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Le cattedrali dell’energia

 By Jim McClelland

Centrali elettriche gloriose, vecchie turbine, parchi industriali in disuso. Jim McClelland racconta il riutilizzo di edifici maestosi e iconici in giro per il mondo: un tempo producevano energia; oggi storia, cultura e divertimento…

(Cover foto tratta da www.tasisart.com)

I tempi cambiano. E come la produzione di energia si trasforma per un nuovo domani, così si trasformano alcuni dei suoi più vecchi e gloriosi edifici. Le loro reincarnazioni contemporanee sono diversissime, spaziando dai musei a palcoscenici per l’intrattenimento delle famiglie fino, letteralmente, ai maiali volanti.

Basta osservare, ad esempio, l’annuncio da prima pagina che Apple, pioniere assoluto del design tecnologico, trasferirà la propria sede londinese nella ex Centrale Elettrica di Battersea. Inserita da Historic England nell’elenco degli immobili nazionali che non possono essere ampliati, demoliti o modificati senza un permesso speciale, questo immenso monumento è stato classificato come “particolarmente importante e di interesse più che speciale”.

La sua natura iconica supera ampiamente qualunque valore architettonico e la sua immagine è famosa nella cultura popolare. La sua immagine è presente sulla copertina dell’album dei Pink Floyd Animals, compreso il maiale gonfiabile che galleggia fra le sue imponenti ciminiere.

Gas Works Park, Seattle (USA)

Nonostante la sua fama, o forse proprio per questo, l’edificio è in stato di abbandono da decenni ed è stato oggetto di numerose proposte di rilancio fallite, prima dell’offerta di successo da 9 miliardi di sterline che ha consentito l’attuale restauro e ristrutturazione come nuova cattedrale dell’era digitale.

Sempre a Londra, ma nel sito dell’ex Centrale Elettrica Bankside, la famosissima galleria d’arte moderna Tate Modern ha presentato quest’estate il suo nuovo ampliamento, una piramide di 10 piani nota come la Switch House. L’edificio è stato costruito sopra i vecchi serbatoi interrati di combustibile (in precedenza convertiti in spazi per spettacoli per le Olimpiadi del 2012) ed è stato progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, lo studio che ha dato origine alla conversione originaria iniziata nel 1994.

Tate Modern, attualmente una delle principali attrazioni turistiche del Regno Unito, spera di accogliere fino a 5 milioni di visitatori all’anno; probabilmente il suo scorcio più fotografato è la grandiosa Turbine Hall. Alto 35 metri e lungo 152, questo immenso spazio espositivo potrebbe accogliere 1.200 autobus a due piani accatastati sette alla volta e rappresenta la più evidente eredità della precedente vita come luogo di produzione di energia elettrica.

Un altro esempio di riproposizione del patrimonio industriale è costituito dal Museum of Art, Architecture and Technology (MAAT), recentemente aperto ufficialmente a Lisbona, in Portogallo. Situata in una zona centrale del campus occupato dalla EDP Foundation, la nuova e bellissima galleria d’arte è affiancata all’edificio preesistente, la ex Centrale Elettrica Tejo (costruita nel 1908). La sua esposizione permanente, il Power Station Circuit, presenta i macchinari originali, perfettamente conservati che raccontano la storia del vecchio impianto termoelettrico, nonché l’evoluzione dell’elettricità fino all’energia rinnovabile.

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In Germania è stato trovato un utilizzo fantasioso, per non dire radicale, per una ex centrale nucleare, anche se è importante notare che si tratta di un impianto mai entrato in funzione. Posto appena a nord di Düsseldorf, Wunderland Kalkar è oggi un parco a tema dedicato alle famiglie. L’Energy Factory presenta una torre di raffreddamento al cui interno si trova un ottovolante, cui si aggiunge una parete artificiale per scalate all’esterno nonché un albergo, ristoranti e attività commerciali.

Dall’altra parte dell’Atlantico, Gas Works Park, a Seattle, USA, è un’altra storia di trasformazione, anche se di natura diversa. Questo popolare spazio verde presenta una ex centrale elettrica quasi come se fosse un’installazione scultorea artistica all’interno del paesaggio. Qui il patrimonio culturale rappresenta più un richiamo simbolico di un passato industriale anziché un immobile di valore sul mercato attuale. Tutti questi relitti di un’era passata sottoposti a un rinnovamento dinamico per nuovi utilizzi commercialmente e culturalmente significativi portano però a una domanda assillante: in un futuro di energia decentralizzata e distribuita, dominata da parchi solari, eolici, e dall’energia tratta dalle onde, quali saranno i patrimoni industriali di prossima generazione della produzione di energia elettrica?

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