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L’isola del carburante verde

 By Pietro Galvagno

La Bioraffineria Eni di Venezia è il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria, in grado di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburanti di alta qualità. Quest’anno la raffineria ha aderito alla “Settimana della Green Economy” promossa da VeneziePost, una sorta di “porte aperte” dentro 18 fabbriche delle Venezie che hanno scelto di adottare processi o realizzare prodotti ecosostenibili. Pietro Galvagno ha accompagnato 63 studenti in questo viaggio affascinante…

Ore 6:45: Da San Donato Milanese, a bordo di una Fiat 500 Enjoy, raggiungo la stazione centrale di Milano. La meta è la meravigliosa città sull’acqua, Venezia. Il periodo è quello del celebre Carnevale, e mentre canali, ponti, campi e calli si trasformano in un palcoscenico di dame e cavalieri, penso che “trasformazione” è anche la parola chiave della realtà verso cui sono diretto: l’isola dei petroli, in altre parole la raffineria di Eni che, nel 2014, si è trasformata in Bioraffineria, per produrre carburanti rinnovabili e sostenibili. Anche questa è una Venezia fatta di isolotti, canali e… pipeline che si rincorrono, ingarbugliano e annodano tra loro per formare una cattedrale dell’energia.

Ore 9:00 arrivo a Mestre, dove ad attendermi c’è la collega che mi accompagna. Insieme varchiamo la soglia di questa imponente struttura. Il privilegio di accedere alla “fabbrica dei carburanti Green” riguarda, oltre me, un gruppo di 63 studenti universitari, provenienti da varie realtà italiane, che stanno partecipando al progetto “Greenweek”, da 6 anni forum di discussione sui grandi temi della green economy e sostenitore delle aziende che promuovono un modello di sviluppo, appunto, sostenibile.

La nuova vita dei (bio)carburanti

Ore 10.00: dall’accoglienza del personale e del Direttore di Raffineria, Michele Viglianisi, si evince l’entusiasmo nel vedere così tante “menti” interessate. Il benvenuto all’interno della raffineria è occasione di una prima conoscenza con alcuni tra gli studenti ospiti. Alla spiegazione sulle fondamentali norme di sicurezza da seguire in raffineria segue l’invito del Direttore: “allacciate le cinture, inizia il nostro viaggio”: un viaggio nella storia, dal 1926 ad oggi. Anch’io, come gli altri, rimango affascinato dalla storia di questa raffineria. Nata durante il secondo conflitto mondiale per la necessità di produrre energia per la militarizzazione, viene distrutta e poi ricostruita in collaborazione con gli americani.

Oggi la bioraffineria rappresenta, nella sua unicità, un esempio di logistica avanzata: Eni, grazie alla sua tecnologia all’avanguardia, è stata capace di studiare un processo simile a quello che avviene in una raffineria tradizionale e convertirlo in una bioraffineria, per ottenere biocarburante, il cui fine ultimo è quello di immettere meno CO2 e inquinanti nell’ambiente, ma anche di rispettare le normative europee, che impongono un graduale ma costante incremento nell’utilizzo di componenti rinnovabili nella produzione di carburanti.

Il direttore della bioraffineria, Michele Viglianisi, con gli studenti coinvolti nella Green Week

Ore 19:00 Sono sul treno e ripenso a questa giornata. Rifletto sulle impressioni che ho raccolto… quella di Francesco, per esempio, origine lucana e un dottorando di ricerca sulla sostituzione dei concimi minerali in concimi organici, recuperando le matrici cittadine per riutilizzarli in agricoltura. Un mondo distantissimo dal mio, ma così affascinante. Per lui che è concentrato sui temi quali la trasformazione e la rinnovabilità questa settimana è stata l’occasione per conoscere quali siano le tecnologie del futuro nei vari campi dell’energia.

La bioraffineria, con i suoi carburanti, è stata una vera scoperta, che ha appassionato anche Walter e Noemi. Siciliano, lui, studente di energia energetica presso l’Università degli studi di Palermo; torinese lei, che ha studiato chimica industriale all’Università di Torino. Latitudini diverse, ma per loro la chiave di volta di questa visita è la tecnologia EcofiningTM, brevettata da Eni in partnership con Honeywell-UOP, che ha dato vita all’olio vegetale idrotrattato e che ha reso possibile la riconversione della raffineria.

Tra i commenti, mi colpisce molto quello di Xenia, studentessa di economia internazionale all’Università degli studi di Trieste. Per lei, che è molto affascinata dalle strategie aziendali, è importante che i lavoratori si sentano al sicuro e protetti all’interno dell’ambiente di lavoro. E durante la visita quello che più l’ha colpita è che all’interno della raffineria si sia sentita parte davvero di una grande famiglia. E’ tempo di tirare le somme…quello che porterò a casa stasera, grazie a questi ragazzi, è la voglia di fare in un settore, come quello della trasformazione energetica, in cui convergono rispetto per l’ambiente e attaccamento al territorio.

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informazioni sull'autore
Pietro Galvagno
Ha conseguito una laurea magistrale in comunicazione d'impresa, pubblica e pubblicità. Ama viaggiare, il cinema e il buon vino.