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Aspettando Maker Faire (secondo tempo)

 By Gabriella Galloro

In un tempo in cui si parla di mondo interconnesso, in cui vengono pianificate vacanze su Marte per la modica cifra di 200 mila dollari, quasi un miliardo di persone non ha accesso a un bene fondamentale come l’acqua. Nel sud del mondo le ragazze si alzano ancora la mattina e come primo compito vanno al pozzo più vicino per rifornirsi di acqua…

Eni, nel suo operare integra i principi e gli obiettivi di sostenibilità nelle strategie aziendali, credendo fortemente che l’accesso all’energia è fondamentale per la crescita economica e sociale per i paesi in via di sviluppo. Ed è su questo paradigma che si sono concentrati i Maker di Eni che alla prossima Maker Faire di Roma presenteranno un interessante progetto di Digital earth, scopriamolo insieme!

Strumenti di misura per l’analisi dell’acqua, sul campo o in laboratorio, oggi in commercio ce ne sono parecchi. La vera sfida per i nostri makers (ammettiamolo, ormai ci siamo affezionati) era trovare una tecnologia sostenibile e a basso costo, corredata di sensori disponibili e, dettaglio non di poco conto, facilmente reperibile.

Valter Fostini, Fabian De Fusco, Francesco Covelli, Daniela Lo Vullo, Fulvio Di Domizio, Emanuele Banfi, Nicola Fiore, Carlo Volpones e Maurizio Pedercini si definiscono Makers della sostenibilità. Nello sviluppare la loro idea sono partiti mettendosi nei panni dell’altro, dall’assunto che anche con piccoli investimenti si possono ottenere grandi risultati.

Al lavoro sulla Digital Earth

E quale risultato migliore, quello di garantire la possibilità di un monitoraggio costante, giornaliero, dei principali parametri critici dell’acqua come il pH, temperatura e conducibilità elettrica? Abbandonando, quindi, il più usato metodo “a campione”, il sistema proposto è composto da alcuni sensori che rilevano lo stato dell’acqua mandando i dati a un sistema centrale che restituisce un output immediato all’operatore. In più i dati i dati vengono trasmessi alla centrale operativa che cataloga i risultati per i singoli pozzi.

Un progetto che già così sembra un grande risultato, è solo un piccolo germoglio, perché i sensori possono essere modificati a seconda delle realtà locali e il sistema, grazie alla sua semplicità di lettura dei dati, può essere facilmente usato sul campo.

Anche questa volta il fare squadra e portare dentro al gruppo una parte di sé è stato fondamentale. C’è, infatti, chi ha messo a fattor comune la conoscenza di cosa significhi sostenibilità in Eni, perché vivendo a Gela l’ha vissuta, e chi ha portato con sé la voglia di creare qualcosa di utile, appresa durante l’infanzia quando aiutava il padre in falegnameria. C’è chi è abituato all’ “impossibile” perché attorniato da nipoti che chiedono di far rivivere oggetti tecnologici ormai in disuso e chi, sin da piccolo, non resiste alla tentazione di smontare gli oggetti per capire “come sono fatti”.

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Ed eccoci qui, alla fine del nostro viaggio! Vi abbiamo parlato di come la tecnologia potrebbe cambiare la vita tra le mura domestiche con prese intelligenti in una casa che si modifica a seconda delle abitudini degli occupanti; ci avete accompagnato alla scoperta di una tecnologia a basso costo che garantisce una sempre più accurata sicurezza dei lavoratori e, infine, siete venuti con noi a controllare lo stato dell’acqua nelle zone più povere del mondo.

Adesso non vi resta altro da fare che andare a conoscere le persone che hanno lavorato attivamente su questi progetti, per parlare con loro e per lasciarvi stupire da quello che hanno realizzato nello spazio a loro dedicato. Quindi non perdetevi l’appuntamento con la Maker Faire di Roma!

informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.