Sparks

On the road

 By Andrea Andreoni

Nella fantasia di ognuno di noi ci sono due oggetti che riassumono i concetti di libertà, sfida e impresa. Non stiamo parlando di tablet o smartphone ma della motocicletta e dell’automobile. Il cinema ha raccontato e celebrato i due “miti” del ‘900, mezzi della rivoluzione delle macchine e al tempo stesso simboli romantici di più generazioni. Di recente il mondo delle due ruote è stato omaggiato con il film “Indian la grande sfida” che racconta l’impresa di Burt Munro in sella, appunto, alla sua Indian; Dino Risi e Vittorio Gasmann hanno invece celebrato “le quattro ruote” con “Il Sorpasso”, primo road-movie italiano. Poi ci sono le stazioni di servizio, vera e proprio finestra “on the road” sul paese che cambia…

C’è una cosa che amo fin da quando ero bambino e ora apprezzo ancora di più: andare in automobile. È cambiata la prospettiva dalla quale osservare la strada, i passanti, gli alberi e le case sfrecciare alla mia vista e confondersi in un vortice di colori quasi fosse un quadro astratto. Certo dal sedile posteriore era tutta un’altra cosa: osservare papà intento a guidare, i gesti precisi e armoniosi della guida, ascoltare le sue storie sui luoghi dove si stava andando o gli aneddoti sulle persone a cui si stava andando a far visita. Ora come driver si hanno altri privilegi tutt’altro che trascurabili come il piacere della guida ed essere tu a scegliere la destinazione.

Dalle auto di famiglia e ora dalla mia, ho osservato la mia città e il mio Paese cambiare. Proprio dal mezzo di trasporto più diffuso e utilizzato ho potuto osservare in tempo reale, quasi un reality show, i cambiamenti, le mode e le manie delle persone. Il finestrino dell’automobile è una finestra sul mondo da cui osservare lentamente il cambiamento, attimo dopo attimo.

Dario Fo, carosello Supercortemaggiore (correva l'anno 1953)
Il servizio di rifornimento carburante in formato cartoon...

Ogni luogo, ogni momento del viaggio ha sempre avuto una tappa fissa, obbligata ma assolutamente piacevole dove approfondire con calma il mio personale studio sociologico: le stazioni di rifornimento carburante. Sono state e in parte lo sono tutt’ora il luogo simbolo del cambiamento dell’Italia, luogo dove si incontrava l’italiano divenuto cittadino moderno. È piacevole rivedere e rivivere su Youtube i vecchi Caroselli e immaginare il “sapore” degli anni ’50-’60, quel mutamento sociale, umano. Chi non conosce le stazioni Agip con il motto “Supercortemaggiore, la potente benzina italiana”? Oppure chi non conosce la futuristica stazione di servizio Agip di piazzale Accursio a Milano che recentemente è stata acquistata da Lapo Elkann per diventare la nuova sede di Garage Italia Customs?

Ancora oggi questa stazione, ribattezza l’Astronave per la sua struttura futuristica si fa notare. L’edificio ha un grande valore architettonico per le sue linee morbide e la struttura a sbalzo molto ardita per l’epoca. Fu costruita tra il 1951 e il 1953, su un progetto innovativo e moderno realizzato dall’architetto Mario Bacciocchi, su incarico di Enrico Mattei in persona. Era il vero tempio di uno status symbol in ascesa, l’automobile.

L’edificio continua a rappresentare un importante patrimonio per la Città di Milano.

Come ogni bambino ignoravo completamente cosa significasse tecnicamente rifornire con carburante l’auto. Vedere un cordiale e simpatico signore con divisa gialla per me era quasi come andare da un alchimista che con fluido magico era capace di rimettere in forza un mezzo meccanico, quasi fosse un epico cavallo di ferro, e rendeva possibile continuare a scrutare il mondo.

informazioni sull'autore
Andrea Andreoni
Communications Specialist, dopo aver lavorato all’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo approda in Eni nel 2011.