Sparks

Il compleanno è una bella storia

 By Eniday Staff

Un anno fa, in questi giorni, nasceva Eniday. Un po’ alla garibaldina come succede con le startup editoriali. Tanto entusiasmo, tanto lavoro e quell’incoscienza tipica di chi è appena arrivato in un posto come l’Eni. Non esattamente l’aziendina sotto casa bensì un colosso multinazionale (vedere per credere la foto qui sotto…). Un anno dopo e con tante storie già pubblicate, ci troviamo con un bambino che spegne la sua prima candelina e già scalcia per fare (anche) altro. Quel che non è cambiato (e non cambierà), è la voglia di “restare un po’ marziani” e di raccontare, e raccontarsi, direttamente…

Il Cane a sei zampe puoi trovartelo ad ogni latitudine...

Un anno fa, in questi giorni, nasceva Eniday. Un po’ alla garibaldina come succede con ogni startup editoriale. Un blog nuovo di zecca da lanciare, le foto da scegliere, i canali da riempire, gli articoli da “passare”, i video da caricare e la corsa per chiudere il contratto con il network di Contently (come sono pignoli gli americani) appena in tempo per ricevere le prime storie da pubblicare nel canale inglese del nostro nuovo magazine digitale. Tanto entusiasmo, tanto lavoro e quell’incoscienza tipica di chi è appena arrivato in un posto come l’Eni. Non esattamente l’aziendina sotto casa. 

Nel racconto del Marziano che pubblicammo la scorsa estate ritrovate molto di quel clima di eccitazione, tra il sorpreso e lo stralunato, che hanno i bambini al primo giorno di scuola.

E per Eniday era davvero il primo giorno di scuola…

(La clinica del petrolio è stata la prima apertura di Eniday, il 31 luglio 2015)

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La sfida valeva la candela. C’era da lanciare un nuovo spazio di storytelling per raccontare in modo accattivante il grande mondo dell’energia. Non solo l’energia di Eni; il mondo dell’energia in generale: dalle piattaforme offshore allo spazio, dai pozzi alle batterie, dal gas alle case intelligenti, dalle rinnovabili alla rigenerazione degli spazi urbani. Energia allo stato puro attraverso i personaggi, le nuove tecnologie, le grandi storie in giro per il mondo, le scoperte e gli eventi di cui tutti parlano e hanno parlato (Cop 21 a Parigi, le elezioni Usa, la Brexit o il grande incendio canadese in Alberta).

Sempre con un nostro taglio e un approccio informale, ma rigoroso. Chi ci segue lo sa: Eni è piena di belle storie e il mondo dell’energia può essere raccontato anche in modo sexy. O almeno ci si può provare.

Il Gigante Goliat, ad esempio, è una di queste storie incredibilmente appassionanti…

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Un anno dopo e con tante storie già pubblicate (siamo solo all’inizio, eh…), oggi ci troviamo con un bambino che spegne la sua prima candelina e già scalcia per fare (anche) altro. La cosa ci entusiasma molto. Eniday è e resterà un blog di storytelling ma piano piano sta diventando un sistema che produce contenuti dai diversi formati che viaggiano su una sorta di grande autostrada con tante uscite. Ogni uscita è un media, una finestra di comunicazione, un modo diverso di arrivare alle nostre comunità di amici/lettori.

Fateci caso. Oggi Eniday è:

Un blog in doppia lingua (italiano e inglese)

Una newsletter settimanale

Un canale Twitter

Un canale Telegram

Un fornitore di storie e contenuti per gli altri siti proprietari Eni e la pagina Facebook aziendale

Una factory che sperimenta modalità evolute di pubblicità e “native advertising” attraverso partnership editoriali esterne (con il mensile IL del Sole 24Ore e con La Lettura del Corriere della Sera)

Diventerà prestissimo anche:

Una newsletter cartacea dedicata ad alcuni territori di interesse Eni

Una libreria di Podcast radiofonici

Un partner di produzioni televisive di grande qualità

Una community che organizza Talk sull’energia

E poi altre cose che non possiamo ancora dire (sorpresa!), collaborando sempre più con fornitori innovativi, con la comunicazione interna (cosa tutt’altro che scontata in altre aziende), e usando il magazine come piattaforma su cui sperimentare linguaggi e formati nuovi.

