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Uscita di sicurezza

 By Francesca Chemollo

Tra pulmini, caschetti, totem, simulatori e tecnologie all’avanguardia, Francesca Chemollo è stata nello stabilimento Versalis di Ferrara insieme alle associazioni di consumatori, in occasione del Van Show sulla sicurezza negli impianti italiani di Eni organizzato dall’Unità Rapporti con le Associazioni dei Consumatori del Cane a sei zampe. Gli infortuni sono in calo da dieci anni ma lo sforzo di tutti è migliorare ancora, cancellare anche quello “zero virgola”, seguire sempre meglio regole e procedure. Perché basta una minima disattenzione umana, un attimo, e una vita può essere perduta…

L’omino rosso osserva i turnisti varcare i tornelli a Brindisi come a Sannazzaro de’ Burgondi, i giornalieri a Porto Marghera come a Livorno, i lavoratori delle imprese terziste a Mantova come a Priolo. Onnipresente in tutti i siti produttivi e non; ovunque sventoli la bandiera con il cane a sei zampe lui c’è. E a tutti indistintamente, dal primo dei dirigenti all’ultimo degli operai, comunica lo stesso monito:

“La sicurezza innanzitutto”.

“Salvaguarda la tua vita per tornare a casa”.

È un messaggio talmente radicato e vivo che l’omino rosso, realizzato in un materiale prezioso e assai costoso per resistere alle intemperie e ai raggi del sole e distribuito in tutti i siti Eni un paio di anni fa, s’è sbiadito. Il rosso è diventato rosa e il caschetto giallo si è come annacquato. Così è nato il gruppo di lavoro per ideare e realizzare nuovi omini con il caschetto in testa, interamente homemade, ovvero di un’innovativa materia plastica che viene prodotta dagli impianti chimici Versalis a Mantova e che non scolorisce e costa meno.

Il Van Show è un modo per far vedere l’azienda dal di dentro, nella vita di tutti i giorni, nella sua eccezionale normalità

Teresita invece è una delle anime delle campagne sulla cultura della sicurezza. In dieci minuti di racconto, tra la storia dell’omino rosso e altri aneddoti, è riuscita a trasmettere passione e motivazioni a una platea inusuale in uno stabilimento chimico, quella dei rappresentanti delle Associazioni nazionali dei Consumatori. A tal punto che alla fine dell’incontro il rappresentante dell’ACU, l’Associazione Consumatori Utenti, prende il microfono per dire “grazie a Eni per averci dimostrato oggi che la sicurezza non è un optional. E grazie a Teresita per aver più volte usato il termine ‘cambiare schema’, perché la base di questa terminologia è il nostro futuro…”.

Siamo a Ferrara, in un’afosissima giornata estiva. Lo stabilimento petrolchimico in piazzale Donegani è il teatro dell’HSE Van Show, la campagna di sensibilizzazione itinerante in oltre 40 siti Eni in Italia. Coinvolge i dipendenti, i lavoratori dell’indotto e oggi anche i rappresentanti delle Associazioni Consumatori, arrivati da Roma e da Milano per condividere valori e best practices.

L'obiettivo "zero infortuni" raccontato nella precedente tappa di Taranto

I risultati sono già eccellenti, il numero degli infortuni è in calo per il decimo anno consecutivo, nel 2014 la frequenza è pari a 0,31 infortuni per milione di ore lavorate e tale risultato colloca Eni tra i primi posti rispetto ai principali competitor nel mondo. Ma l’ordine tassativo è migliorare ancora, arrivare a cancellare, se possibile, quella virgola e i numeri dopo lo zero. In Italia soprattutto, dove gli indici infortunistici fanno “peggiorare” le statistiche generali, si dice a causa di quella propensione tutta italiana a essere creativi e a disattendere le regole.

