Sparks About Gas

Il futuro sarà pulito e a tutto gas

 By Eniday Staff
About gas

Per abusare delle metafore, tanto retoriche quanto efficaci per dare un’idea dei fenomeni economici o energetici, è come se, per avviare la produzione di un nuovo modello di automobile, fosse necessario andare avanti a produrne anche un altro già esistente e realizzato da tutt’altro costruttore. Sa di paradosso. Ma è proprio così…

Fuor di metafora: per arrivare alla transizione energetica, quella radicale e definitiva, fatta integralmente da fonti rinnovabili ed economia circolare, serve oggi e servirà in futuro sempre più gas naturale. Detto in altri termini: a spingerci verso l’uscita dalle fonti fossili sarà soprattutto una di esse, la più pregiata, il metano. Nessuna meraviglia dunque se il recente nuovo rapporto annuale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) sottolinea la crescita dei consumi di questa fonte di energia a ritmi superiori a tutte le altre. Dopo un altro anno record, il 2018, infatti, la domanda globale di gas naturale continuerà a crescere nei prossimi cinque anni, sospinta dal forte consumo nelle economie asiatiche in rapida crescita e sostenuta dal continuo sviluppo del commercio internazionale di gas.

In costante crescita

Ma veniamo ai numeri forniti dall’ultimo rapporto annuale del settore redatto dall’Agenzia. La domanda di gas naturale è cresciuta del 4,6% nel 2018, registrando così il dato di sviluppo annuale più elevato dal 2010; il gas ha rappresentato quasi la metà dell’aumento della domanda complessiva di energia primaria a livello globale e si prevede che aumenterà di non meno del 10% nei prossimi cinque anni, per raggiungere la cifra record 4.300 miliardi di metri cubi nel 2024. “Il gas naturale ha contribuito a ridurre l’inquinamento atmosferico e limitare l’aumento delle emissioni di CO2 legate al settore energetico, perché è andato a sostituire una parte del carbone e petrolio nella generazione di elettricità, nel riscaldamento e negli usi industriali – ha commentato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA –. Il gas naturale può contribuire a un sistema energetico globale più pulito. Ma deve a sua volta affrontare le sue proprie sfide: dalla competitività rispetto al prezzo del carbone sui mercati dei paesi emergenti alla riduzione delle emissioni di metano lungo tutta la filiera, dall’estrazione al consumo finale”.

Aria nuova in Cina

Di sicura rilevanza, ai fini di una riduzione delle emissioni globali di gas climalteranti, è la localizzazione della futura crescita dei consumi. In altri termini: è importante che la crescita della domanda riguardi anche, se non soprattutto, i paesi che oggi contribuiscono in misura maggiore alle emissioni di CO2. Ed è proprio il caso, poiché l’Agenzia prevede che la Cina rappresenterà oltre il 40% della crescita della domanda mondiale di gas fino al 2024. Benchè spinti dall’obiettivo del governo di migliorare la qualità dell’aria, il carbone sarà (almeno per i prossimi anni) la fonte energetica dominante.

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Impianto di stoccaggio del GNL della China Resources Gas (Reuters)

Nel 2018, la domanda di gas naturale della Cina ha visto un picco straordinario del 18% rispetto all’anno precedente e, quantunque sia previsto un rallentamento ed un assestamento verso un tasso di crescita annuale di circa l’8% fino al 2024 a causa della più lenta crescita economica, le proiezioni dell’Agenzia indicano per la Cina un ruolo decisivo nell’espansione globale del ricorso al gas.

Il settore industriale

Ma non c’è soltanto la Cina: l’Agenzia prevede, infatti, una forte crescita dei consumi di gas anche in altri paesi, in particolare nell’Asia meridionale, in Bangladesh, India e Pakistan, ove il settore industriale avrà un ruolo determinante nella crescita della domanda. L’uso industriale del gas naturale come materia prima – si legge nel rapporto dell’IEA –  è destinato a espandersi ad un tasso medio annuo del 3% e rappresenta quasi la metà dell’aumento del consumo globale fino al 2024.

L’ascesa del GNL

Il rapporto si concentra quindi sul ricorso al gas naturale liquefatto (GNL) anche per i trasporti marittimi, che vedrà una rapida crescita come alternativa all’olio combustibile in ragione delle nuove norme sul contenuto di zolfo dei carburanti che entreranno in vigore nel gennaio 2020.

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Una nave metaniera GNL si avvicina al terminal di attracco (Reuters)

Questo spiega almeno in parte il fatto che gli investimenti nelle infrastrutture per il GNL hanno visto nel 2018 una forte ripresa dopo diversi anni di declino e tutto lascia prevedere che si tratti di una tendenza di lungo periodo, anche considerando il gran numero di progetti intorno ai quali verranno prese decisioni nel corso dei prossimi mesi.

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