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In Italia c’è futuro per i giovani

 By Flavia Mondello

Eni lo scrive. Mancini lo dice. E aggiunge che per avere futuro qui serve l’aiuto dei grandi. In Basilicata i grandi si stanno impegnando, e tanto…

Il nostro calcio con Eni

C’è fermento, c’è impegno, c’è la buona volontà di dare ai ragazzi gli strumenti utili per darsi da fare, per immaginarsi un futuro non lontano da casa. Il cammino è lungo ma è fondamentale accendere la miccia, creare movimento. ‘Il nostro calcio con Eni’ è un progetto che di movimento ne sta portando tanto. Una proposta ambiziosa nata dal Comitato Regione Basilicata della Lega Nazionale Dilettanti e che ha da subito trovato l’interesse del cane a sei zampe, che nello sport ha sempre dimostrato di crederci. Perché è veicolo di valori, di integrazione e di attenzione alla salute.
Il CRB, viva gli acronimi, è un mondo vastissimo che coinvolge 552 squadre dilettantistiche. Trentamila persone tra atleti, dirigenti e addetti ai lavori che devono parlarsi, trovare un’unica lingua per andare in un’unica direzione che si chiama futuro. Obiettivo comune della partnership, siglata a metà giugno, è promuovere progetti per lo sviluppo e la diffusione della pratica e della cultura sportiva e creare un ponte tra il mondo del calcio giovanile, le istituzioni, la famiglia, la scuola e le associazioni sportive.

Gioco di squadra

Il buon giorno si vede dal mattino, si dice. Il primo di questo ciclo di incontri per parlare di quanto sia fondamentale mettere in campo sinergia e competenza per aiutare lo sviluppo del calcio dilettantistico in Basilicata, ha fatto, come nei grandi eventi sportivi, il tutto esaurito. Il Palazzetto dello Sport di Villa d’Agri lo scorso 17 ottobre sembrava il Meazza delle grandi occasioni e anche il tifo era da stadio. Per parlare di “gioco di squadra”, tema del convegno, e per lanciare un messaggio chiaro e diretto ai giovani lucani e ai grandi che li guidano, chi fa della motivazione e dello spirito di squadra le chiavi immancabili per poter raggiungere traguardi importanti: Roberto Mancini, accolto dal calore e dall’euforia da circa un migliaio tra ragazzi delle scuole calcio affiliate al CRB, dirigenti, allenatori e famiglie.

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Il tema del convegno è il gioco di squadra, un messaggio chiaro e diretto ai giovani lucani e ai grandi che li guidano

La crescita, l’entusiasmo, la voglia di emergere, per il tecnico di Jesi, passa innanzitutto dal divertimento. “Il calcio è fondamentalmente questo. Tutti insieme, la Federazione, le istituzioni sportive locali, le società devono sapere tutelare questi giovani, trasmettendo loro i giusti valori e offrendo il contesto migliore per fare attività sportiva: infrastrutture adeguate e insegnanti preparati”. Pensiero che non ha mai nascosto, fin dalle prime dichiarazioni da CT della Nazionale, convinto che in Italia ci sia tanto talento e che possa emergere solo con la dedizione e il coraggio di tutti.
L’appello del CT è seguito alle dichiarazioni del Presidente della LND Basilicata Rinaldi e a quelle di Walter Rizzi, responsabile del coordinamento dei Progetti Val d’Agri di Eni. Ma il futuro dei giovani non si costruisce solo a parole. Ci vuole l’impegno, dicevamo. Ci vuole il sentirsi parte di un movimento, identificarsi e riconoscersi. Il calcio, in Italia, ha questo straordinario potere.

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La crescita, l’entusiasmo, la voglia di emergere, per il tecnico di Jesi, passa innanzitutto dal divertimento

Dietro ad un pallone che rotola tra i piedi dei bambini c’è molto di più. Loro ci vedono divertimento. Noi ci vediamo educazione, attenzione alla salute, senso di appartenenza, integrazione sociale.

Noi ci vediamo il futuro.

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Viggiano, Val d'Agri

informazioni sull'autore
Flavia Mondello
Trent'anni tondi tondi, nel portafogli il tesserino da giornalista, nella testa tanti sogni. Ama viaggiare, curiosare e fare cose spericolate (ma non ditelo alla mamma). Lavora in Eniscuola, progetta e tira fuori idee per gli studenti, lo trova un modo furbo per rimanere giovane. Ah, è in Eni da appena un anno ma già si sente a casa.