“La maggior parte degli infortuni – spiega Walter, collega di Teresita – avviene a seguito di un errore umano in pochi istanti, frazioni di secondo. Un minuto è lungo da passare mentre si eseguono certe manovre negli impianti, basta una minima disattenzione… un attimo e una vita può essere perduta”. Per questo, ha poi spiegato l’esperto in sicurezza, una carriera vissuta in stabilimenti produttivi in mezzo mondo, “stiamo accorciando la catena di comunicazione tra i siti operativi e amministrativi, tra sedi centrali e stabilimenti in tutta Italia, per far sentire che la nostra azienda ha enormi potenzialità e che le sedi centrali, oltre a un ruolo di guida e indirizzo, sono e vogliono essere a totale supporto delle sedi operative”.

I numeri della sicurezza negli stabilimenti Eni

Lo stesso concetto lo esprime il Direttore dello stabilimento Versalis a Ferrara, 300 dipendenti e un Centro Ricerche che è un’eccellenza a livello europeo nel campo della formulazione e applicazione degli elastomeri: “Questa giornata sulla sicurezza è la dimostrazione concreta che il coinvolgimento e la partecipazione generano il cambiamento. Dal 2009 a oggi a Ferrara abbiamo fatto un grande lavoro sulla sicurezza e l’ambiente. Le imprese terze partecipano alle riunioni HSE per condividere metodologie e analisi. Garantiremo le stesse quantità di emissioni, pur realizzando un nuovo impianto che produrrà il 40% in più”.

Il filo che unisce cittadini e Associazioni Consumatori è molto corto, per questo la partecipazione di rappresentanti del mondo del consumerismo a iniziative come il Van Show, tradizionalmente rivolte esclusivamente alla ‘popolazione aziendale’ è importante. È un modo per far vedere l’azienda dal di dentro, nella vita di tutti i giorni, nella sua eccezionale normalità. Siamo a Ferrara non a caso, negli anni Cinquanta-Sessanta la terra della Montecatini e delle scoperte di Giulio Natta. Alcuni dei partecipanti al Van Show quando salta fuori il suo nome ricordano con un filo di nostalgia lo spot-tormentone di Gino Bramieri sul Moplen, il polipropilene isotattico che valse il Nobel nel 1963 al grande chimico italiano.

L'indimenticabile carosello di Bramieri negli anni del boom economico

“E mò, e mò, e mò Moplen!” scandisce non a caso il responsabile sicurezza di Versalis prima di illuminare il maxischermo con il filmato “Vivere senza chimica?”. Tranquilli, non si potrebbe vivere senza chimica. Il mondo si trasforma, ma tutto è fatto di chimica. “In Versalis – spiega – negli ultimi anni siamo passati da una chimica fatta di compositi a una chimica di specialties. Abbiamo circa 200 brevetti, abbiamo ridotto le emissioni del 90% e abbiamo una ricerca all’avanguardia: ad esempio nel campo degli elastomeri abbiamo messo a punto una nuova mescola per gli pneumatici che riduce l’attrito, utilizzando nuovi olii, grazie alla quale il consumo di carburante si riduce del 20%”. Sempre chimica, ma nuova chimica, al passo coi tempi. Come dev’essere la sicurezza.

Già, “ma esiste un rischio di incidente rilevante per la popolazione ferrarese?” chiede un rappresentante dei consumatori. “Per noi è equiparabile alla possibilità che un meteorite colpisca una persona”, è la sua risposta. “Siamo proprio qui per ribadire che i nostri stabilimenti sono aperti alla popolazione e a tutti voi – conclude il Direttore della centrale Sef Enipower, 841 MW di potenza originata da gas naturale per la produzione di energia elettrica e vapore -, e che le centraline per i controlli ambientali sono gestite da enti della pubblica amministrazione che monitorano aria e acque ora dopo ora, giorno dopo giorno e inviano i risultati direttamente al sindaco, che è il tutore della salute pubblica”. Cioè di tutti i ferraresi (e non solo).

informazioni sull'autore
Francesca Chemollo
Giornalista, dal 2007 lavora all'ufficio stampa Eni