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La signora dell’energia

 By Simona Manna

Le quote rosa, nel mondo dell’industria petrolifera e del gas, sono ancora lontane. Si migliora, anno dopo anno, questo va detto. Ma una donna ai vertici di un’azienda, tanto più in un settore considerato “maschile” come l’oil&gas, ad oggi resta un evento raro. Non a caso sono sempre di più le associazioni che promuovono la “gender equality”. A questo proposito abbiamo fatto una chiacchiera con la presidente del Global Women Petroleum & Energy Club, Gayle Meikle…

Le donne rappresentano un quinto dei dipendenti dell’industria oil&gas. Lo stabilisce uno studio realizzato quest’anno dal World Petroleum Council e dal The Boston Consulting Group, secondo il quale il settore energetico è tra quelli che hanno una minore presenza femminile nel totale dei lavoratori. Inoltre, il gentil sesso diventa sempre più raro (scendendo dal 25% al 17%) nel passaggio di carriera da middle management a senior leadership.
Comunque, anche se poche, ci sono nel mondo donne ai vertici del mondo petrolifero e del gas. Se siete curiosi, ecco la top50 stilata dall’Oil & Gas Diversity Council.
È importante, però, incoraggiare il ruolo del mondo femminile nel settore. Parlare della parità di genere, premiare le donne “che ce l’hanno fatta”, monitorare l’andamento del mondo del lavoro e promuovere eventi e dibattiti per mantenere vivo il tema della gender equality nel settore petrolifero: questo è il compito delle associazioni come il Global Women Petroleum & Energy Club. La presidente Gayle Meikle, che abbiamo incontrato all’Africa Oil Week, a Cape Town – dove la sua organizzazione è stata presente con un lunch di confronto, premi e racconti, al quale tra l’altro erano presenti anche diversi uomini – ci spiega come mai oggi ce ne sia bisogno.

È importante, però, incoraggiare il ruolo del mondo femminile nel settore. Parlare della parità di genere, premiare le donne “che ce l’hanno fatta”, monitorare l’andamento del mondo del lavoro e promuovere eventi e dibattiti per mantenere vivo il tema della gender equality nel settore petrolifero: questo è il compito delle associazioni come il Global Women Petroleum & Energy Club. La presidente Gayle Meikle, che abbiamo incontrato all’Africa Oil Week, a Cape Town – dove la sua organizzazione è stata presente con un lunch di confronto, premi e racconti, al quale tra l’altro erano presenti anche diversi uomini – ci spiega come mai oggi ce ne sia bisogno.
“Le donne sono fortemente sottorappresentate nell’industria petrolifera e del gas. In effetti, a livello mondiale, costituiscono solamente un quinto del personale del settore. E gran parte di esse svolgerà mansioni da ufficio, molto in basso nella scala delle retribuzioni, mentre saranno veramente poche quelle ai vertici delle stesse aziende. Secondo noi, c’è qualcosa che non va in questo quadro. Penso che molti alti dirigenti e direttori esecutivi concordino col dire che tale squilibrio deve essere riassestato. E questo club contribuisce, spero, a fornire una base e una piattaforma per i leader delle aziende affinché pensino a come poter facilitare l’avanzamento professionale delle donne”.

Che cariche ricoprono in particolare le donne, in questo settore?

Oggi ci sono parecchie donne che, contro ogni aspettativa, hanno fatto carriera nell’industria petrolifera: a capo delle divisioni di esplorazione, degli affari societari, o con incarichi legati alle varie attività di esplorazione in seno alle aziende operanti nel settore. Quindi esistono donne in posizioni di responsabilità, ma sono troppo poche quelle che ricoprono posizioni di vertice e, a mio avviso, quando hanno famiglia e figli, vengono in qualche modo messe in disparte. Dobbiamo cercare di fare in modo che il reinserimento nel mondo del lavoro sia più semplice, e penso che le aziende possano farlo offrendo flessibilità, ma anche incoraggiando le donne a farsi avanti e a proporsi per eventuali avanzamenti di carriera, anche lavorando solo part-time.

Rispetto agli uomini, l’universo femminile cosa può offrire di diverso in questo settore?

Penso che il contributo delle donne, e ciò che le contraddistingue generalmente dagli uomini, risieda nella capacità di risolvere i problemi in maniera creativa. Ed è dimostrato che le imprese traggono vantaggio dalla presenza di donne alla guida dei vari reparti o a capo delle aziende o dei consigli di amministrazione. Inoltre, le donne portano una visione nuova e diversa e sanno che la diversità è molto vantaggiosa nel mondo degli affari. Per questo dobbiamo fare pressione sulle compagnie petrolifere e sulle società energetiche affinché puntino maggiormente sulle donne.

Sta vedendo cambiamenti importanti in questi anni, che diano segno di una reale inversione di rotta?

Beh, il Global Women Petroleum & Energy Club è stato creato 10 anni fa, non da me ma dai miei predecessori, e mi chiedo quale atmosfera si respirasse all’epoca. In qualche modo, comunque, mi sembra che la questione della diversità di genere nel settore di petrolio e gas si stia facendo sempre più impellente e anche i media offrono sempre maggiore visibilità, quindi penso davvero che sia giunto il momento di cominciare ad affrontare questo tema.

Stiamo parlando di donne in tutto il mondo, ma in particolare qual è la situazione in Africa?

Penso che in Africa il desiderio delle donne di essere coinvolte nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica, e di partecipare attivamente nell’industria di petrolio e gas sia ancora più evidente. Tuttavia, è necessario anche fornire alle giovani donne africane maggiori opportunità e una piattaforma tramite la quale entrare in contatto con il settore. Per farlo, le compagnie petrolifere che operano sul territorio africano dovrebbero, a mio avviso, andare nelle scuole e cercare di suscitare l’interesse delle ragazze. È stato dimostrato come prima si comincia a parlare alle ragazze di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, prima saranno invogliate a seguire questo percorso. E possiamo davvero aiutarle ed incoraggiarle ad entrare nel settore.

Come funziona il suo club e come promuove il ruolo delle donne nel settore energetico a livello mondiale?

Mi piace pensare che noi costituiamo una piattaforma e un canale che per la prima volta permette alle donne di riunirsi. Inoltre, cerchiamo di dare voce a donne appartenenti all’intero spettro del settore del petrolio: dalle nuove arrivate alle giovani professioniste, a coloro che occupano posizioni di responsabilità. L’idea è quella di sostenere giovani studentesse in geologia o ingegneria del petrolio e di mostrare loro che, nonostante possano riscontrare difficoltà negli studi universitari, con un po’ di impegno, e lavorando sodo, è possibile raggiungere risultati di successo. Per questo oggi abbiamo parecchie giovani professioniste che ricevono sostegno finanziario per partecipare al club, e tentiamo di affiancarle, anche se non a livello ufficiale, a mentori e donne che ricoprono alti incarichi nel settore.

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informazioni sull'autore
Simona Manna
Giornalista professionista dal 2003, sarda da sempre. Dopo diverse esperienze lavorative (Corriere della Sera, Il manifesto, El País), attualmente lavora per l’agenzia di stampa AGI e collabora stabilmente con la testata Oil e il portale Abo.net.