Sparks

La foresta incantata

 By Erin Biba

La domanda di biodiesel nel mondo sta aumentando in modo significativo e una delle forme più innovative per produrlo proviene dalla raccolta dei materiali di scarto dell’industria della lavorazione del legno. Proprio così, l’ultimissima innovazione nel biodiesel viene dagli alberi. Erin Biba racconta le startup più innovative del settore, dalla Svezia alla Finlandia, come funziona il ciclo produttivo e i primi test sulle auto

La domanda di biodiesel nel mondo sta aumentando in modo significativo. In Europa, in particolare, le normative che prevedono che i distributori di carburante sostituiscano una parte dei loro prodotti con biocarburanti e la conseguente diminuzione delle tasse per chi vi si adegua hanno spinto molte compagnie a cercare nuovi modi per produrre carburanti da risorse naturali. Una delle forme più innovative per produrre biodiesel proviene dalla raccolta dei materiali di scarto dell’industria della lavorazione del legno. Proprio così, l’ultimissima innovazione nel biodiesel viene dagli alberi. La SunPine , società con sede in Svezia, è una delle aziende che attualmente usa tall oil derivato dagli alberi per produrre biodiesel. Il tall oil è un sottoprodotto della lavorazione del legno: quando alberi come pini, abeti o betulle vengono ridotti in polpa nelle cartiere, il legno disintegrandosi produce una sostanza resinosa chiamata stearato di calcio, che diventa una buona base per il biodiesel. Dopo che tale sostanza è stata lavata e acidificata si trasforma in tall oil, che viene poi mischiato a biometanolo e acido solforico: un processo chiamato esterificazione (esterification) che converte l’olio in diesel grezzo, successivamente portato ad una raffineria per la lavorazione finale. Circa il 65 – 75% di olio raffinato può essere estratto dalla base greggia. La restante parte, chiamata pece, è un’altra risorsa rinnovabile che ritorna agli originari stabilimenti per la lavorazione del legno insieme ad altri sottoprodotti. La produzione di greggio nel nuovo impianto (new facility) della SunPine è incominciata nella primavera del 2010.

La storia del BioVerno diesel

Anche la UPM Biofuels, con sede in Finlandia, estrae diesel dal tall oil. UPM raccoglie l’olio, noto con il nome di BioVerno, dagli stabilimenti per il trattamento del legno e promuove la coltivazione sostenibile di alberi, usando solo alberi provenienti da fonti legali e tracciabili, e più del 50% dei suoi materiali grezzi nasce in Finlandia (Finland). Il carburante che ne deriva può essere usato in qualunque motore a diesel, e difatti l’azienda ha completato test accurati su veicoli. Dal 2013 al 2014, la UPM ha portato a termine test su una flotta di auto (fleet test) con una miscela di 20% di BioVerno e 80% di diesel fossile con 4 automobili che hanno percorso 20.000 km ciascuna. Usando carburante prodotto dal tall oil il consumo di carburante e le emissioni di gas sono risultati uguali a quando si usa diesel tradizionale; i motori delle auto funzionanti con questa nuova forma di carburante, poi, si sono comportati normalmente. Inoltre, UPM sostiene che il biodiesel riduce le emissioni di gas ad effetto serra dell’80% rispetto ai diesel tradizionali.

Nel 2015 la UPM ha aperto a Lappeenranta in Finlandia (Lappeenranta, Finland) la sua prima raffineria di carburante a partire dal legno. Con un costo complessivo di costruzione 195 milioni di dollari, la raffineria produrrà circa 120 milioni di litri di BioVerno all’anno. Un contratto con la North European Oil Trade garantisce che venga  fatto buon uso del diesel prodotto, specialmente se si considera che la Finlandia esige che tutti i suoi distributori di carburante raggiungano l’obiettivo del 20% di biocarburante entro il 2020 (20 percent biofuel target by 2020). BioVerno aiuterà il paese a raggiungere il 25% di tale obiettivo.

informazioni sull'autore
Erin Biba