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Pronto soccorso Eni

 By Giancarlo Strocchia

Immaginate un presidio sanitario per le emergenze attivo giorno e notte, con elicotteri pronti ad alzarsi in volo in direzione delle piattaforme offshore in pochissimi minuti, caricare eventuali pazienti per trasportarli in ospedale, nel rispetto di protocolli avanzati e collaudati. E’ quello che fanno alla Base Eni DICS (Distretto Centro Settentrionale) di Marina di Ravenna. Un lavoro certosino, fortunatamente raro, che DICS condivide con i centri di Falconara, Brindisi, Crotone e con EniMed di Gela, in Sicilia. In Eni l’attuazione di programmi di promozione sanitaria e i protocolli di sicurezza sono molto rigidi, ma quando c’è di mezzo la salute non si può sbagliare..

Lo squillo di un telefono, in qualsiasi parte del mondo risuoni, genera inevitabilmente un moto di sottile inquietudine. Se ciò accade nell’ampio ufficio della Base Eni DICS (Distretto Centro Settentrionale) di Marina di Ravenna, delegato alla reperibilità dei mezzi aeronavali utilizzati anche per il soccorso sanitario in piattaforma, quella prima, impercettibile apprensione si traduce nell’avvio fulmineo di un preciso piano operativo. La sequenza degli interventi è millimetrica, nulla può essere lasciato al caso.

La scansione delle azioni è concitata e organizzata allo stesso tempo, governata da chi è sempre pronto a valutare, in un battito di ciglia, entità del possibile danno e congruità della decisione da assumere. In Eni l’attuazione di programmi di promozione salute e i protocolli di sicurezza sono molto rigidi, ma non si sa mai…

Pronto soccorso Eni...

Arrivando presso la base in un giorno di normale attività, l’aspetto non lascia trapelare alcun tipo di ansietà. Sarà il sole che si riflette sull’ampia e placida ansa di mare che si distribuisce ordinatamente proprio di fronte agli edifici del centro, o la proverbiale calda accoglienza romagnola, ma l’atmosfera appare tranquilla e sotto controllo.

“La base di Marina di Ravenna, dove lavorano circa 200 persone – ci spiega Salvatore De Crescenzo, dell’ufficio della base preposto alla gestione dei mezzi aereo-navali che fanno la spola con le piattaforme – programma i trasferimenti del personale/materiale da e per le piattaforme e impianti di perforazione dislocati tra il nord e il centro dell’Adriatico. In tale contesto, si occupa anche di gestire eventuali situazioni di emergenza sanitaria.” Si tratta di un nugolo di svettanti pinnacoli, per lo più di colore rosso, magari non imponenti come quelli che sovrastano mari più estesi e agitati, come gli Oceani o il Mare del Nord, ma pur sempre strutture complesse e costantemente operative.

Il compito di offrire tutto il supporto necessario a questi giganti del mare la base di Marina di Ravenna lo condivide con Falconara. Invece, per gli impianti presenti più a sud, in Adriatico, e in area Ionica, entrano in gioco i centri di Brindisi e di Crotone.

Sono oltre 60 le piattaforme dell’Adriatico centro-settentrionale di cui la base DICS di Marina di Ravenna si occupa...

Ogni emergenza viene gestita secondo un preciso protocollo, ogni segnalazione viene evasa in tempi rapidissimi. Le piattaforme sono assistite 24 ore su 24 dal reperibile della logistica. Il coordinamento con le unità del 118 è oramai collaudato.

“Una volta ricevuta telefonicamente la richiesta di soccorso e assegnato, di concerto con il medico del 118 un codice di gravità, si predispone o meno la barella nell’elicottero e ci si trasferisce immediatamente sulla piattaforma per prelevare il paziente.” Tutto è costantemente rodato nel corso di esercitazioni di notte e di giorno. “A differenza dei normali elisoccorso, gli elicotteri a disposizione delle basi Eni di Ravenna e di Falconara sono abilitati anche al volo notturno e al sorvolo dei tratti di mare, avendo a disposizione dei galleggianti che normalmente non sono in dotazione degli elicotteri normali”.

Per andare in offshore, infatti, occorre che i piloti ricevano una formazione particolare per il volo sull’acqua anche di notte o quando le condizioni meteo non sono quelle ideali. Per motivi precauzionali, e per ottimizzare al massimo i tempi di intervento, gli elicotteri sono sempre predisposti con il carico di carburante sufficiente per l’atterraggio presso la piattaforma più lontana raggiungibile in circa un’ora di volo. La dotazione iniziale di circa 300 kg di carburante permette al velivolo, un Agusta Westland 109, di poter trasportare un ulteriore carico, costituito da personale e bagagli, “solo” di 380 kg. “Ovviamente, se ci rendiamo conto che il peso del bagaglio è eccessivo, privilegiamo il trasporto prima delle persone e successivamente del resto”, precisa De Crescenzo.

I tempi di intervento delle squadre di soccorso non superano in media i 40 minuti, dal momento della segnalazione dalla piattaforma fino al trasferimento del paziente in ospedale...

Le misure di sicurezza e le precauzioni sono, ovviamente, elevatissime. A partire dai mezzi. L’Agusta Westland 109 è un biturbina, ovvero ha in dotazione due motori in modo tale che, se uno si dovesse “piantare”, come si dice in gergo tecnico, il secondo consente all’aeromobile di proseguire il volo e atterrare. “Qui a Marina di Ravenna abbiamo calcolato che muoviamo circa 80.000 persone annualmente, compiendo un numero di trasferimenti vicino ai 6.000”, continua De Crescenzo.

Un’attività incessante, operata, come detto, sia con i mezzi navali che con gli elicotteri. “I crew boat procedono quotidianamente al trasferimento di personale destinato alle piattaforme. Le imbarcazioni si muovono verso i campi di estrazione già a partire dalle 7 del mattino. Un crew boat di linea parte da Ravenna e da Ancona alle 8.30 del mattino e torna verso le 12.30/13 per ripartire, poi, alle 14 e rientrare verso le 19. Questo tutti i giorni. Qualora, o perché bisogna coprire una distanza maggiore o perché le condizioni meteo non risultano idonee per la movimentazione dei mezzi navali, si ricorre all’elicottero, che tuttavia è normalmente dedicato alla sola gestione di eventuali, e rare, situazioni di emergenza sanitaria.”

Insomma grande professionalità, spirito di corpo e capacità di intervento tempestivo. Un grande faro di sicurezza per l’attività delle piattaforme.

informazioni sull'autore
Giancarlo Strocchia
Giornalista professionista, ha iniziato il percorso professionale prima presso alcune testate radiofoniche passando successivamente alla Tv e alla carta stampata (La Voce di Montanelli, Euronews, Rai Format). Ha collaborato per oltre un anno con il Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite a New York e si è occupato di comunicazione aziendale e CSR. Oggi collabora stabilmente con la testata Oil e il portale Abo.net