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Le vie del GNL

 By Eniday Staff

Si potrebbe dire che le buone idee a volte ritornano…

Alcune soluzioni tecnologiche spesso mantengono il loro valore, tanto da poter essere proficuamente rivisitate, anche se per un lungo periodo sono risultate obsolete.
Un esempio – che forse non in molti ricordano – riguarda una parte importante della flotta dei piccoli treni per il trasporto locale. Tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso, milioni di persone hanno viaggiato sulle celebri Littorine, all’epoca alimentate a gas naturale. L’idea della prima automotrice a gas su ferro venne alla FIAT, che realizzò un primo prototipo mosso da un motore a benzina, un 6 cilindri da ben 10 mila centimetri cubi, forte di una potenza di 125 cavalli. La proposta ebbe fortuna e furono costruite centinaia di littorine. Con le sanzioni imposte all’Italia dopo la guerra d’Etiopia, la benzina scarseggiava e molti convogli furono trasformati per utilizzare il metano, che proprio in quegli anni si iniziava ad estrarre dai giacimenti della Valle Padana.
La storia ci insegna, quindi, che il primo treno a gas è stato italiano. E l’accordo siglato tra Ferrovie dello Stato, Snam e Hitachi nei giorni scorsi, per sperimentare la trasformazione di alcune motrici da gasolio a GNL (il gas naturale liquefatto), sembra un felice ritorno a questo evergreen del secolo scorso.

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Una “Littorina” ALb 80 FIAT (scalaenne.wordpress.com)

Ottimo GNL

Il vantaggio del GNL rispetto al gasolio si riassume in quattro numeri: una riduzione di oltre il 23% delle emissioni di anidride carbonica, un taglio quasi totale delle emissioni di ossidi di zolfo e un risparmio di almeno la metà delle emissioni di particolato e del 60% degli ossidi di azoto. Un ottimo affare, dunque. E lo è anche rispetto al tradizionale metano gassoso delle vecchie littorine. Il gas naturale liquefatto, infatti, occupa uno spazio centinaia di volte inferiore a quello del metano, garantendo una buona autonomia paragonabile a quella dei convogli spinti da motori diesel.
Difficile prevedere quale potrà essere la diffusione di questa tecnologia e stimare il complesso dei vantaggi ambientali che ne potrà derivare. Si deve comunque tenere conto che le linee ferroviarie prive di alimentazione elettrica sono in Italia ancora numerose – pari a 4.800 chilometri su un totale di 16.500 – e che, per motivi di opportunità economica, non se ne prevede in alcun caso l’elettrificazione. Il GNL potrebbe dunque essere risolutivo. Lo dimostrano le esperienze che si stanno conducendo in Spagna, dove circolano ormai da più di un anno alcuni piccoli convogli ferroviari a GNL, così come quelle in altri comparti dei trasporti, dall’autotrazione a quello marittimo.

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Il gas naturale liquefatto occupa uno spazio centinaia di volte inferiore a quello del metano (Eigenes Werk, Wikimedia)

GNL su navi e autocarri

Poco più di una decina di anni fa, si cominciò a parlare di navi a metano liquefatto. La cosa sembrava ancora futuristica, in un’epoca in cui il GNL era visto quasi esclusivamente in termini di contributo alle reti di gasdotti (al fine di diversificare le fonti di approvvigionamento e rendere il sistema più elastico). Ma oggi, ormai, la trazione navale a gas liquefatto è una realtà in costante crescita. Le previsioni al 2030 indicano che il ricorso a questo carburante riguarderà migliaia di nuove imbarcazioni. L’italiana Fincantieri ha recentemente firmato un nuovo contratto con TUI Cruises per due navi da 160 mila tonnellate ciascuna, dopo un primo contratto chiuso con la Carnival Corporation per due navi da 175 mila tonnellate ciascuna, e ad uno successivo stretto dalla consociata norvegese Vard per altre due navi (da fornire alla compagnia Viking).

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La AIDAnova della Carnival Corporation, la prima nave da crociera a GNL al mondo (PRNewsfoto, Carnival Corporation)

Se le navi a GNL vanno a gonfie vele, gli autocarri stanno macinando la loro parte di chilometri. In Italia ne circolano oltre un migliaio. Pochi – verrebbe da dire –  ma quattro anni fa erano solo un centinaio e per il 2025 se ne prevedono almeno 15 mila. Con un crescente vantaggio in termini di qualità dell’ambiente e di riduzione delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici. Vantaggi destinati a moltiplicarsi quando una quota sempre più significativa del GNL sarà costituita da gas di origine rinnovabile, prodotto dalla trasformazione della parte organica dei rifiuti o di altre biomasse. Ed è questa ormai la direzione di marcia intrapresa: anche il gas può essere una fonte sempre più green.

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