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Plastica e creatività africana

 By Eniday Staff

Può sembrare un paradosso: ma come, il continente più povero del mondo, l’Africa, soffoca nella plastica? Quella plastica che, spesso con superficialità, è divenuta uno dei simboli della opulenta società del consumo e dello spreco? Ma forse non è così

Nessun paradosso. Anzi: è proprio nelle regioni più povere che la plastica, tanto utile quanto diffusa, finisce dispersa ovunque. Proprio perché queste regioni sono carenti nell’organizzare e gestire la raccolta dei rifiuti. Il fatto è che la cultura del riciclo e della circolarità ha bisogno di risorse e che, spesso, noi occidentali dimentichiamo di dare un’occhiata fuori dalla nostra finestra per vedere cosa succede nel pianeta. E che, guardando oltre, scopriremmo che in altre parti del mondo non ci sono solo mari di plastica, ma anche buone pratiche di riciclo.

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I rifiuti sono una delle principali minacce per la biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute

Cento per cento plastica

Ad Hawassa – in Etiopia, a circa 280 km a sud di Addis Abeba – la plastica è arrivata a sommergere il lago vulcanico dove gli ippopotami nuotano tra bottiglie galleggianti e i pesci “si mantengono in vita” con le microplastiche. Negli ultimi anni, Hawassa è diventata una delle più importanti città d’Etiopia. Il polo industriale e quello universitario, il buon clima e la recente costruzione di un aeroporto e dell’autostrada, che collega Addis Abeba a Nairobi, hanno favorito l’espansione sia economica che demografica della città. E anche del problema della plastica.
Da qualche anno, però, c’è un progetto che disegna il bene di Hawassa. È il progetto “Cento per cento plastica” di Cifa onlus, che ha come obiettivo di avviare la raccolta differenziata della plastica nella località. Grazie a “Cento per cento plastica”, le famiglie del luogo sono diventate collector di bottiglie usate: dalla raccolta, le bottiglie – una tonnellata al giorno – vengono schiacciate e imballate poi nell’impianto fuori città, ad Hawassa Wubet.
A portare, poi, il progetto fuori dagli impianti, ci pensano le scuole e l’Università di Hawassa, attraverso il teatro e i laboratori didattici. Cifa onlus, infatti, ha promosso spettacoli sulla plastica nelle scuole insieme al partner TPE (Teatro Popolare Europeo) e al Social and Community Theatre, arrivando a coinvolgere 4000 bambini. Un modo diverso, ma divertente ed efficace, per raccontare ai più piccoli l’importanza del riciclo della plastica.

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Il sistema di raccolta e riciclo ad Hawassa nel centro Cifa onlus (Alessandro Lercara, La Stampa)

Oltre la plastica

Così ad Hawassa si fa il bene dell’ambiente, ma non solo. Il progetto, infatti, include soprattutto donne, garantendo alle famiglie del posto migliori condizioni di vita e permettendo loro di mantenere i figli a scuola. Ed ecco che la plastica diventa anche uno strumento di empowerment femminile, dando la possibilità alle donne di lavorare e di uscire dalla miseria. Come succede a Ouagadougou, in Burkina Faso, dove trenta donne trasformano la plastica in oggetti nuovi, da vendere e riutilizzare. Un’opportunità importante che mette insieme lotta alla povertà e tutela dell’ambiente e che rappresenta una fonte di reddito e di lavoro per le fasce più emarginate, ma anche una risorsa per l’economia locale.
Ma non c’è soltanto Hawassa… In Kenya, la plastica riciclata “naviga” nell’oceano per 500 chilometri fino a Zanzibar: è il primo dhow, la piccola imbarcazione tradizionale dell’Africa orientale a vela araba triangolare, che è fatta interamente di plastica riciclata. A comporre questo dhow colorato, non ci sono solo bottiglie di plastica riciclata, ma anche 30 mila infradito che, appunto, gli danno il nome di “Flipflopi” (da flip-flop, infradito in inglese), raccolte lungo le strade di Nairobi, Mombasa e Malindi e sulle spiagge di Lamu. Assemblate con le tavole colorate gialle, rosse, blu, bianche e verdi – ricavate da dieci tonnellate di scarti – il piccolo veliero è un insieme di colori galleggianti nell’oceano.

"FlipFlopi", la barca fatta di plastica riciclata

L’attenzione al riciclo in Africa sta diventando sempre più importante. E sono soprattutto i giovani ad aver accolto questa sfida: verso l’oceano e oltre, tra flash mob nelle città e supereroi di plastica in scena.

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