Human

L’arte dei rifiuti

 By Simonetta Sandri

Il rifiuto tra sostenibilità e arte. Una tendenza osservata già qualche anno fa ma che oggi diventa quasi un dovere etico e morale. Perché “creare” dai rifiuti si può…

Abbiamo già visto che in alcuni luoghi si studia come dalla natura, recuperando, si possa anche dare vita a nuova energia (l’energia dai rifiuti diventa un must, Paleolitico docet).
Ecco allora che anche dai rifiuti si può “creare”, plasmare materia che (ri)torna a nuova vita. Si scrive molto, poi, di economia circolare, se ne parla su tutti i tavoli più importanti, in un mondo dove un’economia basata sui consumi e un benessere diffuso legato al consumare “facile” ha portato ad un’emergenza socio-ambientale che è ormai di fronte a noi ogni giorno, quella dei rifiuti. Un modello non più sostenibile, quello del Prendi-Produci-Getta (Take-Make-Dispose), che sembra poter essere sostituito, grazie anche ad una crescente sensibilità dell’homo consumens, per usare un’espressione di Zygmunt Bauman, dal Riduci-Riusa-Ricicla (Reuse-Reduce-Recycle). E qui l’economia circolare può creare un modello di sviluppo nuovo, proficuo, in quanto riduce gli sprechi. In uno scenario in cui anche i rifiuti si trasformano da problema a risorsa. Uno studio della Ellen McArthur Foundation (centro di ricerca sull’economia circolare) evidenzia come, solo in Europa, tale economia possa generare un beneficio economico da 1.800 miliardi di euro entro il 2030, dare una spinta al PIL di circa 7 punti percentuali addizionali, creare nuovi posti di lavoro e incrementare del 3% la produttività annua delle risorse. Il rifiuto è diventato simbolo dei nostri tempi nelle nostre case. Già a partire dai rifiuti. Per Eni il loro recupero ha portato il Centro Ricerche per l’Energia Rinnovabile e l’Ambiente a studiare la decomposizione anaerobica dei primi organismi viventi e a sviluppare un processo che permette di trasformare in bio-olio la frazione umida dei rifiuti solidi urbani.

Rifiuti e arte

Se riutilizzare (usare un oggetto che non è ancora diventato rifiuto) e riciclare (recuperare e riusare materiali di scarto e di rifiuto al fine di dare una seconda vita, uguale alla precedente o diversa, a oggetti o prodotti) si può, anche l’arte fa la sua parte.
Anni fa un gruppo di artisti tedeschi, con Recycle Art, riusciva a recuperare tutti i componenti provenienti dalle carcasse di auto o motociclette saldandoli tra loro e creando sculture originali e uniche. Tanta creatività e bellezza al servizio del riuso. Un artista colombiano, un genio che trasforma rifiuti in animali, Federico Uribe, classe 1962, con il progetto Animal Farm, dalle suole delle vecchie scarpe da ginnastica riusciva a far nascere una mucca e un asino riprendeva vita dai consumati tappi di sughero.

Scultura "Animal Farm" di Federico Uribe (inhabitat.com)

Oggi a riportare alla ribalta il tema, una recente mostra promossa dal Gruppo Hera, a Bologna, SCART il lato bello e utile del rifiuto, dove tanti frammenti di realtà invitano il consumatore a ripensare il rifiuto. Un homo faber che ritrova l’armonia tra uso e riciclo, tra sviluppo e sostenibilità, tra etica ed estetica, tra realtà e finzione, tra oggi e domani. La mostra raccoglie interventi realizzati da artisti e studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Firenze, abili e capaci di lavorare su materiali di scarto per ricavarne opere d’arte dalle forme e dimensioni più svariate. Un bell’esperimento che riporta la bellezza, che trionfa sempre, al centro, che ricerca e ritrova un equilibrio perduto: l’arte di ricomporre il reale cercandone il futuro. Magia del divenire.

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informazioni sull'autore
Simonetta Sandri
Simonetta è nata a Ferrara e dopo gli ultimi anni a Mosca oggi lavora a Roma. In Eni dal 2003 come HSE Manager, ora si occupa di adattamento ai cambiamenti climatici e temi ambientali emergenti. Da sempre appassionata di scrittura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere ed è autrice del romanzo “Il Francobollo dell’Avenida Flores”. Coltiva la passione per la fotografia. Da Algeria, Mali, Libia e Russia, dove ha vissuto lavorando per Eni, ha tratto ispirazione.