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La nuova Cina ecologica

 By Robin Wylie

La necessità di ridurre le emissioni di carbonio del mondo, fornendo al tempo stesso energia sufficiente per lo sviluppo sostenibile, è forse la più grande sfida del nostro tempo. E in Cina lo è più che in ogni altro Paese…

Per soddisfare il crescente fabbisogno energetico della popolazione cinese, immensa e sempre più urbana, il partito comunista al potere si affida da tempo al carbone. Questo approccio ha fornito al Paese energia in abbondanza a supportarne l’espansione, ma lo ha anche reso il più grande emettitore di anidride carbonica al mondo, responsabile di livelli pericolosamente alti di smog.
Ma per alimentare la futura crescita della Cina, i suoi leader stanno cercando di ripulire la sua reputazione di Paese inquinante, ricorrendo all’energia rinnovabile. I risultati sono già sorprendenti.

Un’industria in ascesa

Fino al 2010, l’unica energia rinnovabile in Cina era l’energia idroelettrica, con una capacità installata di circa 200 GW (pari a circa il 22% della capacità di allora). La Cina ha ottenuto questo risultato attraverso imponenti progetti idroelettrici in tutto il Paese, tra cui la monumentale Diga delle Tre Gole, la più grande centrale idroelettrica del mondo. Si registrava poi una modesta capacità installata di 30 GW di energia eolica, e praticamente nessun’altra rinnovabile.
Dal 2010, tuttavia, a seguito di investimenti pubblici a livello globale nell’energia pulita, il settore delle energie rinnovabili in Cina è fiorito. La produzione idroelettrica è cresciuta in misura modesta, ma il cambiamento più significativo è stato quello dell’energia eolica e solare. La capacità eolica installata in Cina è ora di circa 169 GW, più che quintuplicata rispetto a otto anni fa, mentre il fotovoltaico è passato da un livello praticamente nullo nel 2010 ai circa 130 GW di oggi. La Cina vanta ora la più alta capacità installata di energia eolica, solare e idroelettrica di qualsiasi altro Paese e rappresenta oltre il 40% della crescita della capacità globale di energia rinnovabile.
Nell’ambito di questa enorme spinta verso le energie rinnovabili, la Cina ha realizzato nuove infrastrutture di dimensioni monumentali. Una di queste è una “strada solare” nella provincia di Shandong, un tratto di autostrada lungo un chilometro, ricoperto da pannelli solari ultraresistenti. Ricordiamo anche il più grande parco solare galleggiante al mondo, nella provincia di Anhui, che copre circa 100 miglia quadrate (e sorge, in posizione quanto mai corretta, sopra una miniera di carbone allagata). Altrettanto impressionante è il progetto del parco eolico di Gansu, una serie di parchi eolici situati nella provincia nord-occidentale di Gansu. Sebbene ancora in costruzione, ha già una capacità di 6 GW, che lo rende il più grande impianto eolico del pianeta.

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La diga delle Tre gole, costruita per la produzione di energia elettrica sul Fiume Azzurro, nella provincia di Hubei in Cina (Christoph Filnkößl, Wikimedia)

La transizione della Cina verso l’energia pulita coinvolge anche l’industria manifatturiera. Nell’ultimo decennio, grazie a miliardi di dollari di sovvenzioni pubbliche, il Paese è diventato il leader mondiale nella costruzione di componenti destinati al mondo delle energie rinnovabili. La Cina produce attualmente il 60% delle celle solari del mondo e quasi la metà di tutte le turbine eoliche. L’aumento della produzione cinese di questi componenti ha avuto un ruolo di primo piano nel recente calo globale dei prezzi dell’energia eolica e solare.
Oltre a perseguire lo sviluppo delle energie rinnovabili in patria, la Cina sta investendo moltissimo anche in progetti di energia rinnovabile all’estero. Nel 2017 le aziende cinesi hanno speso circa 44 miliardi di dollari in progetti di energia pulita all’estero, battendo il record di 32 miliardi di dollari stabilito l’anno precedente. Gran parte di questi fondi sono stati destinati a progetti eolici e solari in Europa Occidentale e a progetti idroelettrici in Asia, Africa e America Latina.
“L’importanza della Cina nei mercati energetici del panorama mondiale è tale che il suo spostamento verso tecnologie per la generazione di energia pulita sta influenzando il trend a livello globale”, ha dichiarato l’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) in un recente rapporto.

