Education

Insieme, funziona!

 By Flavia Mondello

Disabilità, razzismo, bullismo, pari opportunità. Abbiamo deciso di affrontare argomenti da grandi con i piccoli, perché è da piccoli che si impara ad essere dei bravi grandi…

Il progetto ‘Insieme funziona’ nasce così, da un pensiero semplice. Dal desiderio di mettere insieme centottanta bambini di quattro regioni di Italia e realizzare con loro un percorso in cui a fare da guida siano le parole condivisione, integrazione e collaborazione. E mentre si costruisce, si gioca, si scrive e si disegna, si affrontano argomenti seri, da grandi. Prima di metterli all’opera chiedendogli di immaginare un mondo migliore, abbiamo pensato che il modo più efficace per parlare di certe cose, fosse portare in classe esempi concreti di chi ci è passato, di chi ha trovato la forza e il coraggio di ricominciare, di chi ha combattuto l’emarginazione e il pregiudizio.
Luca Mazzone si è presentato ai bambini della scuola primaria “Pertini” di Taranto con la sua fidanzata. Ama chiamarla così, la sua bici. O meglio, la sua handbike. Si guida con le braccia ed è studiata per chi non ha o ha perso l’uso delle gambe. Luca aveva dodici anni quando si è tuffato da quello scoglio che pensava di conoscere a memoria. Sono stati gli amici, l’amore per lo sport, il desiderio di non rimanere solo a dargli la forza di non arrendersi. Questo ha raccontato ai bambini di Taranto, Luca, che ora di anni ne ha quarantanove. È marito, papà e medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

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Luca Mazzone è marito, papà e medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016

A tratti simile alla storia che Abubacarr Konta ha raccontato ai bambini delle scuole primarie “Solito” e “Verga” di Gela. Anche lui è cresciuto in fretta. La traversata per fuggire dal Gambia non la scorderà più. A casa ha lasciato la famiglia, sul barcone i suoi amici. Quando è sbarcato in Sicilia, Abu era solo. Mai avrebbe immaginato che di lì a qualche anno sarebbe andato in giro a raccontare la sua storia e a firmare autografi. Merito della sua tenacia e dei piedi fatati. Merito della Federcalcio che ha lo ha inserito nel “Progetto Rete!”, programma di integrazione che gli ha cambiato la vita. Abu è oggi uno dei volti della campagna #equalgame, l’iniziativa dell’UEFA contro ogni forma di discriminazione.

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Abubacarr Konta non avrebbe mai immaginato che sarebbe andato in giro a raccontare la sua storia e a firmare autografi

C’è una linea che unisce anche l’esperienza di una decina ragazzi che hanno fatto visita ai bimbi della scuola romana “Manin”, nel quartiere multietnico di Piazza Vittorio. Bulli-stop è un’associazione che nasce con l’intento di aggregare ragazzi, ex bulli e bullizzati, per informare di quanto il fenomeno debba essere prevenuto e sconfitto attraverso la comunicazione e il sostegno della scuola e della famiglia.
I sessanta bambini della scuola primaria Mazzini di San Donato Milanese l’hanno accolta con un entusiasmo da stadio. Milena Bertolini, CT della Nazionale di Calcio Femminile, alle ovazioni si sta abituando. Alla platea dei piccoli uditori Milena ha raccontato di quanto sia stata dura farsi strada in un mondo appannaggio degli uomini: dal giorno in cui si è camuffata da ragazzo per tesserarsi e potersi allenare in una squadra di club, alle critiche ostili dei genitori che non accettavano che i propri figli venissero allenati da una donna. La sua storia parla da sé, il prossimo anno avremo una Nazionale da tifare al Mondiale di Francia. E non è quella maschile…

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Milena Bertolini, CT della Nazionale di Calcio Femminile, ha raccontato di quanto sia stata dura farsi strada in un mondo appannaggio degli uomini

Con la Bertolini si è chiuso il ciclo di incontri nelle scuole, antipasto di un progetto ricco e articolato di cui i veri protagonisti saranno i bambini. Ispirati dalle testimonianze, le classi saranno chiamate a creare due personaggi e a risolvere alcune missioni critiche. Ne nascerà, capitolo dopo capitolo, un romanzo collettivo, scritto a quattro (o meglio, a centottanta mani). Un progetto di collaborazione a distanza che si rafforzerà attraverso laboratori in classe. Ogni scuola costruirà una parte di un prototipo meccanico che resterà inutilizzabile e incompleto fino a maggio. A Roma le classi si incontreranno e si conosceranno dopo un anno passato a lavorare a distanza. Quando metteranno insieme tutti i pezzi il prototipo si metterà in funzione. È la magia di condividere. È la magia di fare le cose insieme.

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informazioni sull'autore
Flavia Mondello
Trent'anni passati da un po’, nel portafogli il tesserino da giornalista, nella testa tanti sogni. Ama viaggiare, curiosare e fare cose spericolate (ma non ditelo alla mamma). Nell’unità Identity Communication di Eni si divide tra la scuola e gli eventi sportivi, lo trova un modo furbo per rimanere giovane.