Human

A tavola, ragazzi!

 By Simonetta Sandri

Nell’ambito degli interventi nel settore educazione del Progetto Integrato Hinda (PIH) che Eni, in Congo, ha intrapreso su 10 scuole elementari, oltre che su 2 in costruzione (per queste, i lavori civili saranno completati a ottobre 2017, all’inizio del nuovo anno scolastico), in 5 scuole (presto 6) sono state costruite anche accoglienti mense scolastiche. Siamo andati a vedere alcune di queste dove oggi un interessante progetto pilota vuole arricchire la dieta quotidiana dei bambini che le frequentano fra allegria, giochi e risate, in pausa dalle lezioni. Perché frutta e verdura fanno bene. Ancora di più se a chilometro zero, a supporto dei produttori locali, si direbbe oggi…

Nelle zone rurali del Congo a scuola ci si va a piedi, non vi sono strade e mezzi pubblici, nessun pulmino giallo o blu che fa la spola, e un bambino che vuole andare alle elementari percorre anche 7-8 km andata e ritorno per raggiungerle. Ogni giorno, con costanza. Se poi vi è una scuola a 3 km da casa e una a 5 km, quest’ultima viene preferita se qui c’è la mensa. Meglio camminare un po’ di più ma avere la possibilità di un ristoro che spezzi l’altalena fra lavagne, gessetti, matite, numeri e quaderni. Sotto il riflesso dell’arcobaleno e con negli occhi e nel cuore, il colore acceso della sabbia.
Le elementari si frequentano fra i 6 e i 12 anni, nell’organizzazione familiare spesso i fratelli maggiori si prendono cura dei più piccoli per cui, se i più grandi si recano a scuola, i fratellini li seguono e li aspettano all’uscita delle lezioni. La scuola diventa un luogo sicuro e protetto, non è quindi solo luogo di educazione ma anche di assistenza e di accoglienza. Un punto di approdo.
L’altro caso è che i bambini più grandi rimangano a casa per prendersi cura dei più piccoli, così da non poter frequentare in modo costante la scuola. Per questo, si è data, nella seconda fase del progetto, un’attenzione particolare alla “petite enfance”/”early child development”, con la realizzazione di asili. Ma questa sarà un’altra storia…

Scuola e sviluppo umano nella sua più ampia accezione, educazione, alimentazione, agricoltura. Queste le parole chiave del progetto agricolo che il Progetto Integrato Hinda (PIH) sta portando avanti. Nei 22 villaggi locali coperti dal PIH sono previsti 22 Champs Ecoles Paysans (CEP), uno per villaggio. I CEP sono stati stabiliti nei villaggi e, avviati, si trovano oggi a diversi stadi di implementazione. Quelli di Kondi-Mbaka e Tchissakata sono oggi in produzione stagionale di frutta e verdura e sono stati selezionati per il progetto pilota che intende promuovere la qualità nutrizionale dell’alimentazione nelle mense scolastiche del PIH, introducendovi progressivamente frutta e verdura, ad oggi assenti dai menu scolastici, cariche di vitamine e nutrienti, ma anche sostenere i produttori agricoli dei CEP, come tappa importante di sviluppo locale.

Scuola e sviluppo umano nella sua più ampia accezione, educazione, alimentazione, agricoltura

La fase pilota di cui parliamo è iniziata nelle scorse settimane con le mense delle tre scuole di Loemé-Nangama, Makola e Tchitondi. Ben 240 kg di melanzane violette provenienti dal CEP di Kondi-Mbaka (di 9300 m2) hanno accompagnato il pesce salato, il pollo, il riso e i fagioli che rappresentano uno dei menu settimanali tradizionalmente serviti nelle 5 mense scolastiche del PIH. Il progetto, in partenariato con l’ONG International Partneship for Human Development (IPHD), che supporta anche le istituzioni locali su progetti analoghi) e la Direction Départementale de l’Enseignement Primaire, Secondaire et de l’Alphabétisation du Kouilou (DDEPSA-K), avrebbe presto accompagnato alle melanzane delle gustose e profumate banane raccolte direttamente dal CEP di un ettaro e mezzo di Tchissakata, nella sotto-prefettura di Tchiamba-Nzassi, immersa nelle profondità del rigoglioso e verdissimo Mayombe. Un colore verde smeraldo che si confonde con l’azzurro del cielo.

Più di mille allievi, fra bambini e bambine, hanno beneficiato del menu arricchito. Oltre a voler migliorare e integrare la dieta, con questo progetto ambizioso si vogliono supportare i produttori e l’economia locali, identificare buone pratiche agricole e trovare sinergie tra i vari settori del PIH, le comunità della zona e il CATREP, Centre d’Appui Technique et de Ressources Professionnelles, altra componente importante del progetto Hinda. Il CATREP, infatti, è un centro di produzione, ricerca e formazione del Ministero dell’Agricoltura che insiste su un terreno di 45 ettari. Ristrutturato da Eni negli edifici e nella dotazione di infrastrutture di base come un pozzo d’acqua potabile, il centro diventa un mattone angolare della casa progettuale. Oggi qui, su 3 ettari, Eni sta supportando il Ministero dell’Agricoltura nella piantagione di nuove sementi, perché, in autunno, vi sia una produzione integrativa di altra frutta e verdura non presente localmente (zucchine, melanzane, cavolo, carote, peperoni, cocomero e meloni). La produzione è biologica e il progetto include anche la realizzazione del quadro normativo relativo.

Nei vivai attuali lavorano 95 persone divise in 7 gruppi, 35 donne e 60 uomini, rigorosamente e disciplinatamente organizzati in 7 cooperative riconosciute e registrate presso il Ministero dell’Agricoltura. Un passo verso un’agricoltura moderna in grado di produrre reddito e impiego. Di portare un reale sviluppo umano nell’accezione di Amartya Sen a persone che stanno investendo mettendo il proprio lavoro per attendere la produzione di ottobre di cui la metà del ricavato andrò al gruppo. Verso il reddito e l’autonomia. Il tutto per arrivare, l’anno prossimo, all’integrazione del menu più completo in tutte le mense scolastiche del progetto. E, soprattutto, per ragionare sui futuri sbocchi sul mercato nati dalle capacità e dal loro miglioramento. Il progetto, infatti, prevede un’importante sinergia tra educazione e crescita economica locale. Potrebbe essere anche un pilota nel quadro generale del paese e un reale ed efficace modello per migliorare la nutrizione dei bambini ma anche per incentivare la produzione e l’economia locale. Lo scaling-up del modello da parte dei Ministeri dell’Educazione e dell’Agricoltura è il nostro vero obiettivo finale.
E mentre Medard aiuta un coltivatore a trasportare le melanzane dal campo di Kondi-Mbaka alla scuola, Nelcha fa entrare gli allievi nella mense e Abel serve in pasti.
E la storia continua…

Il percorso dal campo alla mensa…

Frutta e verdura, un lungo viaggio:
come raccoglierle, pesarle, trasportale, preparale, cucinarle, farle mangiare dagli allievi….

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informazioni sull'autore
Simonetta Sandri
Simonetta è nata a Ferrara e dopo gli ultimi anni a Mosca oggi lavora a Roma. In Eni dal 2003 come HSE Manager, ora si occupa di adattamento ai cambiamenti climatici e temi ambientali emergenti. Da sempre appassionata di scrittura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere ed è autrice del romanzo “Il Francobollo dell’Avenida Flores”. Coltiva la passione per la fotografia. Da Algeria, Mali, Libia e Russia, dove ha vissuto lavorando per Eni, ha tratto ispirazione.