Sparks

Le prime della classe nel settore Oil&Gas

 By Amanda Saint

Nonostante il difficile periodo che sta vivendo il settore Oil&Gas, il panorama è in via di miglioramento e nel 2017 numerose società hanno fatto registrare i risultati più elevati degli ultimi anni. Per i prossimi anni è prevista una crescita di tutto il settore…

Le previsioni vedono una crescita del mercato dei sistemi subacquei a 17,4 miliardi di dollari nel 2021, e in tale ambito ci si attende che il settore dei sistemi di accesso ai pozzi subacquei raggiunga un valore di 3,62 miliardi di dollari nel 2022, con un tasso di crescita annua composta del 4,79 percento. Nello stesso periodo si prevede che il mercato globale di oleodotti e gasdotti onshore cresca con un tasso annuo composto prossimo al 7 percento.
L’inversione di tendenza è stimolata da nuovo scoperte offshore e dall’ampliamento degli attuali giacimenti in presenza di una costante crescita della domanda di energia.

Piani di espansione per il 2018 e oltre

Sono pianificate molte nuove perforazioni da parte del settore Oil&Gas; di seguito sono elencate alcune delle più significative attività di espansione da parte delle società indicate.

  • Eni: l’immenso giacimento di gas Zohr nel settore egiziano del Mar Mediterraneo ha iniziato la produzione nel dicembre 2017 e nel periodo 2018-2019 verranno perforati 20 nuovi pozzi. Eni inoltre ha firmato un accordo con Sinopec, la più grande società di raffinazione al mondo, che prevede l’utilizzo della Eni Slurry Technology (EST) per la costruzione entro il 2020 di un impianto di raffinazione con una capacità di progetto di 46.000 barili al giorno di residuo di raffinazione pesante.
  • Sound Energy: Questa società afro-europea prevede di perforare a partire dall’estate di quest’anno tre nuovi pozzi in Marocco. Alla fine del 2017 ha annunciato di voler concentrare tutte le proprie perforazioni in Marocco dove può sfruttare riserve di gas per 17 miliardi di piedi cubi.
  • Amerisur Resources: anche la società sudamericana inizierà a trivellare tre nuovi pozzi nel proprio giacimento Platanillo N Sand – un blocco di 11.119 ettari nel Bacino del Putumayo, nel sud della Colombia. Si prevede che la perforazione dei nuovi pozzi inizi nel terzo trimestre del 2018.
  • Royal Dutch Shell: In considerazione dell’incombente deficit sul mercato australiano, entro la fine del 2018 Shell perforerà 161 nuovi pozzi di gas nei propri giacimenti di gas del Queensland. La società inoltre ha recentemente vinto i diritti di esplorazione per nove nuovi blocchi nel Golfo del Messico.

Anche se questi ampliamenti rappresentano una buona notizia per gli azionisti e per gli utilizzatori di energia che desiderano approvvigionamenti affidabili, ci si chiede quale sarà l’impatto del maggiore utilizzo di combustibili fossili sugli obiettivi ambientali e in che modo le società del settore Oil&Gas intendono gestire tale impatto.

società-O&G-crescita-zohr
La perforazione di pozzi petroliferi offshore nel Mar Mediterraneo non aveva mai dato buoni risultati in passato, ma, nell'agosto 2015, Zohr si è rivelata una scoperta sensazionale per Eni

Controllo del carbonio

Eni ha vissuto un 2017 estremamente positivo, conseguendo un record assoluto di produzione e facendo segnare un incremento del margine operativo di 602 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo ha migliorato le proprie performance ambientali. Le emissioni di gas serra nel segmento E&P sono diminuite del 2,7 percento rispetto al 2016 con una riduzione particolarmente significativa delle emissioni di metano (-39,4 percento), grazie al miglior controllo delle emissioni fuggitive nei segmenti E&P e G&P. Nel suo più recente bilancio di sostenibilità la società ha presentato informazioni dettagliate riguardanti il proprio impegno in termini di rispetto dell’Accordo di Parigi attraverso un “Percorso di decarbonizzazione” da conseguire tramite una costante riduzione dei gas serra, lo sviluppo di un portafoglio a più basso contenuto di carbonio e investimenti nelle energie rinnovabili.
Sound Energy sta concentrando la propria intera attività sul gas, combustibile fossile con emissioni di carbonio minori rispetto a carbone e petrolio. Le informazioni ambientali pubblicate da Amerisur Resources dichiarano che la società rispetta i pertinenti standard ISO.
Nel suo più recente bilancio di sostenibilità, Shell ha dichiarato di aver ridotto le emissioni di gas serra di 2 milioni di tonnellate, in parte attraverso la riduzione del flaring nel progetto Quest in Canada e in parte stoccando sottoterra 1 milione di tonnellate di biossido di carbonio derivante dalle proprie attività nel settore delle sabbie bituminose. La società però riconosce che parte della riduzione dipende dalla vendita di alcune delle proprie attività che è presumibile emettano ancora gas serra dopo la cessione.
Un articolo di Bloomberg evidenzia come il reale impegno per una migliore gestione ambientale sia oggi insito nel settore, sottolineando come nel complesso le cinque maggiori società petrolifere — Exxon Mobil, Shell , Chevron, BP e Total SA — hanno ridotto in media del 13 percento le proprie emissioni di gas serra fra il 2010 e il 2015.
Perciò mentre sale la produzione si direbbe che il controllo del carbonio giochi oggi un ruolo importante nei piani di espansione a cui sta lavorando il settore Oil&Gas.

LEGGI ANCHE: Quando il gioco si fa duro di Chris Dalby

informazioni sull'autore
Amanda Saint