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Buffalo dopo l’acciaio

 By RP Siegel

Storicamente la presenza contemporanea della ferrovia, dell’abbondanza di acqua proveniente dal Lago Erie, della disponibilità di energia elettrica grazie alle Cascate del Niagara e della vicina Detroit capitale delle auto made in Usa, ha fatto di Buffalo il posto ideale per produrre acciaio. Oggi che i grandi siti industriali sono quasi totalmente scomparsi e i terreni sono stati bonificati, la città è pronta per qualcosa di nuovo. RP Siegel racconta la trasformazione urbana di Buffalo verso un futuro economico sostenibile: dagli edifici commerciali che integrano l’immagazzinamento termico ai piani per i carburanti alternativi, dalla rete elettrica con funzioni integrate alla produzione di energia solare pubblica… 

(Cover foto tratta da www.centerforurbanstudies.ap.buffalo.edu)

Se serve un intero villaggio per far crescere un bambino, cosa ci vuole per trasformare una città industriale inquinata in una fiorente comunità pulita?

Nel periodo di massimo splendore delle città industriali americane i residenti hanno dovuto scegliere fra una moltitudine di posti di lavoro da una parte e un ambiente pulito, sereno e vivibile dall’altra. Considerando la necessità di far crescere l’economia e di trovare un lavoro, la risposta è stata inevitabile. Le città industriali sono cresciute lungo corsi d’acqua che portavano via i rifiuti tossici che però facevano arrivare lavoro e dollari, lasciandosi alle spalle un’eredità di acqua e suolo inquinati. Questa scelta ha dato origine alle aree suburbane e al fenomeno noto come deurbanizzazione.

Oggi non si vuole più dover fare questa scelta. Tutti vogliono città pulite, ricche e vivibili. Come è possibile riuscire in questa transizione? Prima di tutto è necessario che la proposta sia davvero attrattiva. La prospettiva di 3.000 acri ai confini meridionali di Buffalo NY, fra il Lago Erie e il Fiume Buffalo dovrebbe essere sufficiente ad attirare l’attenzione. Non capita spesso di poter partire totalmente da zero. Storicamente la presenza contemporanea del Canale Erie, della presenza delle ferrovie, dell’abbondanza di acqua proveniente dal Lago Erie e della disponibilità di energia elettrica grazie alle Cascate del Niagara ha fatto di Buffalo una scelta privilegiata per lo sviluppo industriale, mentre la vicinanza a Detroit rendeva la città il luogo ideale per produrre acciaio. Oggi l’acciaio è quasi totalmente scomparso, il terreno è stato bonificato grazie al brownfield development e la città è pronta per qualcosa di nuovo.

River Bend è il cuore della trasformazione urbana sostenibile di Buffalo

A questo punto è necessario che entri in scena un personaggio dinamico e deciso, che sappia motivare le persone. Dennis Elsenbeck, Direttore Regionale di National Grid, ricopre questo ruolo a Buffalo. Elsenbeck non è solo eloquente e appassionato, ma è anche membro di numerosi comitati per lo sviluppo economico della zona. In questo modo può avere sempre il polso della situazione della comunità imprenditoriale locale. Se gli chiedono dove finisce il suo lavoro e dove inizia la sua passione personale, risponde: “È impossibile rispondere.” Allo stesso tempo è il primo ad ammettere che è necessario coinvolgere aziende, governo e sistema pubblico (“lo sgabello a tre gambe”) per riuscire ad ottenere dei risultati. Elsenbeck ha intervistato 120 persone dei diversi settori per cercare di capire cosa riservava il futuro, scoprendo che sarebbe stato qualcosa di importante. L’indagine, incentrata sui programmi degli imprenditori locali, ha evidenziato una crescita del 150%.

Il successivo ingrediente fondamentale è la pianificazione. E qui entra in gioco la spiccata personalità di Elsenbeck. Generalmente non sono le aziende dei servizi pubblici a guidare il cambiamento. Essendo entità sottoposte a vigilanza pubblica, devono sempre giustificare i propri investimenti in funzione di quanto già esistente. Come dice Elsenbeck: “non siamo mai stati un’azienda ‘andate avanti voi e poi qualcosa succede’.”

Ma viviamo in un’epoca di cambiamenti. Il dinamico programma “Reforming the Energy Vision” dello Stato di New York ha in effetti cambiato il modo in cui le aziende dei servizi pubblici producono utili allineando il flusso dei ricavi al risultato che vorrebbero conseguire, ovvero una rete più efficiente. Inoltre National Grid guarda al futuro con la propria iniziativa Connect21, definita come, “un quadro di riferimento che collega le esigenze dei clienti e gli obiettivi politici alle tecnologie e alle soluzioni di mercato.” La società continua a investire in una serie di programmi di sviluppo economico e rinnovamento urbano, come il Buffalo Building Reuse Project,  e il Cleantech incubator presso la locale università. Inoltre la società investirà 80-90 milioni di dollari nello sviluppo delle infrastrutture di servizio per RiverBend e le aree limitrofe. Elsenbeck vuole usare questi fondi in modo sinergico.

