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Una miniera verde

 By Sara Sangermani

Il cielo sopra la Ruhr deve tornare a essere di nuovo blu”. Era il 1961 quando Willy Brandt, in piena campagna elettorale, espresse il desiderio di una rinascita dell’area industriale che per quasi due secoli aveva trainato l’economia tedesca. Oggi il sogno sembra essersi avverato: Essen è diventata la capitale verde europea 2017 e la sua trasformazione vuole essere un modello per tante altre città (ex) industriali…

La regione della Ruhr, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, conta una popolazione di più di 5 milioni di abitanti di cui circa 600 mila vivono ad Essen. È da sempre uno dei Land più importanti della Germania, contribuendo alla produzione del 15% del PIL nazionale. Per anni è stata il cuore dell’industria e dell’estrazione mineraria tedesca. Tutto iniziò quando Friedrich Krupp costruì una piccola fonderia nella città. La diffusione delle locomotive rappresentò per il figlio Alfred un nuovo mercato che fece espandere ancora di più la società. Il punto di svolta decisivo fu segnato dalle due guerre mondiali: durante la Grande Guerra, Alfred divenne famoso come “il Re Cannone”, rifornendo di questo pezzo di artiglieria Russia, Prussia e Impero Ottomano. Gli anni che seguirono la fine del conflitto furono segnati dalla corsa al riarmo voluta da Hitler, in cui l’estrazione del carbone e la produzione di acciaio furono fondamentali per le sue mire espansionistiche. Per questo motivo anche la famiglia Krupp fu chiamata in giudizio nel decimo dei dodici processi secondari di Norimberga.

Nel secondo dopoguerra, la regione divenne centrale per la ricostruzione di un Paese completamente distrutto e le miniere hanno segnato la storia e il paesaggio della città tedesca fino al 1986, quando fu chiuso l’ultimo giacimento di carbone. Da quel momento è iniziata una trasformazione senza precedenti che le ha permesso di ottenere il riconoscimento come città più verde del 2017. A contendere il titolo c’erano altre 12 città partecipanti. Per vincere sono stati decisivi i 12 progetti portati avanti da molti anni dall’amministrazione del Land. Tra questi i più importanti sono stati i tagli delle emissioni di CO2, la costruzione di piste ciclabili e soprattutto il recupero dell’acqua piovana.

La regione della Ruhr, per due secoli cuore pulsante dell'industria tedesca

Tagli alla CO2 e piste ciclabili

Diminuire le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera è sicuramente il primo passo che una città deve compiere nel suo cammino verso un futuro ecosostenibile. L’obiettivo di Essen è di arrivare al 2020 con una riduzione del 4% e, addirittura, del 95% nel 2050. Per ottenere questo risultato, l’amministrazione ha investito molto nelle piste ciclabili, costruendo una rete che si estende per un totale di 376 km. Si calcola che la bicicletta sarà utilizzata da più di un quarto della popolazione per gli spostamenti urbani e che ci sarà una diminuzione del 30% dell’utilizzo dell’auto in città. Essen ha inoltre investito in programmi di bike sharing, di mezzi di trasporto pubblici elettrici e nella costruzione di grandi aree verdi e parchi.

Il problema dell’acqua

Per anni i tedeschi della Renania Settentrionale-Vestfalia hanno combattuto contro un grosso problema: la mancanza di un sistema fognario che ha provocato un elevato tasso di inquinamento del fiume Ruhr e dei suoi affluenti, come l’Emscher che attraversa la città di Essen e prima di finire nel Reno. Questo fiume era talmente inquinato da richiedere l’installazione di barriere protettive che impedivano l’accesso ai possibili bagnanti. Dopo la chiusura delle miniere la Renania ha finalmente potuto dotarsi di una rete fognaria sotterranea, con risultati non di poco conto. I liquami non più sversati direttamente nel fiume hanno permesso all’Emscher non solo di tornare a essere pulito, ma di diventare simbolo di molte immagini turistiche della città.

Un altro problema che attanagliava la città, legato sempre all’eccessivo livello di inquinamento, era: quale acqua bere? Il sottosuolo della regione, infatti, non permetteva l’uso delle falde acquifere. La soluzione per lungo tempo adottata fu di iper-depurare l’acqua del fiume Ruhr, usata quasi esclusivamente da tutta la popolazione solo per fini domestici. La soluzione è arrivata direttamente dal cielo: ad Essen piove, davvero tanto, durante tutto l’anno. L’amministrazione ha quindi dato vita al progetto “Waste Water Management” per il recupero dell’acqua piovana. L’operazione ha richiesto letteralmente l’apertura delle strade della città, per creare dei bacini artificiali dove raccogliere la pioggia. Grazie ad un complesso sistema di grondaie, viene salvata ogni goccia di pioggia, anche quella proveniente dai tetti delle case. Con un sistema di canalizzazione, l’acqua passa prima in un sistema di filtraggio che la rende potabile e viene poi distribuita nei vari edifici. Per evitare gli sprechi sono state stabilite tariffe che diventano elevate con l’aumentare del consumo. I cittadini sono stati così sensibilizzati a un uso attento di questo bene prezioso.

La miniera Zollverein: oggi spazio dedicato a musei ed eventi culturali

La rinascita delle vecchie miniere

La valorizzazione della città si è estesa anche alle miniere di carbone di Zollverein che, pur essendo chiuse, non sono state abbandonate. L’amministrazione ha pensato di recuperare queste aree dismesse, trasformandole in musei e centri per eventi culturali. Il risultato è davvero affascinante e ha permesso di riutilizzare uno spazio industriale in un modo nuovo. I musei dedicati parlano ovviamente del passato dei luoghi: delle miniere, della regione della Ruhr e mostrano anche, attraverso esposizioni fotografiche, la rinascita di uno dei posti più inquinati e grigi d’Europa che oggi è invece uno dei più importanti polmoni verdi. Il riconoscimento per questa trasformazione è arrivato anche nel 2011 dall’Unesco che ha inserito Zollverein tra i patrimoni dell’umanità. Sicuramente quanto fatto dall’amministrazione del Land, non solo ad Essen ma in tutte le città che riguardano questa regione, è un esempio per numerose città come Nijmegen, in Olanda, al quale è già stato assegnato il premio come capitale verde d’Europa nel 2018. Ma questa è un’altra storia…

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Sara Sangermani
Lettrice insaziabile con la passione della fotografia, le nuove tecnologie e i viaggi. In tasca una laurea in Comunicazione Professionale e Multimediale