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Tutti al mare!

 By Simonetta Sandri

Una campagna di pulizia delle spiagge, la sensibilità per l’ambiente che ci circonda, una casa comune dall’equilibrio delicato che ha bisogno di attenzioni. Il mare che, sullo sfondo, porta vento, pensieri e ricordi, trascina con sé anche molti detriti, quelli di un uomo che non si cura, che non guarda, che non (rac)coglie. Perché allora non organizzare una giornata, tutti insieme, che resti indimenticabile e indelebile nella mente dei più piccini? Eni Algeria lo ha fatto…

Le spiagge dell’Algeria sono magnifiche. Basti pensare a quella vicina al sito romano di Tipasa, la città, fondata dai Fenici e trasformata dall’imperatore Claudio, che si specchia, dall’alto di tre colline, nel blu profondo del nostro Mediterraneo comune. Ma non solo.

“In primavera, Tipasa è abitata dagli dei e gli dei parlano nel sole e nell’odore degli assenzi, nel mare corazzato d’argento, nel cielo d’un blu crudo, fra le rovine coperte di fiori e nelle grosse bolle di luce, fra i mucchi di pietre. In certe ore la campagna è nera di sole. Gli occhi tentano invano di cogliere qualcosa che non siano le gocce di luce e di colore che tremano sulle ciglia. Il voluminoso odore delle piante aromatiche raschia in gola e soffoca nella calura enorme. All’estremità del paesaggio, posso vedere a stento la massa scura dello Chenoua che ha la base fra le colline intorno al villaggio e si muove con ritmo deciso e pesante per andare ad accosciarsi nel mare”.  Albert Camus

Tutte le spiagge di questo Paese baciato dal sole e accarezzato dal vento sono uniche, spesso quasi inesplorate, luoghi dove le parole si confondono con le orme leggere dei gabbiani. Ma dove (e quando) l’uomo esplora spesso porta noncuranza e disattenzione, per usare termini “politically correct”. Come scrive Alessandro Baricco, mentre il tempo passa, il mare cancella, di notte, e la marea nasconde. Quella stessa marea che porta anche detriti, da lontano. Di solito alla fine dell’inverno. Complici le correnti.
Scegliere una spiaggia per abbracciarle tutte è quanto ha fatto Eni Algeria: ecco allora la giornata di pulizia di Sidi Fredj, ad Algeri, dove una “bella” azione si trasforma in un ricordo indelebile nella memoria. Tutti insieme, grandi e piccini, a rimuovere detriti e rifiuti dalla morbide e sinuose sabbie. Protagonisti principali i figli dei colleghi Eni, quella fascia d’umanità che rappresenta l’avvenire, la speranza di un futuro più giusto e attento. Oltre 100 persone, bambini inclusi, hanno passato un’intera giornata insieme, muniti di sacchi, guanti e palette per tirare a lucido un luogo di giochi, scherzi, risate e lunghe passeggiate. All’alba o al tramonto.

Fra i partecipanti anche rappresentanti dell’Association d’Entraide Populaire Familiale en Faveur des Handicapés Mentaux, con cui Eni Algeria collabora per il progetto “riciclo bottiglie d’acqua”, in una giornata conclusasi con una sessione plenaria di sensibilizzazione su “eco-cittadinanza” e “eco-gesti” a casa, al lavoro, a scuola e facendo la spesa. Il Comune, vedendo l’impegno di tante persone allegre, vocianti e sorridenti, oltre che entusiaste, ha mandato subito rinforzi, i frequentatori presenti della spiaggia hanno chiesto guanti e sacchi e si sono uniti, sono arrivati anche alcuni pescatori …
Il pic-nic organizzato per tutti, dopo ore di lavoro intenso e proficuo (sono stati raccolti oltre 4500 kg di rifiuti), ha rappresentato un bel momento di solidarietà, nel buon umore e senza barriere. Con un momento forte, intenso e toccante… il ritrovamento di una bottiglia con al suo interno un messaggio in arabo: una commovente preghiera per la moglie deceduta…
Da questa bella giornata ne è seguito anche il lancio di una campagna denominata “HSE for Youth” per sensibilizzare figli e nipoti dei colleghi Eni a temi ambientali e sociali attuali.
Con uno sguardo e un pensiero al Subbotnik russo, il sabato di maggio dedicato a iniziative di volontariato ambientale che trova le sue origini nel lontano 1919, nel deposito ferroviario della linea Mosca-Kazan, quando 15 lavoratori sacrificavano il loro sabato notte per riparare locomotive che sarebbero servite al Paese. Da quel momento, avrebbero deciso di continuare l’esperienza, con assidua regolarità. Era nato il primo Subbotnik o sabato comunista. La parola rappresenta la combinazione dei vocaboli Subbota (sabato) e Nik (giorno di lavoro volontario, non pagato, per il bene della società). Un momento importante di coscienza collettiva. Un forte senso civico nei confronti di un bene pubblico utilizzato dagli stessi volontari e dalle loro famiglie oltre che da tutti i cittadini. Un noi affascinante. In Russia, come in Algeria. Come altrove; succede ormai in tanti Paesi.

Verso il prossimo appuntamento, per Eni Algeria: la sicurezza stradale.

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informazioni sull'autore
Simonetta Sandri
Simonetta è nata a Ferrara e dopo gli ultimi anni a Mosca oggi lavora a Roma. In Eni dal 2003 come HSE Manager, ora si occupa di adattamento ai cambiamenti climatici e temi ambientali emergenti. Da sempre appassionata di scrittura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere ed è autrice del romanzo “Il Francobollo dell’Avenida Flores”. Coltiva la passione per la fotografia. Da Algeria, Mali, Libia e Russia, dove ha vissuto lavorando per Eni, ha tratto ispirazione.