Un futuro più verde

Nonostante la notevole crescita del settore dell’energia pulita, la Cina, come la maggior parte dei Paesi, resta fortemente dipendente dai combustibili fossili per la produzione dell’energia. Il 60% dell’elettricità cinese proviene ancora dal carbone, mentre l’energia non fossile rappresenta attualmente circa il 13% del consumo energetico.
Ma quello che abbiamo visto pare sia solo l’inizio. Il presidente cinese Xi Jinping auspica che il suo Paese diventi una “civiltà ecologica” in grado di salvaguardare “l’armonia tra uomo e natura”. Il significato preciso delle sue parole ha suscitato un certo dibattito. Assolutamente certo che lo sviluppo delle energie rinnovabili continuerà ad essere una priorità chiave per la Cina anche in futuro.
La Cina si è impegnata a investire 361 miliardi di dollari in energie rinnovabili e prevede di triplicare il numero di posti di lavoro in questo settore. Ciò dovrebbe consentire al Paese di rispettare l’impegno, previsto dall’Accordo di Parigi, di ricavare il 20% della sua energia da fonti low carbon entro il 2020. Il Chinese National Renewable Energy Centre (Centro nazionale cinese per le energie rinnovabili) stima che, entro il 2050, il 60% del fabbisogno energetico totale della Cina potrebbe essere soddisfatto da fonti rinnovabili.
Questi obiettivi sono certamente difficili, ma incoraggianti; la Cina ha già dimostrato una certa propensione a superare le aspettative in materia di sviluppo delle energie rinnovabili: nel 2017 ha superato l’obiettivo per la capacità solare di 105 GW per il 2020, dopo aver installato 35 GW di capacità solare in soli sette mesi.
Quasi tutta la crescita futura del settore delle energie rinnovabili in Cina sarà legata allo sviluppo dell’energia solare ed eolica. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che, entro il 2030, la capacità eolica installata in Cina crescerà del 187%, fino a circa 430 GW, e che la capacità solare crescerà del 260%, fino a circa 470 GW. Nello stesso periodo, si stima che la capacità idroelettrica della Cina crescerà solo del 33%, fino a circa 440 GW, mentre la sua capacità di produzione di carbone dovrebbe rimanere praticamente costante.

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Parco eolico in Xinjiang, China (Chris Lim, Wikimedia)

Rivoluzione energetica?

La diffusione massiccia delle energie rinnovabili in Cina è motivata da una serie di fattori. Uno riguarda l’impegno del Paese a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre le emissioni di gas serra, in linea con l’Accordo di Parigi e i suoi stessi obiettivi nazionali. Ma ci sono anche motivi politici che spingono i cinesi a diventare una superpotenza energetica pulita. Il primato della Cina nella produzione di componenti per le energie rinnovabili ha chiaramente un potenziale redditizio enorme, dato il continuo aumento della domanda di energia a basse emissioni di carbonio in tutto il mondo. La Rivoluzione verde della Cina potrebbe anche contribuire a ridurre la forte dipendenza dalle importazioni straniere di combustibili fossili.
Qualunque siano le intenzioni della Cina, è chiaro che il suo passaggio alle energie rinnovabili avrà un impatto che andrà ben al di là della semplice riduzione delle emissioni. Con il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, la Cina sembra destinata ad espandere la sua posizione già consolidata in uno dei settori più in crescita a livello mondiale. In questa prospettiva, il nuovo ruolo della Cina come leader mondiale nello sviluppo dell’energia verde potrebbe avere un impatto sull’equilibrio del potere mondiale stesso.
“Anche se la Cina non è necessariamente intenzionata a colmare il vuoto di leadership sul clima lasciato dal ritiro degli Stati Uniti da Parigi, sarà certamente a suo agio nel fornire leadership tecnologica e capacità finanziaria in modo da dominare settori in rapida crescita [dell’energia pulita]”, ha dichiarato in un recente rapporto Tim Buckley, direttore degli studi di finanza energetica dell’IEEFA.
L’immagine della Cina come la superpotenza più inquinante del mondo sta cambiando. Potrà ancora bruciare più carbone di ogni altro Paese, ma è anche all’avanguardia sulla strada verso un futuro più pulito.

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