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Storia di un gestore di frontiera

 By Giancarlo Strocchia

Quella di Erwin Insam, che gestisce una Eni station sulla SS242 della Val Gardena, a 1.300 metri, è la storia di una conduzione familiare che si perpetua negli anni. Oggi il suo impianto è un luogo dove, all’occorrenza, è possibile ricevere informazioni utili per vivere un soggiorno sicuro in montagna, oltre ad un gustoso strudel fatto in casa

Il punto vendita di Ortisei si trova sulla statale SS242, inserito in una suggestiva vallata a 1234 metri, tra le pendici del monte Rascesa e il pendio boschivo del famoso altopiano di Siusi.

“Dal ’92, e fino a qualche anno fa, gestivo con mia moglie e mio padre l’impianto Agip di Selva di Val Gardena. Oggi tutta la mia famiglia è impegnata qui, sull’impianto Eni di Ortisei”. Trapela tutto l’orgoglio di una vita votata, in qualche modo, al servizio di erogazione di carburante dalle parole di Erwin Insam, che con fatica, in questo frangente di inizio estate, si sofferma per una
parentesi di conversazione, visto il flusso ininterrotto di auto che reclamano il pieno per proseguire sui percorsi di vacanza. “La nostra è una classica impresa familiare. Mia moglie si occupa della contabilità. Diego e Maicol, 21 e 24 anni, sono i miei figli e collaboratori. Il primo fa il meccanico e l’altro il pasticciere e, quando ha un po’ più di tempo, fa gli strudel da offrire ai clienti. D’estate i ragazzi sono sempre venuti a dare una mano, già da quando avevano 8-10 anni”, racconta Erwin. “Prima gestivamo un impianto più piccolo. Poi, l’anno scorso, Eni mi ha concesso la possibilità di gestire un impianto più grande e meglio attrezzato del precedente accordandomi la sua fiducia. I ragazzi non vedevano l’ora di lavorarci. Non gli ho mai detto ‘dovete venire’, è stata una loro libera scelta.”

Nella stazione di servizio non solo ci si rifornisce di carburante, ma ci si può concedere una pausa per riprendere fiato e energia. “Guardi, il nostro è un impianto molto esteso, circa 3000 metri quadri, con due distributori di metano, 4 erogatori di Iperself e 14 di Più servito. Distribuiamo poco più di 3 milioni di litri di carburante all’anno, concentrati tra i mesi estivi e quelli invernali, dove il passaggio turistico è maggiore. Questa connotazione attribuisce al nostro impianto un valore in più. Siamo un punto di riferimento dove, chi viene per il pieno, approfitta per raccogliere informazioni su percorsi di montagna, trekking e escursioni. Noi ci intratteniamo volentieri con i clienti, nei limiti del possibile, visto il grande via vai di auto. Anche nei momenti più impegnativi non facciamo mai mancare comunque il saluto e la cortesia di un’informazione in più o un suggerimento su luoghi da visitare o posti dove
soggiornare.

La famiglia

Il gestore Erwin Insam e la moglie Michaela si occupano della parte amministrativa e del bar, i figli Diego e Maicol gestiscono il piazzale.

Un “portafoglio clienti” eterogeneo, analogamente alla provenienza e alle mete degli automobilisti che transitano sull’importante arteria che solca le montagne del Trentino. “Oggi posso dire che per un 50 percento si tratta di turisti e per la restante metà accogliamo gente del posto. Qui tra di noi ci si conosce bene e venire a fare il pieno significa anche poter scambiare quattro chiacchiere con persone amiche. E poi non è da trascurare la prerogativa del metano. Abbiamo molti clienti dalla Val di Fassa e Val di Fiemme, fino a Trento, che vengono da noi per questo. Senza esagerare, potrei dire che il telefono squilla anche fino a 40 volte al
giorno; sono clienti delle vallate vicine che vogliono informarsi sull’erogazione di metano e sugli orari di attività dell’impianto, venendo appositamente per questo motivo.”

Un’attività frenetica, quindi, che ogni tanto prevede anche dei fuoriprogramma… “Noi operiamo letteralmente sulla strada, e può succedere di tutto. Come quella volta in cui, qualche anno fa, un tir ha subito il blocco del motore proprio davanti al nostro impianto, e devo dire fortunatamente. Il mezzo ha fatto una frenata di oltre 6 metri e subito dopo ho visto il fumo che fuoriusciva dalla cabina di guida. Sono intervenuto immediatamente con gli estintori, quando l’autista stava per perdere i sensi. L’ho portato fuori dall’abitacolo e l’ho aiutato a riprendersi facendolo sedere vicino all’impianto, dopo aver spento il fuoco che stava per avvolgere il tir. Questo è forse l’episodio più eclatante, ma normalmente succede che molte persone, magari reduci da passeggiate ad alta quota, scendano qui, a 1.200 metri, repentinamente, e abbiano magari problemi di respirazione. Non di rado mi è capitato di “soccorrere” anche solo con un bicchiere d’acqua clienti in preda a crisi da mancanza di ossigeno.”

Il Cane a sei zampe, anche in montagna, si districa con successo. “Nel corso del tempo ho potuto riscontrare quanto il marchio di Eni sia riconoscibile e apprezzato da molti turisti stranieri, soprattutto per la qualità del prodotto. Posso dire che il marchio, su tedeschi o
olandesi, fa lo stesso effetto che farebbe vedere una bella bionda, ovviamente per una clientela maschile. Una sorta di attrazione fatale.” “Anche qui la crisi ha inflitto i suoi colpi”, racconta Erwin anche se, paradossalmente, non sono mancati alcuni risvolti vantaggiosi. “Abbiamo comunque riscontrato un incremento. E la spiegazione è semplice: i turisti, invece che fermarsi due settimane, soggiornano solo tre o quattro giorni, dal sabato al martedì. In una settimana ci sono almeno due avvicendamenti e, di conseguenza, noi vendiamo più carburante. Prima si prenotava di settimana in settimana, ora non è più così. I soldi scarseggiano e le ferie si accorciano. Però, alla fine, la gente parte lo stesso, anche per pochi giorni, e magari ritorna a settembre. E quindi il traffico, per noi,
aumenta.”

Un impianto, una storia

La classe della scuola materna di Maicol in visita all’impianto di famiglia quando era ancora Agip. I fratelli Insam hanno calcato l’asfalto del piazzale sin dall’età di 8-10 anni.

“Qui, come altrove, fidelizzare il cliente significa, prima di tutto. Gentilezza e cortesia prima di tutto – rimarca Erwin – rivolgere sempre il buongiorno, con un sorriso. Soprattutto le persone di una certa età hanno piacere di parlare un po’. Poi, come le dicevo, essendo un luogo di montagna le persone ci chiedono informazioni stradali. Un impianto come questo, anche per la collocazione che ha, diventa inevitabilmente un punto di riferimento. Se un turista viene da Torino ed è in difficoltà io gli do volentieri tutte le informazioni, dalla mappa dei luoghi ad un medico per una urgenza. Dico sempre che al posto di pagare noi i contributi all’ente per la
promozione turistica, dovrebbero essere loro a sostenere noi.”

informazioni sull'autore
Giancarlo Strocchia
Giornalista professionista, ha iniziato il percorso professionale prima presso alcune testate radiofoniche passando successivamente alla Tv e alla carta stampata (La Voce di Montanelli, Euronews, Rai Format). Ha collaborato per oltre un anno con il Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite a New York e si è occupato di comunicazione aziendale e CSR. Oggi collabora stabilmente con la testata Oil e il portale Abo.net