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Lampi di genio

 By Luca Longo

Novara per un giorno è stata eletta capitale del bello della ricerca e dell’innovazione italiana. Grazie a due eccellenze scientifiche come il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente e l’Università del Piemonte Orientale. Proprio negli edifici dove quasi cento anni fa è nata la chimica industriale italiana oggi si sperimentano nuove tecnologie rinnovabili. Anche questo è il Bello dell’Italia…

(Cover foto e immagini nel testo: Fotogramma/Corriere della Sera)

Il Sole sorge fra le dune del deserto egiziano mentre nell’aria erompono le note della Gloria all’Egitto e ad Iside. Con una improvvisa esplosione di luce e di voci è iniziata a sorpresa la serata “Lampi di Genio“ al Teatro Coccia di Novara: il salotto buono della città.

Proprio da qui è iniziato il percorso del Corriere della Sera alla ricerca de “Il Bello dell’Italia”. Novara per un giorno è stata eletta capitale del bello della ricerca e dell’innovazione italiana. Qui, infatti, si trovano due eccellenze scientifiche: il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente e l’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro.

Terminata l’esibizione della Corale San Gregorio Magno e del Coro del Ticino – proprio dalle scene che fra qualche giorno daranno vita all’Aida di Giuseppe Verdi – le giornaliste Maria Luisa Agnese e Michela Mantovan hanno avviato la serata intervistando Piero Maranghi e Paolo Gavazzeni, i registi di questa rappresentazione dell’Aida.

Cosa sono e come funzionano i pannelli fotovoltaici organici

Dopo il ricordo del genio rivoluzionario verdiano, il microfono è passato all’astronauta e astrofisico Umberto Guidoni. Con Giovanni Caprara ha ricordato la genialità italiana che da 50 anni è all’avanguardia nella ricerca spaziale ed ha realizzato oltre la metà della Stazione Spaziale Internazionale.

Nel cuore della serata non poteva non esserci il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente, rappresentato dal direttore del centro Carlo Perego e dal ricercatore Andrea Bernardi. Insieme hanno ricordato che la chimica industriale italiana è nata quasi cento anni fa proprio negli edifici che ora ospitano il centro ricerche. Questo da otto anni è stato dedicato allo studio di innovative tecnologie per lo sfruttamento della energia solare, per la trasformazione di biomasse di scarto in biocarburanti e per la tutela e la bonifica ambientale.

Il direttore del Centro Ricerche Eni, Carlo Perego...
...e il ricercatore Andrea Bernardi

“Dopo la guerra, grazie all’energia del gas naturale, Eni ha dato un contributo decisivo alla trasformazione di un Paese essenzialmente agricolo in un Paese industriale sotto la guida di Enrico Mattei”, ricorda Perego. “Ora Eni guida il Paese lungo il percorso che dalle energie fossili arriverà alle energie rinnovabili ancora una volta grazie al gas naturale: la forma di energia con un più basso impatto ambientale fra quelle ora disponibili. Nel frattempo a Novara, forti della nostra storia, oggi partecipiamo a questa transizione con un vasto programma di ricerca sulle energie rinnovabili.” “In otto anni abbiamo realizzato oltre 160 invenzioni coperte da più di 500 brevetti in Italia e nel Mondo. A queste si aggiungono oltre 670 pubblicazioni scientifiche e circa 150 pubblicazioni divulgative”.

Bernardi illustra alcuni dei progetti sviluppati qui da Eni, dai pannelli fotovoltaici organici, flessibili, leggeri, economici e completamente privi di silicio, ai concentratori solari luminescenti che permettono di realizzare finestre fotovoltaiche colorate e trasparenti, all’impianto pilota per la trasformazione per via chimica della frazione umida dei rifiuti solidi urbani in biocarburanti ed alle ricerche per la trasformazione biologica degli scarti agricoli e forestali in biocarburanti grazie a microorganismi. Diversi microorganismi, invece, vengono associati a piante selezionate per permettere la bonifica di terreni inquinati da idrocarburi o da metalli pesanti, come mostra Elisabetta Franchi nel foyer del teatro, dove Eni presenta al pubblico una serie di prototipi realizzati qui per la produzione di energia dal Sole e per il disinquinamento di terreni e di acque.

I concentratori solari luminescenti

Dopo le note del giovanissimo e geniale violinista Giovanni Andrea Zanon che interpreta Paganini e Bach, sale sul palco Annalisa Di Ruscio per raccontare la sua esperienza scientifica dall’Abruzzo a Boston all’Università del Piemonte Orientale dove ora studia la metilazione del DNA cellulare.

La serata si conclude con un effervescente monologo di Beppe Severgnini che mostra alcuni prodotti del genio italico – fra i quali la mitica Olivetti Lettera 22 usata anche da Indro Montanelli – invitando il pubblico a scommettere sulla trasformazione della bellezza del nostro Paese in progresso scientifico. Il sipario cala sulle parole del direttore del Corriere della sera Luciano Fontana: “per costruire bellezza e capacità di innovazione occorrono buoni esempi da seguire. Oggi ne abbiamo visti tanti…”

informazioni sull'autore
Luca Longo
Chimico industriale specializzato in chimica teorica. Si occupa di calcolo scientifico da 30 anni. Lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia. In tutto quello che fa, ama andare fino in fondo.