Sparks Economia circolare

Generazione circolare

 By Ilaria Cesanelli
Economia circolare

C’è chi ricicla la carta, chi ha brevettato un materiale per le abitazioni ricavato da scarti inerti o chi trasforma in fertilizzanti i rifiuti solidi. Incontrando il variegato mondo delle startup ci si accorge che “economia circolare” non è solo un motto o un impegno per il futuro, ma un presente fantasioso già in atto…

Durante l’ultima Maker Faire Rome 2018, abbiamo conosciuto diverse realtà, italiane e internazionali, che hanno deciso di sviluppare modelli di sviluppo basati sui concetti dell’economia circolare… ne abbiamo scelti tre per raccontarvi cosa bolle in pentola.

“Lono” è il dio hawaiano della fertilità e dell’energia, ma anche l’anagramma dei nomi dei due fondatori di una startup in ambito biotecnologico. Nata in Costa d’Avorio nel 2012, ma presente anche in Europa e in altri stati subsahariani, LONO è uno dei tre progetti premiati alla Make In’Africa, il contest di Maker Faire Rome 2018 promosso da Eni, “per individuare, supportare e diffondere la realizzazione di soluzioni innovative sui temi della sostenibilità e dell’accesso all’energia nei Paesi africani”.
“Il nostro desiderio è sconfiggere la povertà”, ci ha risposto senza esitare Noël N’guessan, ingegnere chimico, co-fondatore della startup. Come? Tramite la Kubeko box, una “scatola” che prende i rifiuti, per lo più organici, e li trasforma non solo in fertilizzanti e biogas, ma anche in energia pulita.

LONO, startup africana che trasforma rifiuti organici in fertilizzanti e biogas

PAPER.O nasce invece dietro i banchi del Politecnico di Milano, per il progetto di tesi magistrale in Design Sistemico “Aurelio Peccei” di Valeria Bertaccini e Roberta Guadalupi, con la supervisione del relatore Fabrizio Valpreda.
“L’idea è molto semplice”, sottolineano le due neolaureate: trasformare acqua e carta riciclata in un nuovo materiale, fondendo i processi industriale e manuale in un macchinario portatile ed efficiente.
PAPER.O ha conquistato anche la giuria della Maker Faire Rome, aggiudicandosi due tag Maker of Merit.

PAPER.O, macchinario sviluppato nella tesi magistrale in Design Sistemico al Politecnico di Milano, per un riciclo innovativo della carta

Scarti inerti, bioedilizia, isolamento termoacustico e risparmio energetico sono alcune delle parole chiave di RECO2, startup innovativa che ha sede a Pontecorvo, in provincia di Frosinone.
“Ci trovavamo in viaggio, quando abbiamo visto una discarica a cielo aperto di pneumatici a fuoco”, ci racconta Daniele Nora, uno dei quattro fondatori. “In quel momento ci è scattato dentro un impulso: abbiamo deciso che anche noi avremmo dovuto fare qualcosa di concreto per l’ambiente”.
Ed è così che è nata l’idea di recuperare vari tipi di rifiuti inerti (vetro, pneumatici fuori uso o scarti d’acciaieria) in un materiale ceramico brevettato – Vytreum – da utilizzare per l’isolamento termoacustico e la pavimentazione bio-compatibile da interni e da esterni.
Qualche numero? Riduzione dell’80% dei costi di produzione e del 90% delle emissioni di CO2.

RECO2, dagli scarti inerti a un materiale ceramico da usare nella bio-edilizia

LEGGI ANCHE: Al gran ballo delle app di Pierluigi Properzi

informazioni sull'autore
Ilaria Cesanelli