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La mentalità vincente

 By Veronica Guin

Eni considera lo sport uno straordinario veicolo di educazione per formare i giovani, i cittadini di domani, promuovendo l’aggregazione, il rispetto per il prossimo, dell’ambiente e delle regole. Eni è top sponsor delle 17 squadre nazionali della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) fino al 2018, anche delle Nazionali femminili…

Nel 2017, non esistono praticamente più “cose da maschi” e “cose da femmina” dove con “cose” si intendono lavori, sport, giochi e molto altro ancora. Sono infatti sempre di più le aziende che, come Eni, hanno deciso di supportare e organizzare iniziative rivolte alle giovani donne che hanno come obiettivo quello di testimoniare che non ci sono differenze tra “professioni per uomini” e “professioni per donne”. Iniziative come Girls in Motion, Inspiring Girls e Think About Tomorrow, sostenute da Eni e in cui l’azienda crede fortemente. È ormai dimostrato che le donne portano valore aggiunto a molte professioni fino a poco tempo fa considerate prerogative del genere maschile: sono più precise, multitasking, hanno soft skills diverse dei colleghi maschi e il connubio delle qualità di entrambi i sessi è spesso sinonimo di successo.
Come in azienda, anche lo sport, ha subito una vera e propria “rivoluzione rosa”: basta pensare alle atlete che, negli ultimi anni, sono diventate delle vere e proprie icone, sia per meriti sportivi che per il loro carisma: dalla positività di Bebe Vio alla caparbietà di Federica Pellegrini, da Carlotta Ferlito, vera e propria style icon delle ragazzine, a Rossella Flamingo, argento nella Spada a Rio 2016.
Una rivoluzione che tocca anche il calcio italiano, nel lontano e movimentato 1968. La storia della nostra Nazionale di Calcio femminile risale al 23 febbraio di quell’anno quando disputa, a Viareggio, la sua prima partita contro la Cecoslovacchia. Poco dopo, l’11 marzo, si festeggia la nascita della Federazione Italiana Calcio Femminile, ma è solo nel 1970 che nasce la vera Serie A femminile. Il primo campionato del mondo di calcio femminile si è svolto in Cina nel 1988, vinto dalla Norvegia.
Nel calcio italiano femminile non esiste modello di riferimento migliore di Patrizia Panico, leggenda del calcio femminile italiano: più di 100 gol in Nazionale e assistente tecnico della Nazionale Italiana Under 16, è la prima donna ad allenare una squadra di calcio maschile italiana. Ha esordito in Nazionale nel 1996 contro il Portogallo, segnando in rete dopo solo cinque minuti dall’inizio della partita. Ha vinto quattordici volte il titolo di capocannoniere della Serie A femminile, in aggiunta al titolo di capocannoniere nella Champions League femminile 2007-2008. Con rispettivamente 196 presenze e 107 reti detiene sia il record di presenze in Nazionale Italiana, sia quello di migliore marcatrice della squadra. Con la maglia azzurra ha vinto l’argento agli Europei del 1997 e preso parte alla fase finale del Campionato Mondiale 1999. Un cv di tutto rispetto a cui i veri appassionati di calcio non possono che inchinarsi.
Anche all’estero, dove il calcio femminile è spesso più pubblicizzato, il suo posto sulla panchina di una squadra maschile ha suscitato molto scalpore: l’Italia, da sempre considerata la patria del calcio maschilista, è stata il primo paese al mondo ad avere una donna allenatrice di una Nazionale maschile. Un bel traguardo, no?

Patrizia Panico, Foto pubblicata sull’inserto Squadra Italia del numero di agosto – settembre della Rivista Undici. L’inserto è realizzato da Undici in collaborazione con Eni e FIGC (Claudia Ferri)

Nonostante sia meno sotto i riflettori di quella maschile, anche la Nazionale femminile sta correndo la sua corsa verso i Mondiali (quelli femminili si svolgeranno in Francia nel 2019). Con all’attivo tre vittorie, nove punti, nove goal fatti e zero subiti nelle prime tre partite ci sono tutte le carte in regola per pensare che la Nazionale A Femminile possa accedere al Mondiale.
Un traguardo, quello dei Mondiali, che le atlete azzurre non vedono dal 1999, anno della Coppa del Mondo di calcio femminile. La finale Stati Uniti – Cina del 10 luglio 1999, a Pasadena, segnò un vero e proprio punto di rottura nella storia del calcio femminile: con più di 90.000 spettatori fu l’evento di calcio femminile più seguito della storia. Ma non solo. Durante quella partita venne scattata una foto destinata a passare alla storia: Brandi Chastain segna il rigore decisivo ed esulta togliendosi la maglia. Un gesto fino a quel momento considerato prerogativa del calcio maschile che può significare solo una cosa: parità di genere, sul campo da calcio e fuori.

Pasadena, 1999. Brandi Chastain segna il rigore decisivo durante la finale del Mondiale tra Stati Uniti e Cina

A riprova dell’importanza che il calcio femminile sta acquisendo, lo scorso 19 ottobre, la giocatrice Elena Linari, classe 1994 e difensore della Nazionale Femminile e della Fiorentina, è stata premiata in Campidoglio con l’“Italian Values Award”, il riconoscimento ufficiale per l’Italia del “World Values Award” conferito a personaggi del mondo dello Sport, della Cultura, dello Spettacolo e della società civile che si sono contraddistinti, attraverso un risultato, un gesto o un traguardo, per la capacità di rappresentare un valore umano e veicolare messaggi utili alla crescita personale. Nonostante la sua giovane età, Elena si è già fatta conoscere per aver trascinato la Fiorentina al doppio scudetto di Campionato e Coppa Italia ed è una delle colonne portanti della Nazionale Femminile. Il suo talento e la sua tenacia l’hanno resa un simbolo della lotta contro i pregiudizi di genere che spesso scoraggiano le ragazze a praticare questo sport. Perché il calcio non fa distinzione tra maschi e femmine.

Forza Azzurre!

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Veronica Guin
Dalla mamma ho ereditato la passione per i viaggi e le lingue straniere, da papà quella per la montagna e la musica rock. Mi piace leggere