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Al CaterRaduno di Senigallia, con energia!

 By Luca Longo

Anche quest’anno Eni ha partecipato con una propria installazione al CaterRaduno di Senigallia, per raccontare le energie rinnovabili e l’impegno per un futuro low carbon. I numerosi visitatori sono stati accolti da oggetti stranissimi: palazzi colorati, impianti misteriosi, specchi mobili e una strana jungla di piante…

Sul palco davanti alla spiaggia di Senigallia si esibiscono gli artisti di Caterpillar in diretta su Rai Radio 2. E proprio da lì parte una passerella che sale sull’Adriatico ed arriva alla Rotonda a Mare, costruita proprio sull’acqua. Eni gioca in casa, perché ha una certa familiarità con le piattaforme costruite in mezzo all’Adriatico… Ma qui non si estrae petrolio e gas per muovere e scaldare il Paese. I combustibili fossili stavolta devono cedere il passo alle energie del futuro e al recupero ambientale. Salendo sulla passerella che parte dagli ombrelloni, i visitatori possono scoprire le nuove frontiere della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Dentro la conchiglia della Rotonda a Mare vengono accolti da oggetti stranissimi: palazzi colorati, impianti misteriosi, specchi mobili e una strana jungla di piante.

All'interno della Rotonda a mare, Eni ha raccontato le energie del futuro

Sono i modelli che permettono a tre scienziati del Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara di mostrare ai visitatori le nuove frontiere della ricerca Eni. L’anno scorso, proprio qui, i Pannelli Fotovoltaici Organici (OPV) ed i Concentratori Solari Luminescenti (LSC) avevano sbalordito i turisti che – per la prima volta al mondo – potevano osservare inchiostri stampati su sottili pellicole di plastica flessibile (gli OPV) e lastre colorate trasparenti (gli LSC) che producevano energia elettrica come per magia alimentando ventole ed illuminando modelli di appartamenti. Oggi la combinazione di queste due stesse tecnologie ha permesso di realizzare a Novara ed a San Donato Milanese i primi prototipi di Building Integrated PhotoVoltaics (BIPV) un parolone per indicare che presto i moduli fotovoltaici non saranno più montati su tralicci disposti sul tetto delle case ma saranno parte stessa degli edifici, dei muri, dei tetti e addirittura delle finestre. E diventeranno anche serre per le piante e barriere antirumore stradali e ferroviarie come testimoniano i modelli mostrati all’ingresso della Rotonda.

Ma siamo solo all’inizio. Poco più in là, un brillante specchio parabolico mostra la nuova tecnologia Concentrated Solar Power (CSP, i ricercatori amano le sigle complicate ma non bisogna lasciarsi impressionare…). Eni ha risolto i tre principali problemi che rendevano inefficiente questa tecnologia sviluppata già negli anni ‘90. Hanno sostituito i pesanti specchi di vetro metallizzato con leggerissime pellicole di plastica altamente riflettente, il fluido termovettore con una combinazione di sali sviluppata apposta perché non si solidifichino di notte o quando non batte il Sole, e infine un nuovo tubo ricevitore piazzato nel fuoco delle parabole in grado di assorbire il 95% della radiazione solare e di riemetterne solo il 7% alla temperatura di lavoro di 400 gradi. Il primo impianto, che arriverà a 5 Mw, sarà costruito ad Assemini.

Numerosi i visitatori che nelle giornate dell'evento hanno affollato lo spazio Eni

Proseguendo il giro, un modello di impianto animato mostra un miracolo tecnologico: sempre all’Eni di Novara sono riusciti a catturare l’essenza del processo naturale che ha portato microorganismi, piante ed animali del Periodo Carbonifero a trasformarsi in carbone, petrolio e gas. L’impianto in costruzione a Gela sulla base dell’impianto pilota già in funzione a Novara raccoglierà la frazione umida dei rifiuti solidi urbani (per capirci: il cassonetto dell’ “umido”) e per trasformarla in olio combustibile che può essere facilmente raffinato e diventare diesel da mettere nelle nostre auto. Insomma: come natura crea, ma molto più in fretta.

Più in là, un modo rivoluzionario per bonificare i terreni contaminati in fase di realizzazione a Priolo: invece di scavare la terra inquinata provocando un sacco di polvere e riempire le discariche, sempre al Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente hanno inventato tecniche di fitorimedio avanzato. Si individuano i metalli o le sostanze organiche che inquinano il terreno e si ripulisce tutto senza spostare terra grazie a una combinazione di piante autoctone appositamente selezionate e di speciali microorganismi che, versati sulle piante, si insediano sulle radici e aiutano le piante a crescere e a fare il loro mestiere di efficientissimi spazzini ecologici.

Ma non è finita qui: attorno alla ricerca ed alla tecnologia Eni, i ragazzi di Fosforo: stimolano i ragazzi con giochi intelligenti, a volte intelligentissimi: dalla realizzazione di circuiti elettronici partendo da pasta di sale e pasta di zucchero, allo studio dei tempi di degradazione dei rifiuti più comuni. Dalla costruzione di modelli geometrici tridimensionali a robot writers che zampettano disegnando per terra spinti dall’energia solare. E sul tetto? Dopo il CaterAperitivo offerto dall’Eni, si sale sopra la cupola a conchiglia della Rotonda per CaterStelle! Qui si sono appollaiati gli astrofili di dell’Associazione Senigalliese di Astronomia armati fino ai denti di telescopi riflettori e rifrattori, che, con l’aiuto di spade laser mostrano ai turisti le stelle e i pianeti. E adesso? Chi ha voglia di ripercorrere la passerella e di ritornare sulla Terra?

Un breve video per raccontarvi i giorni intensi dell'evento

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informazioni sull'autore
Luca Longo
Chimico industriale specializzato in chimica teorica. Si occupa di calcolo scientifico da 30 anni. Lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia. In tutto quello che fa, ama andare fino in fondo.