Sparks About Gas

Un cielo azzurro per il dragone rosso

 By Robin Wylie
About gas

Le nubi di aria inquinata che ricoprono le città industriali cinese stanno uccidendo milioni di persone. Nel tentativo di pulire l’aria del paese, il governo sta implementando un piano di rapido passaggio dal carbone al gas naturale…

Il problema dello smog in Cina ha raggiunto proporzioni epidemiche. Il cuore industriale del paese nel nord e nel nord-est presenta i più elevati livelli di inquinamento dell’aria al mondo; alcune città fanno segnare livelli di PM 2,5, un inquinante atmosferico, quasi 50 volte superiori al limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La stessa OMS stima che in tutta la Cina 1,1 milioni di persone muoia prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico.

È tempo di agire

Questa colossale crisi sanitaria pubblica ha obbligato il governo cinese ad agire, e il gas naturale rappresenta una chiave di volta della soluzione adottata.
Nel 2017, per combattere la crisi dello smog nella Cina settentrionale, il Primo Ministro Xi Jinping — che si è impegnato ad usare il “pugno di ferro” contro l’inquinamento dell’aria — ha implementato una ambiziosa riforma energetica che obbliga gli impianti industriali e oltre 4 milioni di abitazioni a passare da sistemi di riscaldamento alimentati a carbone a sistemi che utilizzano gas naturale (che bruciando non produce praticamente nessuna delle particelle inquinanti presenti nel fumo di carbone) o energie rinnovabili.
Il piano è dedicato a 28 fra le maggiori città cinese nelle provincie di Hebei, Shandong, Henan e Shanxi, comprese le megalopoli di Beijing e Tianjin, e mira a sostituire oltre 150 milioni di tonnellate di carbone entro il 2021, in gran parte con gas naturale.

Il programma di gassificazione

La Cina si sta impegnando per conseguire questo sostanziale cambiamento energetico. Fra il 2016 e il 2017 il paese ha incrementato la produzione nazionale di gas del 15,4 percento, arrivando a circa 12,4 miliardi di metri cubi. Inoltre nei primi 10 mesi del 2017 le importazioni cinesi di gas naturale liquefatto (LNG) sono schizzate del 48,9 percento raggiungendo 29,1 milioni di tonnellate, facendo del paese il secondo importatore al mondo di LNG dopo il Giappone (in precedenza la Cina era il terzo importatore al mondo).

Cieli azzurri sulla città proibita, Pechino: un panorama sempre più frequente? (whatleydude, Flickr)

Armate con queste nuove riserve, le autorità locali hanno avviato una vigorosa implementazione del programma di gassificazione ordinato dallo stato cinese. E stanno già vedendo i risultati. Secondo Greenpeace, nel quarto trimestre 2017 la concentrazione di PM 2,5 (una delle componenti dello smog) è diminuita in media del 33,1 percento nelle 28 città settentrionali interessate dalla riforma energetica incentrata sul gas naturale, con un calo del 54 percento nella stessa Pechino, che l’organizzazione attribuisce in gran parte alle riforme.
Anche se lo sforzo compiuto dalla Cina per passare al gas naturale sta portando dei benefici ambientali, ci sono segnali che indicano che il ritmo del passaggio potrebbe essere troppo ambizioso, anche per la seconda economia mondiale. L’inverno 2017-18 ha visto enormi carenze di gas naturale in tutta la Cina – nel dicembre 2017 pari a 40 milioni di metri cubi di gas al giorno — lasciando molte persone senza riscaldamento nel gelido inverno settentrionale. Per porre rimedio a queste carenze l’Istituto Nazionale Cinese per l’Energia ha dirottato forniture di gas naturale dal settore industriale al fine di garantire il riscaldamento, fondamentale nel nord del paese. Di conseguenza le fabbriche hanno lavorato a ritmo ridotto e le aziende hanno subito un calo degli utili, secondo quanto riportato da Reuters.
Per combattere queste difficoltà le società petrolifere di stato cinesi hanno ricevuto l’ordine di incrementare ulteriormente la produzione di gas naturale e di accelerare lo sviluppo di fondamentali infrastrutture nel settore del gas, come gasdotti, impianti di stoccaggio e capacità di importazione di LNG.

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Nonostante i risultati altalenanti delle proprie iniziative nel campo del gas, si prevede che la Cina faccia un sempre maggiore affidamento sul gas naturale nei prossimi decenni. La Energy Information Administration (EIA) statunitense prevede che, nel 2040, la nazione triplicherà i propri consumi di gas naturale rispetto al livello del 2015 di 19 miliardi di piedi cubi al giorno, raggiungendo 57 miliardi di piedi cubi al giorno.
Per alimentare questo crescente utilizzo del gas naturale, è probabile che la Cina sfrutti sempre più le proprie significative riserve — stimate essere fra 33 e 56 mila miliardi di metri cubi — e prosegua nella crescita delle proprie importazioni, costituite principalmente da LNG.
A mano a mano che la Cina prosegue nella riconversione verso un settore industriale e residenziale più pulito basato sul gas naturale la sfida sarà conseguire questo cambiamento senza compromettere le proprie performance economiche. Non sarà facile. Ma il cielo azzurro sopra Pechino come non si vedeva da tempo è la dimostrazione lampante dei vantaggi che possono essere ottenuti grazie a questa audace transizione.

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