Human

Senza la paura di sbagliare

 By Paola Arpino

“… Nonostante tutti i suoi difetti, il nostro amato sport resta ancora il più bello del mondo…” sono queste le citazioni riferite al calcio che spesso ci capita di leggere…

Sebastian Grobler, regista del noto film “Lezioni di sogno”, racconta l’ingresso del calcio in Germania con una storia che vede come protagonista il professor Konrad Koch che dopo aver vissuto degli anni in Inghilterra, introduce nell’epoca imperiale tedesca di fine XIX secolo, il calcio nel proprio Paese.
La pellicola, oltre a farci conoscere quando e come il calcio lasciò l’Inghilterra, sua patria di origine, ci consegna un messaggio centrale: quello di far dimenticare ai ragazzi le differenze sociali, nonostante gli ostacoli posti dal rigido sistema educativo dell’epoca, grazie a uno sport che, mettendo ogni giocatore sullo stesso piano, appassiona, accomuna, supera le difficoltà e i pregiudizi. Uno sport che azzera l’estrazione sociale a beneficio del talento.
Essere parte di una squadra crea “senso di appartenenza” e rende invisibile il confine con il senso di appartenenza alla comunità in cui si vive e al grado di “accoglienza” che da questa percepiamo.
È proprio su questi concetti che Eni si è affiancata alla FIGC e alle comunità locali: promuovere aggregazione sostenendo valori come il rispetto per il prossimo, per l’ambiente e per le regole, che diventano strumenti validi per formare i giovani di oggi cittadini di domani, annullando il senso di smarrimento e favorendo l’integrazione sociale.

Eni fa goal nel progetto “Rete!”…

Con l’obiettivo di coniugare l’esperienza sportiva con i processi di inclusione sociale e interculturale attraverso il calcio, nasce il progetto “Rete!”, promosso dalla FIGC per i minori stranieri non accompagnati e neo maggiorenni (16-19 anni) residenti presso centri di accoglienza della rete territoriale, richiedenti protezione internazionale SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati di tutta Italia), che ha visto in questi ultimi anni il coinvolgimento di quasi mille ragazzi provenienti da 30 Progetti SPRAR in 11 Regioni italiane (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Trentino, Umbria e Veneto).

La ricerca si affianca a “Rete!” e scopriamo che…

Parallelamente all’attività calcistica, il progetto “Rete!” ha implementato un approfondimento scientifico condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, con l’obiettivo di identificare e valutare le modalità in cui il calcio possa essere utilizzato nei contesti di maggiore “vulnerabilità” e predisposizione al disagio psichico, come nei soggetti richiedenti asilo e rifugiati.
I “numeri” che la ricerca scientifica produce, ci forniscono informazioni che, basate su osservazioni empiriche, ci permettono di comprendere oggettivamente quanto l’attività calcistica possa essere veicolo vincente di integrazione e influenzare il livello di benessere e felicità nei giovani coinvolti.
La ricerca è stata avviata da un gruppo di psicologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, guidato da Emanuele Caroppo che hanno strutturato un questionario che potesse rispondere a questa indagine.
Il campione preso in considerazione è di 202 ragazzi tutti di sesso maschile con età compresa tra i 16 ed i 20 anni, provenienti da 16 differenti Paesi del continente africano.

"Rete!": il progetto FIGC favorisce l'integrazione dei minori rifugiati

I risultati dicono che…

Gli affetti e le emozioni svolgono un ruolo importante nella regolazione e nell’equilibrio dell’individuo. La somministrazione del test prima e dopo il campionato sportivo ha permesso di valutare il vissuto emotivo dei ragazzi migranti in itinere
Dai test applicati sulla sfera emotiva, è stata misurata l’abilità a riconoscere le emozioni, a utilizzarle nei processi di pensiero, a comprenderne il lessico e le trasformazioni, a gestire gli stati emotivi nella sfera personale e nel rapporto con gli altri. Analizzando i risultati le emozioni AMORE e GIOIA presentano valori percentuali nettamente superiori rispetto alle altre, che non superano il 10%. Questo evidenzia una difficoltà di alfabetizzazione emozionale che viene confermata anche dai dati emersi dal test di Fragilità Emotiva e mette in risalto l’importanza del lavoro sul corpo (l’attività fisica) come agevolatore dell’espressione e gestione di tutte le emozioni.
Il confronto tra il test di Fragilità Emotiva e i risultati delle risposte fornite alla somministrazione dell’intera ruota emozionale evidenziano un aspetto significativo: la scissione emotiva tra quello che il soggetto migrante sente e quello che verbalizza. L’emozione che non viene espressa, ma rimane implosa può generare un processo di somatizzazione (ciò potrebbe spiegare l’eccessivo utilizzo di farmaci antidolorifici e gastroprotettori).
Il test di Inclusione Sociale mostra dei valori molto alti di inserimento e di integrazione sociale, che vengono favoriti dalle attività del progetto “Rete!”, come evidenziato soprattutto dai risultati ottenuti nelle regioni del Centro Italia.

“Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove. (…)
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…”

In una sua vecchia canzone, La leva calcistica della classe ’68, Francesco De Gregori ci riassume il valore intrinseco del gioco del calcio: a dispetto delle avversità esterne, ogni individuo merita di “giocarsi la propria partita di vita”, fosse con un virtuoso dribbling, con una tripletta, con un’azione da “fuoriclasse” ma anche con un tiro sbagliato: perché lo scopo è giocare divertendosi su un terreno “neutro” e che a una opportunità mancata se ne crea immediatamente un’altra che ti riscatta.

LEGGI ANCHE: Ieri, oggi e domani… Pedalando di Paola Arpino

informazioni sull'autore
Paola Arpino
In viaggio con me stessa, attraverso Roma, Londra e Milano, nasco e mi riciclo accarezzando sempre un sogno…quello di scrivere.