Human

Eni Award

 By Paola Arpino

Qualcuno ha detto che “nella gara per l’eccellenza non esiste il traguardo” e, pur riconoscendo la verità di tale affermazione, in alcuni casi, laddove l’eccellenza emerge in Italia, non si può fare a meno di considerare il premio Eni Award come un “traguardo”, e trampolino di lancio, per molti ricercatori…

Iniziativa nata con lo scopo di incentivare la ricerca nel settore energetico, Eni Award, grazie all’impegno e all’eccellenza del lavoro svolto da appassionati ricercatori, si è guadagnata nel corso degli anni il riconoscimento di un vero e proprio “Nobel dell’Energia” laddove il celebre Premio dell’accademia di Stoccolma non contempla tale specifico campo.

La storia

Risale al 2007 l’anno in cui viene ufficialmente costituito il premio annuale Eni Award, previsto nel Master Plan Tecnologico Eni, sostituendosi al premio Eni-Italgas – già Premio Italgas – giunto nel 2006 alla XIX edizione, al fine di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche, promuovere scienza e tecnologia applicate all’ambiente e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori. Già al suo esordio era possibile intravedere le premesse che nel tempo l’avrebbero trasformato in un importante punto di riferimento internazionale nell’ambito dell’energia, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione e alla sostenibilità, elementi oggi cardine nel processo di trasformazione verso la transizione energetica, che caratterizzano l’attuale periodo storico a livello globale.

I protagonisti

Il Premio, che conta su un consolidato e prestigioso network di ricercatori nel campo dell’energia e dell’ambiente, si connota, sin dalla sua istituzione, per la complessità e completezza dell’approccio al tema dell’energia sostenibile ed è testimone dell’importanza che Eni dà alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità. Le macro aree tematiche oggetto di ricerca sono quelle degli Idrocarburi, e della Protezione Ambientale.
La Commissione Scientifica del Premio, chiamata a valutare le candidature e assegnare i riconoscimenti, è di elevato prestigio e comprende ricercatori e scienziati dei più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale. Ricordiamo tra questi il contributo offerto dall’americano Robert Richardson, premio Nobel per la Fisica nel 1996 e dall’inglese Sir Harold Kroto, premio Nobel per la Chimica nel 1996 recentemente scomparsi.
Nelle edizioni che si sono succedute, sono stati premiati ricercatori provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti d’America, con ricerche avallate in alcuni casi da insigni personalità facenti parte delle varie commissioni di valutazione, tra cui si sono annoverate tre premi Nobel.

Escursus numerico nell’ultimo decennio

Negli ultimi dieci anni, i numeri che riguardano Eni Award sono importanti: le candidature sono cresciute in modo esponenziale nei premi internazionali, dalle 167 del 2008 alle 601 di quest’anno, con punte sino a 1.253 nel 2014, quando si dovettero stringere i parametri di ammissione per l’elevato numero di application inoltrate.
Nel complesso i ricercatori che in questo decennio hanno presentato la loro candidatura sono stati 7.559: 1.795 nel settore degli idrocarburi; 2.897 delle rinnovabili, 2.700 della protezione dell’ambiente. Un numero imponente che ha raccolto il meglio della ricerca mondiale – i candidati provengono da tutti i continenti – dimostrando la vivacità della ricerca innovativa e l’attenzione al problema cruciale dell’energia e dell’ambiente.

I premiati: alcuni “case studies”

Nell’ultimo decennio, tra i premiati spiccano figure di grandissima levatura: nel 2012, per esempio, il premio è toccato per la seconda volta a una donna: la canadese Barbara Sherwood Lollar (nota anche per il suo impegno nello studio delle possibili presenze di acqua su Marte) per il suo lavoro volto all’applicazione della geochimica degli isotopi stabili alle ricerche e alla protezione delle risorse di falda e dell’ambiente. Un contributo a favore della risorsa più importante per la vita: l’acqua. Nel 2013 un ricercatore italiano – e non il primo – Roberto Danovaro ha visto premiare i suoi studi sull’ambiente marino e sul suo ruolo nel ciclo della CO2. Poco dopo il riconoscimento il prof. Danovaro, divenuto famoso in tutto il mondo, ha ottenuto il prestigioso incarico di presidente della Stazione Geologica Anton Dohrn di Napoli, istituto nazionale di grande rilevanza internazionale.
L’anno scorso, è stata la volta del grande geologo italiano, Emiliano Mutti, uno dei padri della geologia moderna italiana. Sui suoi libri si sono formati tutti gli attuali geologi e il suo nome nel mondo è sinonimo della geologia italiana.
Va segnalato che nell’ambito dell’Eni Award, si distingue tra i premiati una presenza femminile di tutto rispetto: 7 su 20. Una bella testimonianza della vitalità della ricerca italiana. Tutti i giovani premiati hanno colmato uno spazio nel difficile mondo del lavoro e le capacità di alcuni di loro sono ormai riconosciute a livello internazionale.

