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Quanta energia dentro un pallone?

 By Flavia Mondello

Si dice che la parte più bella di un viaggio non sia tanto la meta, quanto il viaggio stesso. E che i compagni di avventura facciano la differenza…

Quando abbiamo iniziato questo viaggio insieme alla Federcalcio, non sapevamo cosa ci aspettava. Ma sapevamo di aver incontrato un ottimo compagno di squadra. Per un’impresa dell’energia, protagonista della storia e dello sviluppo del Paese, sostenere il motore della passione degli italiani è stata una scelta naturale, quasi ovvia.
La maglia azzurra è la nostra seconda pelle, ha lo straordinario potere di farci sentire parte di un sistema, ha il potere di parlare una sola lingua, di unire, di trasmettere passione, di annullare le differenze.
Tra le motivazioni che hanno portato Eni a scegliere di affiancare e sostenere la Federcalcio, la vicinanza e il sostegno al nostro paese è sicuramente significativa. Ma le ragioni che si celano dietro a questa scelta, voluta fortemente e nella quale crediamo, sono molte e molto profonde. Si chiamano aggregazione, integrazione, fiducia nei giovani, gioco di squadra, rispetto delle regole, attenzione alle persone, passione. Si chiamano valori. Valori che sono nel DNA della FIGC e nei quali Eni si riconosce e condivide nel proprio modo di operare e di contribuire allo sviluppo sociale del Paese.
Un investimento importante, un cammino di tre anni iniziato nella primavera del 2016 e che si concluderà alla fine del 2018. Trenta mesi in cui siamo stati e saremo accanto alla Nazionale maggiore, accompagnandola e sostenendola nei momenti più importanti e anche nei più delicati – ma facendo dei progetti per e con i giovani, la punta di diamante di questo cammino comune.

(S-D) Maurizio Mazzei, Presidente della Raffineria Eni di Gela, Santino Lo Presti, Presidente del CR LND della Sicilia, Domenico Messinese, Sindaco di Gela, Vito Tisci, Presidente del SGS, e Aldo Violato, coordinatore SGS Sicilia, durante la presentazione del nuovo Centro regionale di addestramento federale della FIGC a Gela

I Centri Federali Territoriali sono ormai una realtà che si sta consolidando mese dopo mese. Un progetto di educazione allo sport nato da poco più di un anno con l’obiettivo di creare dei poli territoriali di eccellenza per la valorizzazione e la formazione tecnico-sportiva di giovani tra i 12 e i 14 anni. Si è raggiunta quota 30 ma l’impegno della Federazione è di aprirne 200 entro i prossimi tre anni. Un programma, quello proposto, che fonde l’educazione al rispetto per il prossimo, dell’ambiente e delle regole.
Il futuro azzurro passa da qui, dai Centri Federali, una realtà nella quale Eni crede e ha investito, con attività educational in cui mondo del calcio e mondo dell’energia si incontrano e si fondono. Nascono così messaggi importanti, in cui fare squadra è l’unica chiave per la lotta al climate change e l’accesso all’energia è un assist per lo sviluppo dei paesi. È così che la semantica del calcio diventa uno spunto interessante per parlare ai giovani di energia e di futuro, capire meglio perché ci riguarda e perché tutti noi abbiamo un ruolo nel suo utilizzo responsabile.
Un percorso sfidante quello intrapreso da FIGC e che Eni abbraccia e sostiene, che si affianca ad un altro progetto, nato con l’obiettivo di annullare il senso di smarrimento attraverso iniziative di integrazione, superando le differenze attraverso i valori di fair play e di coesione sociale. È il Progetto Rete! iniziativa che coinvolge i minori stranieri arrivati in Italia per chiedere protezione internazionale e che ha il lodevole obiettivo di far sentire questi ragazzi non più ospiti e ai margini, ma parte integrante del nostro sistema.
Anche in questo caso l’educazione sportiva può essere un volano importante per favorire il benessere sociale di un territorio. Investire nello sport per Eni vuol dire promuoverne i valori positivi per contribuire a formare i cittadini di domani, dando così nuova energia al Paese.

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informazioni sull'autore
Flavia Mondello
Trent'anni tondi tondi, nel portafogli il tesserino da giornalista, nella testa tanti sogni. Ama viaggiare, curiosare e fare cose spericolate (ma non ditelo alla mamma). Lavora in Eniscuola, progetta e tira fuori idee per gli studenti, lo trova un modo furbo per rimanere giovane. Ah, è in Eni da appena un anno ma già si sente a casa.