Questa è la cosa più appassionante del vivere nel bel mezzo di questa grande trasformazione digitale. Tutto cambia alla velocità della luce: siamo partiti con un blog e dopo un anno ci troviamo per le mani un oggetto che si espande (pur rimanendo se stesso), sicuramente ben oltre le nostre previsioni.

Dalla lavagna magica di Corrado Paolucci: l’autostrada di Eniday...

Quel che non è cambiato, da un anno all’altro, è la voglia di “restare un po’ marziani” anche dentro una grande azienda come Eni, e soprattutto di raccontare e raccontarsi direttamente.

Per tanti motivi che proviamo a riassumere:

Perché raccontare storie favorisce la connessione emotiva tra chi parla e chi ascolta.

Perché raccontare storie permette di costruire fiducia e relazioni. Non di raggiungere un pubblico, ma di costruire una comunità. E la differenza è importante…  

Perché la tecnologia permette la disintermediazione dai canali tradizionali e di raggiungere più facilmente comunità prima irraggiungibili.

Perché il pubblico vive sui social network, ama interagire, e non è più solo nella disponibilità dei media tradizionali.

Perché in un mondo dove la catena del valore si è spostata sulla dimensione dell’esperienza il sapersi raccontare, la reputazione e la trasparenza, sono tutto.

Perché i risultati dicono che le persone leggono, guardano, ascoltano e condividono molto più attivamente una storia che una pubblicità tradizionale.

Questo pensavamo di Eniday la scorsa estate e questo continuiamo a pensare oggi.

Con Eniday si ritorna anche bambini...

Aggiungiamo solo tre cose finali, e un gradito post scriptum.

La prima. Far vivere Eniday, cacciare storie di energia fuori e dentro Eni, gestire collaboratori e fornitori editoriali, montare pezzi, scrivere e interfacciarsi con gli uffici e le varie unità di business, è un mestiere giornalistico a tutti gli effetti. Questo approccio è fondamentale in un progetto del genere: le storie devono essere vere, ben raccontate, coerenti con un piano editoriale.

La seconda. Qualcuno in questi giorni ci ha chiesto qual è la storia preferita che abbiamo pubblicato. Senza nulla togliere alle altre, la scoperta del giacimento Zohr, perché lì dentro, nell’offshore egiziano, si respira l’epica delle grandi scoperte e tutto il talento dei nostri esploratori. Davvero una grande storia italiana.

La terza. Questo sviluppo di Eniday da blog a sistema circolare di contenuti è coerente con la neonata struttura di Content strategy e newsroom che stiamo avviando. Nella convinzione che il contenuto di qualità sia il re e il motore di tutto, se valorizzato nel migliore dei modi.

Ps. Un collega, Fabio Cesaro, in occasione del compleanno di Eniday, ha scritto una piccola poesia in rima baciata. Vogliamo condividerla. Perché un anno di vita, come l’energia, è una bella storia…

Eccola:

L’energia è una bella storia

un blog racconta la sua gloria,

perché da un anno clicchi play

e la trovi su eniday!

In inglese e in italiano

l’hai ogni giorno in una mano,

che sia pc o cellulare

ovunque ti possa collegare.

Mille temi sul suo sito

che li trovi con un dito,

da Goliat che è un gigante

a chi dell’ambiente è un amante.

Tra oil&gas e innovazione

che sia una trivella oppure un drone,

un reportage o un’intervista

l’energia è la sua pista.

Un video clip dà l’emozione,

una foto è l’occasione

per spiegare tutto un mondo

che vien fuori dal profondo.

Dal profondo della terra

fino al sole che ti tenta

di pensare alternativo,

in modo tecnologico e creativo.

La mattina vuoi un racconto?

Su eniday è tutto pronto!

Dalla scuola allo scenziato

fino al pozzo perforato.

Dal clean sea al prolipropilene

e al teatro che fa bene,

non si vuol certo fermare

perché vuole ancora raccontare!

Festeggiamo il compleanno

pensando già a un altro anno

di energie da ricercare

e nuovi amici a cui parlare!

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Eniday Staff