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Le nuove app salva cibo

 By RP Siegel

Il settore alimentare fa un lavoro incredibile nel dare da mangiare a miliardi di persone eppure ogni giorno una grande quantità di cibo va sprecata. E si sa che quando il cibo viene buttato e si decompone nelle discariche genera metano, un potente gas ad effetto serra, che peggiora ancor di più una situazione già precaria. RP Siegel racconta come la tecnologia e le app di nuova generazione possono aiutare a combattere lo spreco alimentare, con buoni effetti sulle comunità, il circuito delle associazioni no profit, l’ambiente e l’energia…

Il settore alimentare fa un lavoro incredibile nel dare da mangiare a miliardi di persone, eppure ogni giorno c’è una grande quantità di cibo che va sprecata. Viene calcolato che solo negli USA il 40% di tutto il cibo prodotto alla fine viene buttato, e questo è tragico considerando che circa 795 milioni di persone nel mondo ogni giorno non hanno di che nutrirsi. Quasi metà (45%) delle morti infantili sotto i 5 anni è causata dalla malnutrizione. Al di là di queste tristi statistiche, lo spreco di cibo produce conseguenze anche nel settore energetico e in quello idrico, che sono entrambi aree critiche.

Naturalmente ci sono delle ragioni: i cibi freschi, come frutta e verdura, sono fragili e possono essere facilmente danneggiati nel trasporto; e si sa che il cibo deve avere sia un bell’aspetto che essere ricco di principi nutritivi. Molti cibi hanno anche una vita breve sugli scaffali, il che significa che devono essere usati in fretta prima che deperiscano, cosa che può comportare delle difficoltà soprattutto quando la catena delle forniture è lunga e complessa. Nel sistema attuale avvengono delle perdite ad ogni stadio della filiera: raccolto, imballaggio, lavorazione, distribuzione, vendita al dettaglio, consumo, smaltimento. Quando il cibo buttato si decompone nelle discariche genera metano, un potente gas ad effetto serra, che peggiora ancor più una situazione già precaria. Il problema è descritto nel dettaglio in una recente serie video intitolata Wasted (vedi video sottopresentata dallo Yale Environment 360 program.

La National Consumer League offre diversi suggerimenti, compreso quello di eliminare le promozioni “due per uno” da parte dei commercianti che incoraggerebbero un eccesso di consumo, e di migliorare le etichette che indicano le date di scadenza e che spesso portano ad uno spreco inutile. Nella maggior parte dei casi, infatti, le date indicano il picco di freschezza non la data ultima per il consumo. Campagne di informazione, come la US Food Waste Challenge, co-sponsorizzata da EPA e da USDA, possono avere un grande impatto. L’iniziativa ha posto l’obiettivo di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030.

Il grande spreco

Alcune delle soluzioni più interessanti comportano un uso creativo della tecnologia. La Information technology (IT) può migliorare la situazione in modo significativo tenendo traccia del cibo durante le diverse tappe lungo il circuito: dai terreni agricoli alla tavola. Può collegare le forniture più direttamente con la domanda, lasciando meno spazio al caso, non soltanto riducendo lo spreco ma anche aiutando a sfamare chi non ha cibo.

Del cibo perfettamente commestibile è spesso rifiutato dal commerciante per dei minimi difetti estetici o addirittura perché non è della misura giusta. Un’altra ragione per cui il cibo viene rifiutato può essere il fatto che il negozio non abbia ancora venduto ciò che è stato comprato in precedenza. I trasportatori spesso si ritrovano con un carico di cibo che è stato rifiutato e le istruzioni in questi casi solitamente sono di “sbarazzarsene”: hanno bisogno di svuotare in fretta i loro camion per caricarli nuovamente, perché è di questo che vivono.

Ecco lo stimolo che sta dietro a “Food Cowboy”, un programma di recupero del cibo presente in Wasted. L’azienda è stata fondata da Roger Gordon, un avvocato che precedentemente ha lavorato nel catering, suo fratello Richard, un trasportatore di prodotti a lunga distanza, e Barbara Cohen, Ph.D., autore del Community Food Security Toolkit di USDA. “Food Cowboy” si concentra in modo particolare su “le migliaia di consegne di ogni tipo e forma che vengono rifiutate e che diventano disponibili senza preavviso a qualunque momento del giorno e ogni giorno nella catena di rifornimento alimentare”, spiega Roger Gordon.

L’industria alimentare spende 13 miliardi di dollari all’anno per smaltire questo cibo indesiderato. Le banche di cibo ed altre organizzazioni no profit potrebbero intercettare una grande quantità di cibo se aggiornassero la loro logistica. Questo purtroppo comporta una spesa che spesso non è possibile affrontare. “Food Cowboy” fornisce strumenti e servizi che aiutano a colmare il gap. Sostanzialmente il programma fornisce “la tecnologia mobile per indirizzare con sicurezza il surplus di cibo da grossisti e ristoranti alle banche di cibo e alle mense per i poveri invece che alle discariche”, secondo quanto scritto sul loro sito.

La app mobile di “Food Cowboy” consente ad una rete di donatori di cibo, di enti di beneficenza che hanno bisogno di cibo, e di trasportatori di collegare domanda e offerta in tempo reale. I trasportatori inseriscono i dati su quello che hanno e dove si trovano e la app mostra loro dove possono portare il cibo. L’azienda, che è in continua crescita, tiene la bussola sulla “fine dello spreco di cibo” che dice di poter raggiungere con lo sforzo congiunto di tutti gli stakeholder e dei legislatori.

Copia (ex Feeding Forward) è un ente pubblico benefico che opera in un modo simile a “Food Cowboy” senza però la priorità sui trasportatori. Il programma, attualmente attivo in 8 città della California del nord, fornisce una app a chiunque sia interessato. Se si ha un eccesso di cibo che si vuole donare, si usa la app per fare una foto della donazione e poi si organizza un ritiro. Un “food hero” verrà a salvare il cibo. La app permette anche di tenere traccia della donazione fatta e di misurarne l’impatto. Molto cibo proviene dai ristoranti e da altri servizi alimentari. Ad oggi il programma ha recuperato 376.000 kg di cibo fornendo pasti a 691.000 persone per un totale di risparmio del settore di 4,6 milioni di dollari. Fornire poi lavoro come autisti a persone prima destinatarie della donazione aiuta anche a rompere il ciclo di povertà.

Il programma è iniziato quando il CEO e fondatore Komal Ahmad ha incontrato un veterano senza fissa dimore e invece di dargli denaro lo ha portato a pranzo. Ora, secondo Ahmad, nel mondo delle buone azioni è arrivata l’ora della gratificazione immediata. Per questo le applicazioni creative della tecnologia possono fare una grande differenza in un mondo che deve gestire la sovrabbondanza e la scarsità in contemporanea…

 

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