L’energia elettrica sta alla base di questo progetto e della storia di Buffalo. La prima strada americana dotata di illuminazione elettrica si trova a Buffalo, alimentata dalle Cascate del Niagara, dove Thomas Edison e Nikola Tesla combatterono sull’utilizzo della corrente alternata o della corrente continua per la trasmissione sulle lunghe distanze.

In questa vasta area, nota come South Buffalo Brownfield Opportunity Area, gestita dalla Buffalo Urban Development Corporation (BUDC), si trovano lotti come River East, West e Central, e Lakeside Commerce Park. L’area di maggiori dimensioni è rappresentata dalla ex acciaieria di Bethlehem Steel a Lackawanna, dove una volta lavoravano 30.000 persone. L’area attualmente è sostanzialmente vuota e gode di una magnifica vista sul Lago Erie. All’interno di questa area si trovano i 264 acri del Tifft Nature Preserve, in cui sono presenti aree umide sulla sponda del lago e numerose zone protette ricche di fauna.

Ma il gioiello della corona di questa area in via di trasformazione è certamente RiverBend. Questa comunità mista che sta sorgendo nell’area occupata in precedenza dall’acciaieria Republic Steel, incarnerà i principi della vita verde e della crescita intelligente. “Una nuova, fantastica, passeggiata sul lungofiume che ripercorre le paratie in acciaio, le moderne turbine eoliche e le infrastrutture verdi in tutta la zona consentono di far convivere nel progetto RiverBend l’eredità industriale e il nuovo futuro fatto di energia verde e pulita.”

Il Governatore Cuomo ha investito 225 milioni di dollari per fare sì che il progetto sia un campus per le energie rinnovabili. Un nuovo High-Tech Manufacturing Innovation Hub ospiterà le attività di due società tecnologiche della West Coast : Soraa, che produce lampade LED efficienti, e la nuova struttura produttiva da oltre 100.000 metri quadri di SolarCity che prenderà il posto della vecchia fabbrica di Republic Steel. Si prevede che la nuova fabbrica, in cui lo stato investirà 750 milioni di dollari e SolarCity, il maggiore produttore nazionale di apparecchi fotovoltaici, investirà 5 miliardi di dollari e porterà alla creazione di 3.000 nuovi posti di lavoro.

 

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Presso il Buffalo Medical Center esiste un parcheggio con le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e una combinazione di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche montate su appositi pali. Nella zona centrale della città sono presenti numerosi edifici architettonicamente interessanti che fino a poco tempo fa erano destinati alla demolizione. Un esempio è l’ex Magazzino della Lowe’s Theater Company, attualmente in fase di conversione in un complesso composto da 13 loft.

La disponibilità di risorse, e anche un po’ di fortuna, non fa certo male. Alcuni possono chiamarla fortuna, altri preferiscono definirla attenta programmazione. Tutto ciò è arrivato a Buffalo sotto varie forme, fra cui il supporto finanziario fornito dallo Stato di New York, sia per il progetto brownfield  sia per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

L’energia pulita giocherà un ruolo fondamentale in questo progetto. Lungo la costa del Lago Erie è possibile vedere numerose turbine eoliche. Il fatto che il progetto sia partito da zero ha reso più facile avere “un approccio olistico alla progettazione e allo sviluppo rigenerativo che integra la ricca eredità ecologica del lungolago e lo sviluppo contemporaneo, creando un paesaggio sostenibile che integra le dimensioni economica e urbana del progetto.”

La domanda a cui questa partnership fra Università, la Buffalo-Niagara partnership, National Grid, BUDC e diverse altre entità cerca di rispondere è “lo sviluppo sostenibile può essere economicamente valido?” Grazie a caratteristiche come la produzione industriale senza consumo netto di energia elettrica, gli edifici commerciali che integrano l’immagazzinamento termico, le strade pedonali, un piano per i carburanti alternativi, la rete elettrica con funzioni integrate di immagazzinamento, le infrastrutture per il bike share, la produzione di energia solare pubblica , le aree per il tempo libero e l’impianto integrato di riutilizzo delle acque, vi sono certamente ottime possibilità.

Anche se, per Elsenbeck, “la chiave del successo sta nell’uscire dai propri orticelli e fare in modo che tutti i portatori di interessi comunichino i propri desideri, le proprie necessità e le sfide che devono affrontare, in modo da poter sviluppare un piano complessivo che includa ciò che è importante per tutti.”

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