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C’è vita dopo le miniere

 By RP Siegel

Per secoli il West Virginia è stato dipendente dalle miniere di carbone e dall’indotto legato alle attività estrattive. Negli ultimi trent’anni, però, la produzione è calata insieme ai posti di lavoro, disegnando uno scenario da economia post carbone. RP Siegel racconta in che modo queste contee americane si stanno riconvertendo, valorizzando turismo, agricoltura, energie rinnovabili, beni artistici e, soprattutto, le risorse umane della generazione Millennials. Sono loro, infatti, a guidare la trasformazione…

(Cover foto tratta da www.baltimoresun.com)

(Immagine tratta da www.washingtonpost.com)

Viviamo in un’epoca definita dal progresso. Il progresso, generalmente, migliora la vita di uomini e donne ma significa anche cambiamento, e a volte cambiare implica dover abbandonare le cose dalle quali si è diventati dipendenti. E’ciò che sta succedendo nel West Virginia, un territorio la cui economia si è resa dipendente dalle miniere di carbone fin dal 1742. Si potrebbe dire che il carbone ha formato il terreno su cui si è costruito lo stato, non solo economicamente ma anche letteralmente, con filoni bituminosi recuperabili in 43 delle 55 contee dello stato.

Secondo il West Virginia Economic Outlook del 2016 l’impiego nello stato sta diminuendo, in controtendenza con la crescita di posti di lavoro a livello nazionale. Ciò è essenzialmente il risultato della diminuzione della produzione di carbone, che nel 1977 è crollato al suo minimo storico.

Mentre questa situazione pone delle sfide, incluse le pressioni sul budget dello stato, non tutto è negativo nel Mountain State, dove molti imprenditori cercano di creare nuovi business con le risorse importanti che lo stato offre (oltre a quelle del sottosuolo). La crescente certezza che il West Virginia è uno stato alla ricerca di una nuova economia ha creato un contesto di straordinarie opportunità, specialmente tra i Millennial, che potrebbero diventare in assoluto la generazione più intraprendente. Proprio come l’attività legata al carbone, che in alcune zone si svolge in superficie e in altre sottoterra, lo stesso si può dire con la rivitalizzazione che attraversa lo stato e coinvolge l’utilizzo di alcune delle risorse finora sottovalutate, sia naturali che umane.

ACE Adventure Resort, West Virginia (www.jouer-enligne.com)

(Green Bank telescope, West Virginia: foto tratta da www.reddit.com)

Ad esempio si vedono gli sforzi per espandere il turismo alla gola del New River, che viene chiamata anche “il Gran Canyon dell’Est”. Questo meraviglioso tratto di fiume è diventato un polo d’attrazione per il turismo d’avventura. I 1.500 acri del ACE Adventure Resort, nella Fayette County, offrono rafting di prima classe in rapide, oltre a percorsi d’avventura guidati e possibilità di pernottamento. Secondo Heidi Prior, direttore marketing di ACE, che attualmente dà lavoro a 530 persone, il resort lo scorso anno ha registrato un aumento dell’attività pari al 9%.

Il turismo sta migliorando anche secondo Cindy Martel, specialista di marketing del Settore Agricoltura del West Virginia, la cui specialità sta proprio nell’agriturismo. “Quando i turisti vengono per fare rafting, come possiamo usarlo a nostro vantaggio?” si chiede Martel. Il West Virginia ha la più alta percentuale di fattorie a conduzione familiare degli USA. Se queste piccole aziende possono avere delle entrate extra invitando i viaggiatori a fermarsi per raccogliere mirtilli o comprare sciroppo d’acero da una bancarella a lato strada, tanto meglio. Martel tiene dei seminari mirati per aiutare gli agricoltori a considerare queste opportunità. “Possiamo organizzare gite scolastiche alle aziende agricole, giornate “porte aperte” o allestire delle serre tubolari alimentate dal solare per crescere piantine pronte per essere trasferire nel terreno?”

Poi ci sono i festival di musica, le fiere e i centri artigianali e il nascente movimento “dalla campagna alla tavola”, inclusi numerosi ristoranti che si stanno imponendo con i loro piatti fatti di prodotti locali e sostenibili. Martel sottolinea che è essenziale convertirsi al digitale: “I turisti passano in auto qui accanto e danno un’occhiata ai loro smartphone per decidere la loro prossima tappa. Se non siete online, non vi troveranno”.

