleanCook Sweden AB, che recentemente ha acquistato Dometic. Ogni cucina, secondo Project Gaia, risparmia:

  • 9.125 ore di cottura
  • Fino a 90 tonnellate di CO2
  • 1.270 alberi
  • 20 cucine a carbone

Sono secoli che l’ alcol viene prodotto dalla distillazione di amido vegetale. Le materie prime possono essere piante come mais o canna da zucchero così come sorgo e manioca. Spiega Stokes: “Vogliamo spostare la produzione di combustibile dalle foreste alle aziende agricole”. Non solo i combustibili liquidi ad alcol sono più puliti quando bruciano, ma con essi si elimina la massiccia deforestazione e le emissioni di anidride carbonica che contribuiscono in modo sostanziale ai cambiamenti climatici. Altre organizzazioni, come la Global Alliance for Clean Cookstoves (GACC) a sovvenzione statale cercano di migliorare la pulizia ed efficienza delle cucine a legna e a carbone, ma, secondo Stokes, si tratta di un approccio sbagliato. Prima di tutto perché l’efficienza di queste cucine a combustibili solidi è fortemente condizionata dal trattamento e dalla preparazione del combustibile stesso: se è umido o in pezzi di misura sbagliata, l’efficienza della cucina sarà compromessa.

E poi c’è sempre la questione dei fumi, della deforestazione e della raccolta di legna. Coltivare la terra per produrre sia cibo che energia è un passo avanti nello sviluppo economico. “Si tratta delle comunità locali e degli stessi agricoltori”, dice Stokes, “e di assicurarsi di avere il capitale umano necessario lavorando direttamente con loro e alleandosi con tutti gli altri principali key players per ottenere sia sostenibilità che modularità”.

I costi di una cucina pericolosa/2

(Immagine tratta da www.practicalaction.org)

Qui di seguito vengono riportati alcuni esempi dei progetti implementati dal gruppo: con una micro distilleria in Addis Abeba l’Etiopia produce etanolo dalla melassa. Le cucine sono costruite dagli artigiani locali. Un’altra micro distilleria in Nigeria usa la manioca come materia prima per produrre 200 litri a tonnellata.

Una squadra è arrivata ad Haiti un mese dopo il terremoto; in questa nazione insulare, che era già deforestata per il 98%, il prezzo del carbone era salito alle stelle. Project Gaia si è associata con POET, produttore di etanolo, Dometic, produttore di cucine e Novogaz, che avrebbe organizzato la distribuzione di combustibile localmente. L’obiettivo nel tempo è di arrivare alla produzione locale sia del combustibile che delle cucine.  Secondo Brady Luceno, vice direttore di Project Gaia,  “l’ etanolo forse offre la migliore opportunità di rivitalizzare il settore agricolo e dà alle famiglie un’alternativa pulita ed economica rispetto al carbone”. Project Gaia ritiene che se ogni famiglia nei paesi in via di sviluppo che attualmente usa combustibili solidi tradizionali passasse all’etanolo per cucinare, si salverebbero tra 250 e 550 milioni di acri di foresta all’anno, ovvero una superficie equivalente a quelle dell’ Alaska, della California e del Texas insieme.

informazioni sull'autore
RP Siegel