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La nuova vita dei pozzi inattivi

 By Michelle Leslie

In Canada un team di ricercatori sta sperimentando il modo di sfruttare l’energia termica che si trova sottoterra, alla base dei pozzi di petrolio e gas abbandonati, per trasformarla in energia rinnovabile. La loro scoperta può ridare fiato all’economia dell’Alberta colpita dal calo del prezzo del greggio, creando nuovi posti di lavoro…

Il crollo dei prezzi del petrolio ha portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro nello stato canadese dell’Alberta e il tasso di disoccupazione è cresciuto con la stessa velocità del crollo dei redditi. Il numero di persone senza lavoro è di decine di migliaia e la disoccupazione giovanile si avvicina al 14 per cento, secondo le cifre diffuse dal governo provinciale.

Anche il prezzo minimo del bitume è sceso a soli $10.00 CDN, e questo ha indotto le compagnie petrolifere a tagliare le produzioni. Il numero di pozzi abbandonati o momentaneamente inattivi è impressionante. Alla fine di ottobre 2016 i media hanno dato ampia diffusione ad una ricerca di Shailender Randhawa, Direttore di RBC Capital Markets, secondo cui quasi 100.000 pozzi hanno cessato la produzione nei precedenti sei mesi a causa del crollo dei prezzi.

Risultati simili sono stati registrati dall’autorità provinciale di vigilanza. Secondo una rapporto dell’Alberta Energy Regulator (AER), nello stesso arco di tempo fra le centinaia di migliaia di pozzi censiti nella provincia, quasi 80.000 risultano abbandonati o momentaneamente inattivi. Ancora più impressionante è il fatto che una provincia, una volta ricca grazie al denaro generato dall’energia, oggi si trovi indebitata per miliardi. Stime prudenziali dell’AER indicano che costerà 30 miliardi procedere alla bonifica e al ripristino dei pozzi inattivi. Questo numero potrà facilmente crescere perché molti altri produttori cesseranno l’attività, e la popolazione dell’Alberta rischia di dover sostenere una immensa spesa per la bonifica.

Tutto ciò si verifica nel momento in cui lo stato canadese si trova ad affrontare la pressione politica e dei vari livelli di governo per investire su un futuro low carbon. Sotto la guida del NDP e del premier Rachel Notley, il Renewable Electricity Program ha proprio l’obiettivo di incrementare l’utilizzo delle rinnovabili fino ad arrivare a un terzo dell’energia immessa in rete nel 2030.

L'Alberta è una delle regioni con la più alta densità di pozzi petroliferi al mondo

Questa provincia, un tempo ricca, si trova quindi a un crocevia. Ironicamente la stessa industria che per lungo tempo è stata accusata dei problemi climatici del Canada potrebbe diventare la soluzione per una ripartenza sostenibile. Sotto la superficie terrestre, alla base di questi pozzi inattivi, si trova infatti un’immensa quantità di energia termica e il team di Terrapin Geothermics sta cercando il modo di sfruttare questo calore inutilizzato per trasformarlo in energia rinnovabile. La loro scoperta può ridare fiato all’economia dell’Alberta, creando nuovi posti di lavoro e producendo energia rinnovabile dai pozzi di petrolio e gas abbandonati.

L’energia geotermica è un’energia che proviene dalle profondità della terra. Sotto la superficie dei pianeta è presente un’immensa quantità di calore. Le temperature raggiungono le migliaia di gradi Celsius, simili a quelle della superficie del sole. Questo costante flusso di calore offre una grandissima opportunità di produrre energia rinnovabile in grado di generare elettricità a tutte le ore del giorno e della notte. “La normale energia geotermica utilizza temperature di 140-150 gradi”, ha dichiarato Sean Collins, Presidente di Terrapin Geothermics.

Una delle sfide da affrontare nei climi più freddi è la necessità di raggiungere profondità maggiori per ottenere tali temperature elevate. Grazie alla mappatura dei giacimenti geotermici della provincia, il team ha scoperto enormi quantità di calore a temperature inferiori alla base dei pozzi di petrolio e gas. “In tutta la provincia ci sono liquidi che soccorrono a una temperatura compresa fra 60 e 120 gradi, ma non ci sono molte opzioni su come impiegare questi flussi”, continua Collins. “Non sono abbastanza caldi per produrre vapore o far muovere una turbina, per cui quel calore viene disperso”.

C’erano quindi poche opportunità per sfruttare questa risorsa. O almeno così era fino ad oggi. Terrapin Geothermics ha invece sviluppato un motore a bassa efficienza progettato per funzionare alla basse temperature dell’Alberta. Il loro motore può produrre elettricità anche con temperature di soli 60 gradi imbrigliando l’energia rimasta nei pozzi di petrolio e gas abbandonati e trasformandola in elettricità pulita e rinnovabile.

Fonte: Terrapin Geothermics

“Il progetto è incredibilmente semplice con poche parti in movimento e richiede pochissima manutenzione”,  afferma Jack Bainbridge, Direttore di Engineering and Technology di Terrapin Geothermics. “Dove possibile abbiamo utilizzato componenti standard presenti nei giacimenti petroliferi, e il nostro motore potrà essere gestito da installatori e officine meccaniche già presenti in questa provincia”.

La versatilità del motore consente di utilizzarlo anche in pozzi di petrolio e gas attivi e in altre strutture industriali che producono calore residuo. Inoltre rappresenta una soluzione energetica conveniente perché non ci sono costi di carburante o di perforazione dei pozzi. La produzione di energia geotermica a bassa temperatura consente inoltre di evitare le interruzioni di produzione tipiche dell’energia solare o eolica. “Le energie rinnovabili hanno bisogno di back up rappresentato da carbone o gas. Abbiamo bisogno di passare a una diversa risorsa come fonte di base, e questa è la nostra specialità”, dichiara Collins. “Abbiamo le capacità e le competenze per farlo”.

Grazie alla collaborazione con i comuni e le industrie del settore, l’invenzione di Terrapin è in grado di offrire la possibilità di sfruttare l’energia geotermica anche nei climi più freddi del pianeta e al contempo di dare nuova vita ai pozzi abbandonati. Questo nuovo utilizzo della geotermia consente inoltre di eliminare possibili rischi miliardari, trovando un nuovo utilizzo per decine di migliaia di pozzi di petrolio e gas presenti in Alberta, e di ridare un lavoro a molte persone. È un passo in avanti innovativo dentro un percorso di sviluppo sostenibile e crescita economica.

 

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