Sparks

Quando il cielo si illumina, la terra trema

 By Sara Sangermani

C’è un fenomeno della natura impossibile da prevedere e che forse più di tutti ci fa sentire inerti: il terremoto. Uragani, alluvioni e tsunami sono eventi con una forza distruttiva incredibile ma la possibilità di poter sapere quando e dove potrebbero verificarsi e di anticiparli, salvando così vite umane, li rende forse un po’ meno spaventosi. Di fronte ad un terremoto, invece, siamo privi di qualsiasi strumento che possa aiutarci ad anticiparlo. Una luce però potrebbe cambiare le cose, se solo si capisse quale sia la causa che la genera…

Il recente e drammatico terremoto avvenuto nel mese di settembre in Messico ha portato con sé uno strano fenomeno: le luci telluriche sono state viste e registrate da numerose persone poco prima del violento sisma che ha colpito il Paese con una magnitudo pari a 8.2.
Definite anche con l’acronimo EQL (dall’inglese earthquake lights) sono un fenomeno ottico che si verifica nell’atmosfera quando sta per iniziare nel medesimo luogo un’attività sismica o un’eruzione vulcanica. L’evento, da alcuni paragonato ad un’aurora boreale poiché in cielo si sprigiona un colore che varia tra il bianco e l’azzurro, ha una durata variabile che può andare da pochi secondi fino ad una decina di minuti.
La probabilità che si verifichi questo fenomeno è legata a diversi fattori quali l’intensità della magnitudo, la geologia e la faglia in cui si verifica il sisma ma anche alle condizioni atmosferiche. Generalmente, infatti, le luminescenze sono visibili quando il terremoto avviene di notte, con un cielo particolarmente nuvoloso, in una giornata ricca di umidità e con una magnitudo elevata, proprio come è accaduto in Messico.

Video sulle luci telluriche prima del terremoto in Messico (DDesigner VSpin)

Per molto tempo si è creduto che si trattasse di un mito, nonostante in numerose cronache risalenti ai secoli passati si riportava la descrizione di questi eventi luminosi, a cui sono seguite poi catastrofi sismiche. Le luminescenze si sono trasformate in un fenomeno da studiare solamente tra il 1965 e il 1967, in occasione di uno sciame sismico in Giappone durante il quale il fenomeno è stato per la prima volta fotografato.
Le luminescenze sono presenti anche nelle descrizioni delle cronache italiane: lo stesso Mercalli lo poté osservare durante il tragico terremoto che colpì la Sicilia nel lontano 1909. Nel più recente 2009, anno del sisma dell’Aquila, i fenomeni di luce tellurica furono segnalati sia nei mesi antecedenti che in quelli successivi al tragico evento.

Ma come si creano queste misteriose luci?

Ci sono moltissime teorie che stanno alimentando un dibattito all’interno della comunità scientifica, interessata a capirne le cause. Non sapendo infatti i reali motivi per cui si generano questi bagliori, è difficili riprodurli in laboratorio ed è necessario basarsi su deduzioni fisiche e sulle conoscenze che finora si hanno in merito all’elettromagnetismo.
Tra le numerose teorie, quella dell’americano Friedmann Freund sembra essere la più probabile in quanto fino ad ora è l’unica che è stata possibile riprodurre in laboratorio. Secondo lo studioso la causa è da ricercare nella ionizzazione dell’ossigeno presente all’interno di alcuni tipi di rocce: le elevate tensioni che precedono o seguono un sisma creano la rottura dei legami perossidici. Gli ioni uscendo vanno a ionizzare l’aria circostante le rocce, creando un plasma in grado di emettere luce. Riuscendo a sottoporre in laboratorio le rocce ad un’elevata tensione, è stato possibile riprodurre il fenomeno luminoso, dimostrando così che la causa potrebbe essere la ionizzazione dell’ossigeno contenuto all’interno delle pietre.
Ci sono anche altre teorie: alcuni esperti giustificano questo fenomeno come conseguenza di una distorsione locale del campo magnetico terrestre o della ionosfera dove avviene lo stress tettonico. Secondo altri il motivo va ricercato nei campi elettrici di notevole intensità che si creano prima di un sisma a causa dei movimenti tettonici di rocce contenti quarzo. Un’altra teoria ancora vuole che la causa sia da ricercare nello sfregamento degli strati materiali che creano una generazione di differenza di potenziale elettrico, responsabile del fenomeno luminoso.
Qualunque sia la verità, i terremoti continuano a rimanere tragicamente imprevedibili. Riuscire a trovare una soluzione a questo grattacapo, capendo con certezza da cosa è causato, consentirebbe forse di anticipare l’arrivo di un nuovo sisma, allertando la popolazione e adottando misure di sicurezza. Resta però anche da capire quanto tempo prima si registra questo fenomeno rispetto al sisma e come poterlo prevedere se si verifica di giorno, quando la luce del sole non permette di osservarlo così chiaramente come avviene invece di notte.

LEGGI ANCHE: Uragani & Climate change di Paola Arpino

informazioni sull'autore
Sara Sangermani
Lettrice insaziabile con la passione della fotografia, le nuove tecnologie e i viaggi. In tasca una laurea in Comunicazione Professionale e Multimediale