La cerimonia

A conferma dello spessore della manifestazione, la cerimonia di consegna degli Eni Award viene svolta a Roma, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente e dell’Amministratore Delegato di Eni, contestualmente ai riconoscimenti all’Innovazione conferiti a tre team di ricerca interni che si sono particolarmente distinti per il livello di innovazione e di rilevanza per il business dei risultati ottenuti.

Eni Award è alla 10° edizione quest'anno

Eni Award Edizione 2017: un tocco di re-styling

L’edizione del 2017, celebrando il decennale di Eni Award, introduce delle significative innovazioni che riguardano gli studi oggetto di riconoscimento e con l’istituzione del premio “Debutto nella ricerca: Giovani Talenti dell’Africa” con l’intento di valorizzare un Paese con il quale Eni è da sempre impegnata in prima linea.
“L’Africa è il nostro passato, il presente e il nostro futuro” così riassume in una frase il tema l’attore Neri Marcoré in occasione del Festival di Mantova dove Eni ha partecipato con l’evento Inedita Energia, raccontando attraverso un percorso fotografico la relazione profonda che Eni ha con il territorio fin dagli anni ’50.
In linea con la strategia aziendale, il Premio Debutto nella Ricerca ai giovani talenti africani, è riservato a laureati di Università africane che hanno presentato progetti nel campo energetico e ambientale applicabili nei Paesi d’origine. In questa categoria, i vincitori sono stati: Blessing Onyeche Ugwoke e Yemane Kelemework Equbamariam che avranno accesso al dottorato di ricerca presso prestigiose università italiane.
Una nuova formula del Premio Debutto nella Ricerca è riservata ai ricercatori più giovani, con una rivisitazione della denominazione del Premio che, offrendo un nuovo impulso alla curiosità, alla tenacia e alle competenze acquisite con coraggio e determinazione dalle nuove leve del futuro, sposta il focus sulla persona e diventa “Giovane ricercatore dell’anno”. In questa categoria, sono stati premiati: Stefano Langé e Matteo Fasano.
Per la categoria Premio Transizione Energetica, invece, che premia le innovazioni nel settore degli idrocarburi per la decarbonizzazione del sistema energetico, il vincitore è Robert Schlögl, mentre per la categoria Premio Soluzioni Ambientali Avanzate, conferito alle ricerche che si concentrano sulla tutela di aria, acqua e terra e sulla bonifica di siti industriali, il vincitore è stato Graham Hutchings.
Infine, Jens Nielsen è stato insignito del Premio Frontiere dell’Energia, il cui scopo è premiare risultati di ricerca e innovazione tecnologica nel campo delle fonti di energia rinnovabile e dello stoccaggio di energia, nell’ottica della decarbonizzazione del sistema energetico e dell’accesso all’energia nei Paesi in via di sviluppo.
Qualche anno fa, in occasione di un convegno dal titolo Il ‘mestiere’ del ricercatore. Testimonianze del lavoro più bello del mondo” si poneva la domanda su quale fosse l’obiettivo celato dietro tanta abnegazione… Da allora, la domanda è rimasta senza una reale risposta… E se noi di Eniday ne azzardassimo una: Vincere l’Eni Award?

I VINCITORI

Premio Debutto nella Ricerca

   Blessing Onyeche Ugwoke

   Yemane Kelemework Equbamariam

 

Premio Giovane Ricercatore dell’Anno

   Stefano Langé

   Matteo Fasano

 

Premio Transizione Energetica

   Robert Schlögl

 

Premio Soluzioni Ambientali Avanzate

   Graham Hutchings

 

Premio Frontiere dell’Energia

   Jens Nielsen

LEGGI ANCHE: Ambiente pulito alla luce del sole di Andrea Andreoni

tagged in
informazioni sull'autore
Paola Arpino
In viaggio con me stessa, attraverso Roma, Londra e Milano, nasco e mi riciclo accarezzando sempre un sogno…quello di scrivere.