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La fabbrica del sale

 By Francesca Chemollo

Vicino Cagliari, in uno dei luoghi più suggestivi che Eni abbia ereditato ex lege dalla Sir di Nino Rovelli, a partire dagli anni Venti l’ingegner Luigi Conti Vecchi ebbe la geniale idea di impiantare, dove già i romani lo estraevano, una moderna “fabbrica del sale”. Un progetto poi implementato tra le due guerre dal figlio Guido, che costruì un innovativo welfare aziendale fatto di alloggi per i lavoratori, campi da tennis, infermeria, asilo e scuola per i figli di operai e impiegati. Dopo i fasti passati, qualche settimana fa la gloriosa Ing. Luigi Conti Vecchi, Syndial e Fai hanno deciso di collaborare per la valorizzazione storica e ambientale delle saline: da una parte la riqualificazione industriale con la costruzione di un nuovo impianto di lavaggio, essiccamento e confezionamento di sale alimentare; dall’altra l’affidamento al Fondo Ambiente Italiano di un contributo decennale per lo sviluppo di un piano di riqualificazione della salina…

La meraviglia dei fenicotteri

Colline di un bianco cangiante, sullo sfondo sfumature dal turchese, all’azzurro, al blu cobalto del mare che sconfina nel cielo. Qui vi abitano oltre 35 mila esemplari di uccelli acquatici di cinquanta specie diverse, qui nidificano i fenicotteri, che tra praterie di salicornia e argini sapientemente curati da un secolo a oggi, trovano abbondanza di Artemia salina, i gamberetti rosa grazie ai quali le loro piume acquisiscono il colore del sole al tramonto.

Siamo a ovest di Cagliari, alle Saline Ing. Luigi Conti Vecchi, uno dei luoghi più suggestivi che Eni abbia ereditato ex lege dalla Sir di Nino Rovelli, negli anni Ottanta. Qui i Fenici fondarono la città di Cagliari e il sale si estraeva già in epoca romana.

Le Saline di oggi non sono molto diverse da quelle progettate dall’ing. Luigi Conti Vecchi, direttore generale delle Ferrovie Reali in Sardegna. Finita la Prima Guerra Mondiale con i gradi di generale guadagnati sul campo, l’ing. Conti Vecchi elaborò un progetto per la bonifica dell’area che nel 1892 era stata devastata da una grave alluvione: bonificare lo stagno di Santa Gilla, paludoso per natura, impiantandovi una salina, ovvero un’attività industriale capace di valorizzare in chiave produttiva un contesto naturalistico altrimenti depresso. Nel 1921 ebbe in concessione le aree demaniali e neanche dieci anni dopo la salina era in funzione, con moderni impianti di produzione di sale, industriale e alimentare, e un annesso villaggio residenziale per dirigenti e operai che arrivò a ospitare, nei tempi d’oro, fino a 500 persone, dotato di asilo, scuola, ufficio telegrafico, infermeria e dopolavoro.

Raccolta del sale in cumuletti

Oggi il villaggio degli operai non esiste più, gli alloggi erano realizzati in “ladiri”, ovvero in terra cruda, e alla terra sono ritornati. Hanno resistito le palazzine in cui vivevano i Conti Vecchi e gli impiegati e un edificio a due piani all’entrata della salina.

Hanno resistito anche le colline candide, che si stagliano sulle altezze delle gru del porto di Cagliari da una parte, sulle pale eoliche e sulle ciminiere dell’area industriale di Macchiareddu dall’altra. Ma senza contrasti, né contraddizioni: il sale, o cloruro di sodio, è materia prima di numerosi prodotti chimici di uso comune, come il cloro o la soda. La produzione è di circa 350 mila tonnellate l’anno, l’area tra bacini evaporanti e caselle salinanti è di 2700 ettari e la raccolta è perlopiù meccanizzata, unica eccezione il pregiato ‘fior di sale’ che viene raccolto a mano, e avviene tra la metà di settembre e gli inizi di novembre.

L'insaccamento del solfato di magnesio puro. Sotto, invece, l'impianto di raffinazione del sale

È un connubio, quello tra industria e natura, che è ora protagonista di un progetto unico: da una parte la riqualificazione industriale – in cui Eni Syndial e Ing. Luigi Conti Vecchi hanno investito 60 milioni di euro, e dove vi lavorano oltre 300 persone tra lavoratori diretti e di imprese – con la costruzione di un nuovo impianto di lavaggio, essiccamento e confezionamento di sale alimentare, dall’altra l’affidamento al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, di un contributo decennale per lo sviluppo di un piano di riqualificazione della Salina. È la prima esperienza di promozione culturale di un sito industriale produttivo: l’unicum perfettamente integrato di saline e impianti industriali si arricchirà pertanto di un elemento in più, quello naturalistico e turistico, con benefici sul piano economico e ambientale.

La riqualificazione degli impianti industriali della Ing. Conti Vecchi S.p.A. (società controllata da Syndial, che a sua volta è controllata da Eni), avviate nel 2013, ha consentito di confermare la storica attività legata alle produzioni chimiche nell’area di Macchiareddu, che dal golfo di Cagliari smista i prodotti a Porto Marghera, Priolo, Napoli e Livorno e di entrare anche nel mercato del sale alimentare, ad alto valore aggiunto.

Il fascino senza tempo delle saline Conti Vecchi

La partnership decennale Eni-FAI permetterà di valorizzare la meravigliosa oasi naturalistica e di aprirla al pubblico per dieci mesi l’anno. Il FAI, grazie al contributo Eni per le ristrutturazioni e per la gestione del sito, restaurerà gli immobili storici della Salina, realizzerà una pista ciclabile e un collegamento mediante trenino elettrico che consentirà di visitare, da marzo 2017, l’oasi naturalistica delle Saline Conti Vecchi. Ampio spazio sarà dedicato al racconto del sito, della sua storia e delle sue plurime valenze, anche attraverso tecnologie innovative e multimediali; verranno realizzati inoltre laboratori didattici dedicate agli istituti scolastici, un centro di documentazione permanente sulla storia delle Saline e una grande sala polifunzionale. Spazi e percorsi per narrare un luogo speciale, in cui l’opera della natura e dell’uomo hanno saputo integrarsi nel corso del tempo con armonia e utilità.

informazioni sull'autore
Francesca Chemollo
Giornalista, dal 2007 lavora all'ufficio stampa Eni