Sparks

Energy after Energy

 By Andrea Andreoni

La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi (Edward De Bono)…

(Nella cover foto: la serra modulare Demetra)

Alzi la mano chi non è mai stato alla Triennale di Milano. Fatto? Immagino che non siate in molti. Ma ad attendere ora il pubblico una novità. Dal 2 aprile si è aperta la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano dal titolo “21st Century. Design After Design”. Erano vent’anni che si faceva attendere la grande esposizione internazionale.

La mostra vuole far riflettere sugli scenari del futuro promuovendo il tema dell’innovazione nei vari ambiti multidisciplinari. L’Esposizione, che ha un format innovativo, si snoderà in tutta la città, con un calendario di iniziative molto ricco.

Anche Eni ha deciso di partecipare all’evento con il tema “Energy After Energy” per portare al centro dell’attenzione il futuro dell’energia e, in particolare, di essere exhibition partner della mostra “New Craft” che si terrà alla Fabbrica del Vapore.

La Fabbrica del Vapore è molto suggestiva (foto tratta da www.iodonna.it)

Ma “fisicamente” cosa espone il cane a sei zampe nel “tempio” del design? Risposta: Demetra. Ma parliamo della sorella di Zeus, dea del grano e dell’agricoltura, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre? No, non è quella Demetra. Parliamo invece della serra modulare costruita utilizzando lastre LSC, facilmente montabile e smontabile grazie a un sistema di giunti stampati in 3D, a supporto di guide magnetiche e conduttive, appositamente progettate.

La serra costruita con LSC

Demetra trasforma in realtà l’idea di utilizzare le tecnologie solari a supporto diretto dell’agricoltura, della produzione di cibo, in condizioni sempre più sostenibili, realizzando anche il primo prototipo di “vertical farm” a pannelli solari LSC.

Tornando alla mostra, “21st Century. Design After Design” non vuole interpretare il presente per dare visioni sul futuro ma cerca di decrittare il nuovo millennio, individuare i cambiamenti e proporre una visione per il futuro.  “Tocca questioni chiave come la nuova “drammaturgia” del progetto, che consiste soprattutto nella sua capacità di confrontarsi con i temi antropologici che la modernità classica ha escluso dalle sue competenze (la morte, il sacro, l’eros, il destino, le tradizioni, la storia); la questione del genere nella progettazione; l’impatto della globalizzazione sul design; le trasformazioni conseguenti la crisi del 2008 e l’arrivo del XXI secolo; la relazione tra città e design; i rapporti tra design e accessibilità delle nuove tecnologie dell’informazione; i rapporti tra design e artigianato”.

informazioni sull'autore
Andrea Andreoni
Communications Specialist, dopo aver lavorato all’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo approda in Eni nel 2011.