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Quando l’energia è donna

 By Michelle Leslie

Nei consigli di amministrazione e nei centri amministrativi delle compagnie del settore energia di tutto il mondo manca sempre qualcosa: le donne. Che si tratti di aziende specializzate in energia pulita o di realtà tradizionali operanti nel settore energetico, le donne sono assai rare e rappresentano solo un lavoratore su quattro. In queste condizioni, non basterebbe una vita per raggiungere una reale parità di genere…

Il Natural Resources Canada (NRCan) e il MaRS hanno lanciato insieme il Women In Cleantech Challenge.
“L’idea è nata un paio di anni fa”, ha detto Tyler Hamilton, responsabile della partnership, Cleantech Practice, MaRS. “MaRS e NRCan partecipavano entrambe a un evento a San Francisco e quella è stata l’occasione per fare una piccola deviazione all’Università di Berkeley“.
Nel Campus dell’Università di Berkeley si trova il Cyclotron Road, un laboratorio nazionale che lavora a qualcosa di davvero innovativo. Lo scopo del progetto è portare la ricerca fuori dal campo teorico per farla entrare nel settore business, trasformando gli scienziati e gli ingegneri in imprenditori. Il Cyclotron Road è stato il seme che ha fatto germogliare l’idea del Women in Cleantech Challenge.
“L’obiettivo del Women in Cleantech Challenge è di incoraggiare le donne ad ambire a ruoli di leadership nel settore delle tecnologie pulite, superando i confini dei laboratori e dell’ambiente accademico”. Secondo Hamilton: “Si tratta di coltivare il lato imprenditoriale degli ingegneri e degli scienziati donna, per provare a risolvere alcuni dei più grandi problemi ambientali del mondo. Vogliamo aiutare le donne a sviluppare le loro idee innovative e a trasformarle in prodotti commerciali offrendole un ruolo decisivo nella costruzione e nella guida delle aziende del futuro”.
Nei prossimi 30 mesi, una rosa di sei finaliste avrà la possibilità di creare la propria azienda. Ognuna delle finaliste potrà contare sul supporto di un team di consulenti e di laboratori nazionali dedicati alla ricerca e sviluppo del prodotto. Queste imprenditrici in erba avranno inoltre accesso a un interessante network di opportunità e uno stipendio annuo di 115.000 dollari per coprire le spese di soggiorno e di viaggio consentendo così loro di dedicarsi a tempo pieno al progetto.

Il programma di borse di studio per le tecnologie imprenditoriali di Cyclotron Road consente agli scienziati di far progredire le tecnologie dure dalla fase concettuale alla realizzazione del primo prodotto

Le donne guadagnano meno

Impiegare un maggior numero di donne nel settore energetico è solo un tassello del puzzle. Per una reale parità di genere è necessario cambiare la cultura aziendale sia attraverso una maggiore presenza delle donne nei consigli di amministrazione e ai vertici dirigenziali, sia con programmi di mentorship per lo staff femminile. Sono tutti elementi che concorrono a ridurre le disuguaglianze uomo-donna che, tuttavia, rimane ancora profondo sotto l’aspetto della retribuzione.
I dati sono diversi in base al Paese e al settore di attività. A esempio, il Canada presenta un divario retributivo tra uomo e donna di circa il 20%, mentre in Italia è del 5%. Secondo un rapporto di PayScale del 2018, se un uomo guadagna 1 dollaro, la donna riceve solo 78 centesimi e, in tutti i settori, il percorso di carriera per le donne è sempre più modesto rispetto a quello dei colleghi uomini. Le donne sono visibilmente assenti dai vertici dirigenziali e la situazione peggiora in modo direttamente proporzionale all’età anagrafica.
“Di solito per lo stesso lavoro, le donne sono pagate meno dei loro colleghi uomini”, ha detto Anuradha Dugal, Direttore delle iniziative comunitarie del Canadian Women’s Foundation, “Il divario retributivo di genere è un indicatore ampiamente riconosciuto della condizione di eguaglianza economica delle donne. Il problema del salario minimo in Canada riguarda inoltre prevalentemente le donne in quanto sono loro a rappresentare il 70% dei dipendenti part-time e il 60% dei dipendenti con salario minimo.

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TCEP 2018 mette in evidenza alcuni dati interessanti sulla diversità di genere nel settore energetico (iea.org)

Investitori difficili da trovare

La disparità di genere è un problema complesso e stratificato, che cambia in base all’azienda, al settore di attività e persino a seconda del ruolo. La scarsa presenza femminile nelle posizioni dirigenziali è una delle concause di una differenza retributiva così profonda. Ma non finisce qui. Per le donne intenzionate a diventare imprenditrici, l’accesso ai finanziamenti è un percorso pieno di ostacoli.
Il Boston Consulting Group ha rilevato un divario di genere importante anche nel settore degli investimenti: le imprese al femminile ricevono meno della metà dei finanziamenti assegnati alle organizzazioni create da uomini. Questo succede nonostante le aziende di donne performino molto meglio, staccando i loro competitor maschili addirittura del 62%.

Partner alla pari

La grande ambizione del Women In Cleantech Challenge è quella di colmare il divario di genere attraverso il sostegno dell’imprenditoria femminile nel settore dell’energia pulita. Per il 2020 è già in cantiere il lancio della versione 2.0 del programma. MaRS si sta impegnando per ricevere un maggiore supporto dalle società private in modo da raggiungere l’obiettivo di una partecipazione al 50% tra realtà pubbliche e private. Programmi come la Women In Cleantech Challenge rappresentano un passo importante per il futuro di tutte le donne che attualmente lavorano o vogliono intraprendere una carriera nel settore energia.
“Dimostrare all’opinione pubblica quanto sia importante liberarsi da questa monocultura è una parte del progetto. L’espressione di punti di vista diversi, permette di individuare soluzioni differenti per lo stesso problema”, ha affermato Hamilton. La mancanza di diversità nel lungo periodo danneggerà le aziende mentre le realtà che sapranno coltivare la diversità come ricchezza avranno un rendimento migliore sul mercato azionario.
Sostenere progetti come il Women In Cleantech Challenge è solo uno dei tanti modi in cui i leader delle aziende energetiche possono contribuire a promuovere l’uguaglianza di chi lavora in questo settore.
Secondo Dugal: “Per creare ambienti di lavoro più equi e inclusivi il percorso è ancora lungo. Il primo step per i leader del settore è quello di garantire un’equa rappresentanza di donne e uomini a tutti i livelli di management, concretizzando la trasparenza retributiva e l’uguaglianza salariale, adottando politiche di congedo parentale e incoraggiando entrambi i genitori a beneficiarne”.
Nel frattempo, dal prossimo marzo, la parità di genere sarà il tema protagonista dell’International Women’s Day del prossimo marzo. Il pay off della campagna di quest’anno è #BalanceforBetter perché è chiaro che il successo futuro, all’interno e all’esterno del settore energetico, dipenderà dalla nostra capacità di colmare il divario uomo-donna, garantendo il giusto equilibrio.

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