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Che vento soffia in Europa

 By Sara Sangermani

Più economico del solare, spesso criticato, grazie allo sviluppo tecnologico oggi l’eolico è in grado di produrre quantità notevoli di energia, contribuendo così alla creazione di un futuro low-carbon. Sembra proprio che l’Europa stia viaggiando a gonfie vele…

Da sempre l’uomo ha saputo addomesticare il vento e sfruttarlo a proprio vantaggio, prima nella navigazione e poi già dal 2000 a.C. con la creazione dei primi mulini a vento, per la produzione di farina nell’antica Babilonia. Con il passare dei secoli si è arrivati alla creazione di parchi eolici: nonostante siano stati a lungo criticati, trovano oggi larga diffusione in Europa. Grazie a questi è possibile trasformare l’energia cinetica delle pale in elettricità, senza emettere alcun gas serra.

Per lungo tempo un vento contrario ha impedito all’eolico di svilupparsi più velocemente, non solo nel nostro continente ma anche nel resto del mondo: una legge nello stato del Victoria, in Australia, ha vietato dal 2011 nel modo più assoluto la costruzione di parchi eolici per preservare la bellezza del paesaggio, l’avifauna e il silenzio di questo posto. L’impatto visivo e sonoro di queste turbine, infatti, è notevole e si stanno studiando soluzioni per superare queste problematiche. Oggi lo sviluppo tecnologico permette all’eolico di essere molto più competitivo perchè in grado di generare molta più energia. A contribuire alla sua diffusione è anche il costo per la costruzione e il mantenimento di un impianto, che risulta notevolmente inferiore e più veloce rispetto, ad esempio, a quello di pannelli fotovoltaici.

In Europa

Ma qual è la situazione in Europa? L’eolico è diventato la seconda fonte di energia, superando addirittura la domanda di carbone: con una capacità totale di più di 150 GW, copre l’11% del bisogno elettrico dei Paesi dell’Unione, trovando applicazione soprattutto in ambito industriale sia onshore che, in misura minore, offshore. Nel 2016 è stato capace di attrarre investimenti per ben 43 miliardi di euro, che hanno permesso di aumentarne la capacità di 12,5 GW. L’impatto positivo è anche a livello occupazionale: si stima che questo settore dia lavoro a più di 300 mila persone, numero destinato a salire in futuro.

Burbo Bank è uno dei più grandi impianti eolici offshore d'Europa e si trova al largo delle coste di Liverpool

La situazione, però, non è completamente rosea. La distribuzione dei parchi eolici, infatti, non è omogenea: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Italia sono, in ordine, i Paesi con il maggior numero di impianti in Europa e arrivano da soli a produrre il 68% del totale dell’energia. È però la Danimarca a soddisfare maggiormente il fabbisogno elettrico della propria popolazione. Tradotto in altri termini: solamente alcuni Stati dell’Unione stanno investendo in questa energia, con la conseguenza di uno sviluppo disuguale a svantaggio soprattutto di quelli più poveri.

Notevole è anche la differenza nella diffusione tra impianti onshore (ad oggi se ne contano 606) e quelli offshore (il cui numero è pari a 87), nei quali solo ora si sta investendo maggiormente rispetto agli anni passati. Un esempio è la recente costruzione a largo delle coste di Liverpool del parco eolico Burbo Bank, le cui 32 turbine sono le più grandi al mondo e capaci di produrre ben 8 MW. Si spera che questi giganti alti 195 metri e con pale lunghe 80 metri possano raggiungere in un futuro la produzione di ben 15 MW. Poter costruire aerogeneratori più grandi porta con sé il vantaggio di poterne installare un numero inferiore ma in grado di generare più energia, riducendo contemporaneamente sia i costi che l’impatto visivo e sonoro, a lungo contestato dai non amanti di questa energia rinnovabile.

Ampia diffusione, anche se più lentamente, sta avendo l’eolico per uso domestico. Una tecnologia, che fino a qualche tempo fa presentava il limite di non poter essere utilizzata facilmente a livello residenziale (cosa invece da sempre possibile per i fotovoltaici) e che oggi, grazie all’invenzione di miniturbine, è possibile installare anche in singoli edifici. L’Olanda è attualmente il Paese che più sta investendo in questa soluzione, anche se c’è ancora molto lavoro da fare per aumentarne l’efficienza, ridurne il rumore e il costo. Se più Paesi iniziassero ad adottare questa energia rinnovabile, notevoli sarebbero i vantaggi per tutti, considerando che nel 2015 solamente in Europa si è evitata l’immissione nell’aria di 218 mila tonnellate di CO2. Guardando verso il futuro, l’Europa spera nel 2030 di poter produrre il 20% di tutta la sua energia attraverso l’eolico. Se il vento continuerà a soffiare in questa direzione, l’obiettivo sarà facilmente raggiungibile.

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Sara Sangermani
Lettrice insaziabile con la passione della fotografia, le nuove tecnologie e i viaggi. In tasca una laurea in Comunicazione Professionale e Multimediale