Ma il turismo è solo un pezzetto del puzzle. Il pezzo più forte, anche se meno visibile, è quello che succede a livello di quartiere lontano dagli sguardi di tutti e guidato essenzialmente da gente della generazione Millennial. In un certo senso, è come una perfetta rivoluzione. Natalie Roper è la venticinquenne amministratore delegato di Generation West Virginia, un’organizzazione la cui mission è di invertire il flusso dell’esodo dallo stato di giovani talenti. La Roper appartiene ad un piccolo esercito di giovani che sono appassionati delle opportunità che il West Virginia offre alle persone come lei. “Il fatto è che di questa generazione Millennial più della metà vuole diventare imprenditore e più della metà decide quello che vuole fare sulla base delle esperienze che vive. E il bello del West Virginia è che lo stato è abbastanza grande da avere i problemi che gli altri stati hanno, ma è anche tanto piccolo da poter superare questi problemi, se si è decisi a farlo”.

Il declino della produzione di carbone in West Virginia

(Foto tratta da www.worldpropertyjournal.com)

Si aggiunga poi la crescente consapevolezza che si debba creare qualcosa per compensare ciò che si è perso con le miniere di carbone. Inoltre, dice la Roper riferendosi ai molti giovani con cui lavora, “ci sentiamo veramente investiti della responsabilità di fare di questo luogo un posto dove si possa restare”. Oltre a sostenere i giovani con programmi come “Lead the Change”, la Roper e il suo team preparano anche i legislatori sulla necessità di sviluppare e mantenere una “infrastruttura di giovani talenti”.

Alissa Novoselick ha 30 anni ed è responsabile dello sviluppo di un’altra risorsa del West Virginia: il patrimonio artistico. Quale direttore esecutivo di Tamarack Artisan Foundation, la Novoselick ha il compito di istituire e sviluppare mercati al di fuori dello stato per gli artisti del West Virginia e di aiutarli a partecipare all’economia creativa dello stato. La Novoselick dice che “il West Virginia è il luogo migliore dove gli artisti possano vivere e lavorare. E’ conveniente sotto l’aspetto economico, ci sono bellezze naturali notevoli ed è vicino ai principali mercati”.

Anne Barth svolge lo stesso compito per piccole aziende manifatturiere al TechConnect West Virginia, dove hanno assistito il Might Tykes TM che produce attrezzature per il benessere fisico di bambini piccoli, ma anche qualunque altra attività, da chi produce sottaceti a chi sviluppa componenti elettronici per i jumbo jet.

Ben Gilmer è presidente di Refresh Appalachia, un programma di sviluppo economico dell’agricoltura. Gilmer sostiene che il West Virginia produca poco più dell’1% dei 400 milioni di dollari che si spendono nello stato ogni anno in frutta e verdura. L’attività sociale di Gilmer cerca modi per affrontare questo problema ed anche per trovare lavoro ai disoccupati, compresi i lavoratori delle miniere. La società trasforma situazioni di passività in risorse, per esempio usando una fabbrica abbandonata ad Huntington per la produzione al coperto di cibo, o riutilizzando i terreni delle miniere per l’agricoltura nonostante il suolo sia poco fertile. Si usa bestiame per lavorare il terreno, si creano alveari o si piantano colture in campi sopraelevati. Poiché molti di questi lavoratori sono privi di esperienza, è stato sviluppato un programma biennale di formazione del personale, che comprende 33 ore in attività lavorativa, 6 ore di classe e 3 ore di apprendimento di competenze generali, le cosiddette “life skills”.

Studenti nel campus della West Virginia University

(Foto tratta da www.rogermayphotography.com)

Per ultimo, Stephanie Tyree, un’altra Millennial che è vice-direttore di West Virginia Community Development Hub. L’azienda essenzialmente aiuta le varie comunità dello stato a identificare e sviluppare in senso economico i propri punti di forza, e nel mentre formare dei leader. “L’accento è posto sulla costruzione di forze sostenibili nella comunità così che queste possano continuare da sole una volta che il progetto che stiamo seguendo, qualunque esso sia, è terminato”.  La chiave di tutto sembra stia nella costruzione di infrastrutture sociali. Lo stato ha già l’esempio di Wheeling, che è sopravvissuta alla chiusura delle industrie dell’acciaio ed ora è fiorente.

Qui c’è chiaramente il senso del momento storico e dell’apertura di una nuova frontiera. E’ la convergenza tra i giovani, che sono connessi come mai prima d’ora e che vogliono alzarsi e segnare il cambiamento, e un luogo meraviglioso e conveniente che ha bisogno di loro. Il West Virginia potrebbe diventare proprio quel luogo negli USA dove i giovani, e i Millennial in particolare, hanno l’impatto maggiore, e dove loro possono trovare la soddisfazione che cercano nel partecipare alla creazione di una vivace new economy.

DA LEGGERE: L’altra metà del Texas di Mattia Ferraresi

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