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Un’impronta sul Kazakhstan

 By Gabriella Galloro

Lavorare in un Paese straniero non significa solo far bene il lavoro che si è chiamati a svolgere, ma vuole dire anche, una volta spento il computer e chiusa la porta del proprio ufficio alle spalle, spalancare un’altra porta: quella della vita…

Un lavoro all’estero, infatti, è soprattutto personale, fatto di scoperte: nuovi amici, nuove culture e una nuova terra. Quando ti inserisci in queste realtà, quando senti che anche un Paese che non è il tuo comincia a essere la tua casa, è allora che vuoi lasciare la tua impronta.
E questo è sempre stato lo spirito di chi lavora in Eni, che mi ha colpito quando ho iniziato la mia avventura in questa azienda, ed è uno spirito che non è mai venuto meno, oggi come al tempo dei primi pionieri dell’esplorazione. Così in tutti i luoghi in cui è presente, non c’è stato solo il lavoro, ma anche l’impegno in diverse realtà sociali.
Continua, così, il nostro racconto sui paesi in cui il Cane a sei zampe ha lasciato la sua inconfondibile impronta: benvenuti in Kazakhstan.
Abbiamo scritto molto, abbiamo utilizzato le immagini per portarvi in quei luoghi così distanti, in cui passato e presente si fondono, in cui gli uomini e le donne di Eni hanno portato anche le loro tradizioni, che si sono mescolate a quelle degli abitanti.
Tra le attività, mi colpiscono in particolare quelle dedicate ai più piccoli, il cui unico compito dovrebbe essere quello di vivere con spensieratezza e che, invece, si trovano ad affrontare una quotidianità difficile in orfanotrofio.

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L'orfanotrofio di Sandyktau nella regione di Akmola, Kazakhstan

Se pensiamo ad alcune delle caratteristiche riconosciute come tipiche degli italiani, vengono subito in mente: il calore, il mare e la passione per il calcio. Questi potrebbero essere considerati i fattori fondamentali di questa storia.
Iniziamo dal calore. Quale elemento migliore per superare il clima rigido di questo periodo, se non portare un po’ di calore delle feste nell’orfanotrofio di Sandyktau nella regione di Akmola. I dipendenti hanno dedicato qualche ora ai bambini, per i quali è stato organizzato un concorso per la migliore poesia sul nuovo anno. Dolci e giocattoli e nuovi libri hanno arricchito la biblioteca dell’istituto… ovviamente premi speciali anche per le migliori composizioni recitate durante il pomeriggio.

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I bambini dell'orfanotrofio di Sandyktau ricevono i regali donati dai dipendenti Eni

Una volta superate le feste natalizie, il momento più atteso da tutti i bambini sono le vacanze estive: mare, sole e tanto divertimento facendo nuove amicizie, che poi (chissà) possono continuare anche durante l’inverno… chi, guardando nella scatola dei ricordi, non ha qualche lettera di un amico conosciuto in estate?
Forse scaturita da questi pensieri, l’idea di aprire il campo estivo di Eni a Cesenatico ai bambini kazaki dal 1999. Nei diversi anni, oltre 3.200 bambini kazaki hanno già partecipato al Summer Camp, 160 bambini solo nel 2018, provenienti dalle regioni Mangystau, Atyrau e Ovest/Est Kazakhstan.

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I bambini pronti per il campo estivo Eni a Cesenatico

Dal 2018 è arrivato anche il calcio, Eni ha organizzato, insieme al Milan, l’“AC Milan Junior Football Camp” per i bambini degli orfanotrofi dell’Akmola oblast, che nel corso di una settimana hanno partecipato agli allenamenti tenuti da mister italiani, con pluriennale esperienza nel settore junior. Al termine del campus, ogni partecipante ha ricevuto un attestato di partecipazione dell’AC Milan Academy.

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informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.